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Contributi figurativi Inps: come funzionano, accreditamento, limiti, calcolo

Daniele Bonaddio
contributi figurativi Inps

Durante un rapporto di lavoro, possono capitare determinati eventi che obbligano il lavoratore ad assentarsi dal posto di lavoro e di prestare quindi la normale attività lavorativa, come ad esempio in caso di infortunio, malattia, disoccupazione, ecc. Durante tali eventi, per l’intero periodo di assenza del lavoratore, il datore di lavoro non versa i corrispondenti contributi previdenziali all’INPS. Tale diritto, infatti, è garantito direttamente dall’Istituto Previdenziale: si tratta, in particolare, dei c.d. contributi figurativi.

Con tale termine s’intende indicare una copertura previdenziale “fittizia”, ossia non versata dal datore di lavoro o dal lavoratore, per l’intero arco temporale di interruzione o riduzione del rapporto di lavoro. Poiché il lavoratore si trova in una situazione “debole”, meritevole di tutela previdenziale, la legge prevede che questi ultimi non debbano essere penalizzati ai fini pensionistici, evitando in questo modo di allontanare la data di pensionamento. Ma come funzionano e a chi spettano i contributi figurativi INPS? Ecco delle brevi linee guida per orientarsi al meglio.

Contributi figurativi Inps: cosa sono?

Come appena accennato, è possibile definire i contributi figurativi come quei periodi che vengono accreditati gratuitamente dall’INPS – vale a dire senza esborso economico da parte del datore di lavoro o del lavoratore – nei confronti dei lavoratori sia del settore pubblico che privato in caso di particolari eventi che hanno determinato l’interruzione o la riduzione dell’attività lavorativa.

Altro non è che una forma di tutela previdenziale in favore dei lavoratori, e si realizza in caso ad esempio di malattia, infortunio, disoccupazione, cassa integrazione, malattia, invalidità, ecc.

Grazie al versamento dei contributi figurativi per detti periodi, l’assicurato non perde alcun periodo contributivo e mantiene una storia lavorativa, sotto il profilo contributivo, lineare e senza interruzioni. Ciò fa sì che l’interruzione forzata non inficia in alcun modo la prima data di decorrenza utile per il pensionamento.

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Infatti, i contributi figurativi hanno un duplice vantaggio, sono utili:

  1. sia ai fini del diritto;
  2. che della misura della pensione.

Non bisogna confondere i contributi figurativi, con quelli da riscatto o con i contributi volontari. Questi ultimi, si differenziano per un semplice motivo: l’onere da sostenere per l’accreditamento dei corrispondenti periodo.

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Contributi figurativi: accreditamento 

Ma per l’accreditamento dei contributi figurativi, l’interessato deve presentare apposita domanda all’INPS oppure vengono riconosciuti in maniera automatica, ossia d’ufficio? La risposta è: dipende. Esistono periodi per i quali non serve presentare alcuna domanda e periodi dove bisogna attivarsi direttamente per vedersi riconosciuti tali periodi.

A titolo esemplificativo, i periodi per i quali vige il riconoscimento d’ufficio – in quanto discende da una specifica disposizione di legge – sono:

  • la disoccupazione in costanza di rapporto di lavoro (CIGO, CIGS, CdS e Fondi bilaterali);
  • la disoccupazione a sostegno del reddito (NASpI, DIS-COLL, indennità di mobilità ordinaria, disoccupazione edile, disoccupazione agricola);
  • le misure di accompagnamento alla pensione (isopensione e assegno straordinario al reddito);
  • le prestazioni di invalidità di natura previdenziale (assegno ordinario di invalidità e pensione di inabilità);
  • i periodi di assistenza antitubercolare;
  • la malattia dei lavoratori socialmente utili (LSU) e di pubblica utilità (LPU).

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Al contrario, è necessario presentare apposita domanda all’INPS – a titolo esemplificativo – per i seguenti periodi:

  • servizio militare e periodi equiparati;
  • congedo per maternità e paternità ed il congedo parentale;
  • congedo straordinario per assistenza ai disabili;
  • permessi mensili per assistenza ai disabili;
  • assenze retribuite per assistere i portatori di handicap;
  • riposi giornalieri per allattamento;
  • aspettative per cariche pubbliche o sindacali;
  • assenze per donazione di sangue o per donazione del midollo osseo.

