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Abusi Legge 104: tutte le sanzioni previste per i furbetti

Paolo Ballanti
abusi legge 104

La Legge 104 prevede una serie di agevolazioni in favore dei disabili che si estendono a numerosi aspetti della vita privata. La maggior parte di queste misure sono di tipo economico e si traducono in un abbattimento delle tasse per l’acquisto di mezzi o strumenti che il disabile utilizza nella sua vita quotidiana.

E’ lo Stato a farsi carico del minor gettito derivante dalle agevolazioni previste dalla Legge 104. Per questo, eventuali abusi rischiano di essere puniti con sanzioni di tipo penale che possono portare alla condanna e addirittura alla reclusione per il reato di truffa ai danni dello Stato.

Esistono poi i permessi 104 e i congedi in favore dei lavoratori disabili o loro familiari per dare la possibilità agli stessi di dedicarsi alle cure e all’assistenza. Eventuali abusi in tal senso possono portare anche a sanzioni disciplinari da parte dell’azienda oltre alle citate conseguenze penali e alla revoca dei benefici.

Vediamo nel dettaglio, per ogni misura prevista dalla Legge 104, le conseguenze e le sanzioni cui si può andar incontro.

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Permessi Legge 104

Il lavoratore disabile o i suoi familiari hanno diritto di assentarsi dal lavoro per dedicarsi alle cure o prestare assistenza.

Agli aventi diritto spettano:

  • 2 ore giornaliere o 3 giorni al mese continuativi o frazionati per il lavoratore disabile;
  • 3 giorni al mese per coniuge, convivente, parenti e affini entro il 2° grado del disabile.

La retribuzione delle ore di lavoro perse è totalmente a carico dell’INPS, ma anticipata dall’azienda in busta paga e da questa poi recuperata sui contributi da versare all’Istituto di previdenza con modello F24.

Abusi Legge 104: tutte le sanzioni sui permessi 104 

L’utilizzo dei permessi per finalità estranee a quelle sanitarie o di cura del disabile ovvero per assistere il familiare integra un comportamento sanzionabile da parte del datore di lavoro e dell’INPS, quale soggetto che si fa carico in ultima istanza della retribuzione.

L’azienda, nel rispetto di quella che è la procedura di contestazione disciplinare, può irrogare sanzioni che vanno dall’ammonizione scritta sino alla sospensione dal lavoro o addirittura il licenziamento per giusta causa (queste ultime due ricorrono in particolar modo nei casi di recidiva).

Sono comunque il contratto collettivo applicato e il codice disciplinare a stabilire la sanzione da comminare per ogni singolo comportamento del dipendente.

Possibile anche una richiesta di risarcimento per i danni subiti dall’azienda a livello organizzativo e produttivo, a causa dell’indebita assenza del lavoratore.

Oltre alle sanzioni disciplinari chi abusa dei permessi si espone anche a possibili azioni da parte dell’INPS. In particolare:

  • Revoca del diritto di fruire dei permessi;
  • Recupero di quanto già erogato e comunicazione al datore di lavoro per evitare che anticipi le somme per altri permessi fruiti dopo la revoca.

Da ultimo, il dipendente rischia la denuncia per il reato di truffa ai danni dello Stato disciplinata dall’art. 316 ter del Codice penale, posto che l’INPS è un ente pubblico. L’articolo in questione prevede la reclusione da sei mesi a tre anni. Tuttavia, se la somma indebitamente percepita è pari o inferiore 3.999,96 euro al dipendente si applica una sanzione amministrativa da 5.164,00 a 25.822,00 euro.

Abusi Legge 104 sul congedo straordinario: le sanzioni

Alle stesse conseguenze previste per i permessi retribuiti si espongono coloro che abusano del congedo straordinario riconosciuto ai familiari di persona gravemente disabile.

Quindi anche in questo caso l’azienda, nel rispetto di quella che è la procedura di contestazione disciplinare, può irrogare sanzioni che vanno dall’ammonizione scritta sino alla sospensione dal lavoro o addirittura il licenziamento per giusta causa (queste ultime due ricorrono in particolar modo nei casi di recidiva).

