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Congedo straordinario disabili: cos’è, a chi spetta e come funziona

Paolo Ballanti
congedo straordinario disabili

Il nostro ordinamento prevede accanto ai più noti permessi 104 altre tipologie di assenze retribuite per coloro che devono assistere familiari disabili: in particolare, il Dlgs. n. 151/2001 ha introdotto un congedo straordinario disabili per i dipendenti che siano familiari di persona con handicap grave.

Gli aventi diritto possono assentarsi dal lavoro per un massimo di due anni nell’arco dell’intera vita lavorativa, durante i quali la retribuzione è carico dell’INPS.

Vediamo nel dettaglio a chi spetta il congedo e come funziona.

Lo Speciale Legge 104

Congedo straordinario disabili: chi ne ha diritto

A differenza dei permessi 104, il congedo straordinario spetta secondo un preciso ordine di priorità a:

  • Coniuge (o parte dell’unione civile) convivente;
  • Genitori naturali, adottivi o affidatari se manca il coniuge, è deceduto o colpito da patologie invalidanti;
  • Figlio convivente se i genitori mancano, sono deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • Fratelli o sorelle se i figli mancano, sono deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • Parenti o affini entro il 3° grado conviventi se fratelli o sorelle mancano, sono deceduti o affetti da patologie invalidanti.

Il congedo spetta a un unico lavoratore dipendente per l’assistenza alla stessa persona disabile (cosiddetto “referente unico”).

Congedo straordinario disabili: la convivenza

Per “convivenza” si intende la residenza nello stesso luogo del familiare da assistere e non semplicemente il domicilio.

Congedo straordinario disabili: rapporto di lavoro

Condizione essenziale per poter aver diritto al congedo è lo svolgimento di attività lavorativa. Per questo il congedo non spetta se il dipendente è in cassa integrazione a zero ore. Invece ne ha diritto se ha inoltrato richiesta prima che l’azienda ricorresse all’ammortizzatore sociale.

Congedo straordinario disabili: genitori

Nel caso dei genitori il congedo spetta anche se l’altro non ne ha diritto perché non lavoratore dipendente. Se invece entrambi sono dipendenti, il congedo spetta in via alternativa al padre o alla madre. Ammessa anche la possibilità di fruire per un genitore della maternità obbligatoria o facoltativa mentre l’altro è in congedo straordinario.

“Legge 104: handicap e invalidità. Con quali requisiti si può chiedere”

Congedo straordinario disabili: richiesta

Come avviene per i permessi 104, la domanda di congedo straordinario dev’essere inoltrata all’INPS:

  • In via telematica e in autonomia collegandosi al portale inps.it (necessario il PIN INPS o le credenziali SPID);
  • Chiamando il contact center al 803 164 (rete fissa) o lo 06 164 164 da rete mobile;
  • Avvalendosi di CAF e patronati.

Per opportuna conoscenza è consigliabile inviare al datore di lavoro copia della domanda inoltrata e della risposta dell’INPS.

La legge non impone un preavviso per l’azienda ma nell’ottica di una programmazione dell’attività produttiva, si raccomanda di informare il datore non appena l’INPS fornisce risposta alla richiesta di congedo.

Congedo straordinario disabili: durata

Il congedo ha una durata massima di due anni nell’arco dell’intera vita lavorativa. Lo stesso limite vale anche per tutti coloro che prestano assistenza allo stesso familiare disabile.

Questo significa che se il padre ha goduto di un anno e cinque mesi per assistere il figlio disabile, la madre potrà richiedere il congedo per il residuo (sette mesi) solo se non ha usufruito di altri periodi o ne ha usufruito per meno di sette mesi.

Se i genitori hanno più figli disabili, il congedo spetta per ciascuno di essi a meno che dagli accertamenti sanitari non emerga la possibilità di assistere entrambi i figli sfruttando un unico congedo.

Congedo straordinario disabili: condizioni

Il congedo spetta se il familiare disabile non è ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati a meno che:

  • Il personale sanitario non richieda la presenza e l’assistenza di un genitore o di un familiare;
  • Il disabile è in stato vegetativo persistente e / o con prognosi infausta a breve termine.

Il congedo spetta altresì se l’assistito deve recarsi al di fuori del luogo di ricovero per sostenere esami o visite specialistiche.

Gli assistiti devono essere affetti da handicap grave da intendersi come la minorazione fisica, psichica o sensoriale stabilizzata o progressiva con le caratteristiche della gravità. Condizione questa che si realizza quando la disabilità ha ridotto l’autonomia personale della persona tale da rendere necessaria un’assistenza continuativa e permanente.

Lo stato di gravità dev’essere accertato dalle Commissioni ASL competenti.

Congedo straordinario disabili: trattamento economico

Durante i periodi di congedo è l’INPS a farsi carico della retribuzione, nonostante questa venga anticipata in busta paga dall’azienda (che poi la recupera sui contributi previdenziali da versare all’Istituto), eccezion fatta per i casi di pagamento diretto.

Il trattamento economico è pari alla retribuzione percepita nell’ultimo mese lavorato prima di quello in cui il dipendente è in congedo.

A meno che non vi siano condizioni di miglior favore da parte di accordi / contratti individuali o aziendali, nei periodi di congedo non maturano ferie, permessi, mensilità aggiuntive e TFR.

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2 COMMENTI

  1. Salve Agnese, all’Ape sociale possono accedere i lavoratori residenti in Italia iscritti all’AGO, alle forme sostitutive ed esclusive della stessa nonché alla Gestione Separata, che alla data di accesso al trattamento si trovano in questi condizioni: 63 anni di età compiuti; hanno cessato l’attività lavorativa; non sono titolari di una pensione diretta; maturano entro il 31 dicembre 2019 almeno 30 anni di contributi (elevati a 36 per le mansioni gravose), con un massimo di 2 anni di sconto per le madri.
    Devono inoltre trovarsi in una delle seguenti condizioni: disoccupati; assistenza a un familiare disabile; invalidi civili; addetti a mansioni gravose.
    La domanda va inoltrata direttamente all’Inps. Cordiali saluti

  2. Assisto mia suocera da due anni con disabilità grave e con legge 104 per l’assistenza, viviamo nello stesso numero civico in due appartamenti attigui. Mio marito è vivo e presente, con il quale condividiamo gli oneri dell’assistenza. In agosto compio 63 anni e ho maturato 35 anni di contributi. Vorrei andare in pensione con l’APE sociale ne ho diritto, quando la domanda?

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