Tali tipologie di accrediti contributivi hanno natura facoltativa, nel senso che spetta al lavoratore decidere se chiedere l’accredito o meno di tali eventi. Infatti, potrebbe capitare che il lavoratore subisca una riduzione del trattamento previdenziale in caso di riconoscimento di tali periodi. Per questo motivo è possibile escludere parte di tali periodi dall’estratto conto e non chiederne il riconoscimento ai fini previdenziali.

È chiaro che la facoltà di “rinuncia” vige esclusivamente per i contributi richiedibili a domanda, non essendo possibile “evitare” contributi figurativi riconosciuti d’ufficio.

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I limiti di accreditamento

Ma quanti contributi figurativi possono essere accreditati dall’INPS? La legge, in tali casi, non prevede alcun limite massimo; tuttavia, ai sensi dell’art. 15 del D.Lgs. n. 503/1992, per chi non ha neanche un contributo accreditato alla data del 31 dicembre 1992, ai soli fini della pensione anticipata, è possibile accreditare al massimo 5 anni di contributi figurativi.

Con riferimento, invece, ai limiti di utilizzo dei periodi di malattia, il riconoscimento d’ufficio è fissato in 96 settimane nella vita assicurativa.

Contributi figurativi: gestione di accreditamento

In presenza di contribuzione versata e/o accreditata in più gestioni pensionistiche (FPLD, Gestioni autonome, Fondi speciali, ecc.) ovvero in corrispondenza di periodi di  occupazione in diversi settori di attività (lavoro agricolo, lavoro domestico, apprendistato, pescatore autonomo, ecc.), prima di procedere alla valorizzazione del periodo figurativo va individuata la gestione/categoria a cui attribuire l’evento, verificandone la relativa riconoscibilità sulla base della normativa di riferimento e l’esistenza del requisito amministrativo necessario a convalidare l’accredito.

Qualora l’accredito figurativo sia richiesto per eventi verificatisi fuori dal rapporto di lavoro e i requisiti per il relativo riconoscimento risultino perfezionati in più gestioni, l’accredito sarà subordinato alla scelta formalizzata dall’interessato. Qualunque sia l’ordinamento pensionistico in cui avviene l’accredito – il periodo riconosciuto figurativamente deve essere in ogni caso privo di altra copertura assicurativa, non solo nella gestione interessata ma anche in tutte le gestioni nelle quali il soggetto risulta titolare di contribuzione.



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16 COMMENTI

  1. Buongiorno, sono una dipendente universitaria con contratto a tempo indeterminato dal dicembre 2002. Posso fare domanda per l’accredito dei contributi figurativi per maternità al di fuori del rapporto di lavoro? Ho avuto due figli, uno nel 2000, l’altro a febbraio 2002.
    Grazie

    • Buongiorno Patrizia,
      non esistono termini di scadenza per l’accredito dei contributi figurativi. Quindi può fare domanda anche successivamente. Possono essere richiesti anche prima dell’accesso alla pensione.

  2. Buongiorno,sono una psicoterapeuta che ha lavorato come borsista presso l’asp di Agrigento ( Neuropsichiatria infantile di Canicatti’) dal 01/12/2016 al 30/11/2019 .Sono stata presso un ufficio della sede centrale dell’Inps e mi è stato detto che i miei dati contributivi si trovano presso l’inps di Messina. non ne capisco il motivo ,comunque ho tentato di entrare nel portale di Messina , ma non sono riuscita nell’intento . Vorrei capire come fare e vi chiedo aiuto per risolvere tale situazione.Nell’attesa di una vostra gentile risposta vi ringrazio . Distinti saluti.

    • Buongiorno Arena,
      purtroppo l’unica soluzione è chiamare il Contact center dell’INPS e illustrargli la sua problematica.

  3. Buongiorno, sono un dipendente a tempo indeterminato di un’agenzia di lavoro interinale attualmente in missione presso un’impresa statale. Dall’1 giugno prossimo sarò in congedo straordinario per due anni per assistenza ad un figlio disabile. devo presentare domanda per contributi figurativi o mi verranno accreditati d’ufficio ai fini del calcolo a valere sul futuro assegno pensionistico? grazie
    massimo

    • Buongiorno Massimo, il congedo straordinario di 2 anni per assistenza al figlio disabile rientra tra i contributi figurativi riconosciuti a domanda. Quindi, per non perdere gli anni contributivi ai fini pensionistici dovrà presentare apposita domanda all’INPS.