Oltre alle sanzioni disciplinari chi abusa dei permessi si espone anche a possibili azioni da parte dell’INPS. In particolare:

  • Revoca del diritto di fruire dei permessi;
  • Recupero di quanto già erogato e comunicazione al datore di lavoro per evitare che anticipi le somme per altri permessi fruiti dopo la revoca.

E anche nel caso degli abusi legge 104 commessi in relazione al congedo straordinario, si rischia anche una denuncia per il reato di truffa ai danni dello Stato disciplinata dall’art. 316 ter del Codice penale, posto che l’INPS è un ente pubblico. L’articolo in questione prevede la reclusione da sei mesi a tre anni.

Il congedo, che può avere durata massima continuativa o frazionata pari a due anni nell’arco dell’intera vita lavorativa, è a carico dell’INPS e anticipato dall’azienda in busta paga.

Il congedo spetta ad un solo lavoratore per l’assistenza al medesimo disabile, nel rispetto di un preciso ordine. In particolare, se l’avente diritto in via prioritaria manca, è deceduto o è portatore di patologie invalidanti il diritto si trasferisce al soggetto rientrante nella categoria successiva:

  • Coniuge (o parte dell’unione civile) convivente;
  • Genitori (naturali, adottivi o affidatari);
  • Figlio convivente;
  • Fratelli o sorelle conviventi;
  • Parenti o affini entro il 3° grado.

Acquisto dell’auto

Le agevolazioni previste per il disabile in situazione di gravità nonché per coloro che hanno ridotte o nulle capacità motorie, sordi e non vedenti, legate all’acquisto di veicoli (da utilizzare in via prevalente a beneficio del disabile stesso) sono:

  • Detrazione Irpef pari al 19% del costo sostenuto calcolata su una spesa massima di 18.075,99 euro;
  • Iva al 4% sul prezzo d’acquisto;
  • Esenzione perpetua del bollo;
  • Esonero dall’imposta di trascrizione sui passaggi di proprietà.

Il diritto si estende anche al familiare del disabile, purché quest’ultimo gli sia fiscalmente a carico. Nello specifico, le agevolazioni riguardano l’acquisto di autovetture, autocaravan, autoveicoli specifici e per il trasporto promiscuo, motoveicoli per il trasporto promiscuo e motoveicoli specifici, motocarrozzette.

Abusi legge 104 sull’acquisto auto: le sanzioni

Coloro che sfruttano le agevolazioni per l’acquisto di auto non utilizzate in via prevalente a beneficio del disabile rischiano oltre alla revoca della Legge 104 anche la restituzione di quanto indebitamente percepito.

Infine, come può accadere nel caso dei permessi e del congedo straordinario, il soggetto si espone ad una possibile denuncia per truffa ai danni dello Stato.

Abusi Legge 104 sulle Spese mediche e acquisto strumenti informatici: le sanzioni 

Le conseguenze per chi abusa delle agevolazioni previste per l’acquisto dell’auto si applicano anche nei confronti di coloro che sfruttano quanto la Legge 104 riconosce per le spese mediche e l’acquisto di ausili informatici.

In particolare:

  • Sono deducibili dal reddito i costi sostenuti (dal disabile o dal familiare che l’abbia a suo carico) per spese mediche generiche (ad esempio acquisto medicinali) o di assistenza specifica (attività infermieristica e riabilitativa).

Prevista inoltre una detrazione Irpef del 19% (a favore del disabile o del familiare che l’abbia a suo carico) per:

  • Spese mediche specialistiche;
  • Acquisto di mezzi d’ausilio alla deambulazione;
  • Acquisto di poltrone per inabili e minorati, apparecchi correttivi e altri ausili specifici.

Infine, i portatori di handicap grave in caso di acquisto di pc, tablet, telefoni con vivavoce o altri ausili informatici hanno diritto a:

  • Detrazione Irpef dei costi pari al 19%;
  • Applicazione Iva agevolata al 4%.

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