  4. Salve, lavoro in qualità di ATA presso una scuola statale, dipendente ex INPDAP, dal 1988 ad oggi, a tempo indeterminato dal 1/9/2000, ho percepito l’indennità di disoccupazione sia con i requisiti ridotti che ordinaria dal 1991 al 2000 per i periodi non lavorati. Vorrei sapere se i periodi di disoccupazione sono valutati ai fini pensionistici sia ai fini del diritto che sul calcolo e se vengono valutati d’ufficio o bisogna presentare domanda. Se per i dipendenti della scuola c’è la possibilità di chiedere ricongiungimento senza oneri come per tutti i dipendenti pubblici. Spero in una Vostra imminente risposta. Grazie

    • Buongiorno Giusy,
      i contributi figurativi per i periodi coperti da indennità di disoccupazione sono utili sia alla misura che al calcolo dei trattamenti pensionistici. Gli stessi vengono valutati d’ufficio.

    • Buongiorno Giusy,
      i periodi durante i quali viene percepita l’indennità di disoccupazione Naspi contribuiscono, nella generalità dei casi, al raggiungimento della pensione, perché il lavoratore ha diritto all’accredito dei contributi figurativi. Si tratta di contributi accreditati direttamente dall’Inps, che servono sia ai fini del diritto che della misura della pensione. Nel momento in cui il lavoratore ha diritto all’indennità di disoccupazione, l’Inps accreditata anche i contributi calcolati sull’indennità, perché non perda il periodo ai fini della pensione. In alcuni casi, i periodi di disoccupazione possono non essere utili ai fini della pensione. Per la pensione di vecchiaia, il riconoscimento dei contributi figurativi inerenti i periodi di disoccupazione non è sottoposto a regole restrittive. Caso diverso in caso di pensione di anzianità o anticipata, come “Quota 100” e Opzione Donna.

  5. Buongiorno, vi chiedo un consiglio, un aiuto:
    Dal 1988 sono dipendente pubblico e nel 2008 ho avuto ricongiunti i periodi privati precedenti (circa 10 anni) con la Legge 29/79. In questi mesi controllando quanti contributi mancherebbero alla pensione mi accorgo che nel 1982 non mi sono stati accreditate 12 settimane di contributi figurativi relativi ad un grave infortunio che mi ha visto assente dal lavoro per 8 mesi. Mel modello 01/M allora rilasciato dall’azienda sono state indicate appunto 12 settimane in meno e quindi circa 5 mesi di infortunio anzichè 8. alle mie richieste tramite Patronato e sul portale l’Inps non ha dato pareri favorevoli al recupero; l’Istituto si “arrocca” sulla norma che avendo passato tutti i contributi nel 2008 all’ex Inpdap nelle loro casse non esistono più contributi “veri” precedenti il 1982 e quindi non è possibile riassegnare i contributi figurativi mancanti. Preciso che le settimane mancanti mi permetterebbero il pensionamento dal 1° settembre 2020. Cosa posso fare ? Grazie del riscontro

  6. Buongiorno sono un lavoratore dipendente a tempo indeterminato statale. Mi è stato riconosciuto un grado di invalidità dell’80% dal 2010. Devo fare la domanda per andare in pensione con quota 100, nel calcolo dei contributi figurativi riguardante i due mesi per anno , ho un tetto massimo? Posso inserire mesi 18 come contributo figurativo?
    Nel ringraziare per un Vostra risposta porgo distinti saluti.

    • Buongiorno Antonio,
      è possibile chiedere una maggiorazione contributiva di due mesi per ogni anno di lavoro, fino a un massimo di 5 anni. Quindi, la risposta è affermativa

  7. Nel gennaio del 1976 da pedone subivo incidente stradale, inserimento chiodo di Kirchner, rimozione busto ingessatura, tentativo fallito rimozione chiodo.Tutto questo mi ha portato ad un periodo di forzata inattività lavorativa di più di nove mesi,tutti questi fatti documentati da sentenza tribunale, cartelle cliniche,certificati ortopedici, periti nominati dal giudice esonero servizio di leva, certificazione invalidità attestata periti provincia, in sintesi per sottostare al servizio di leva perdevo quasi due anni di vita lavorativa, in seguito a tale incidente non facevo il militare quindi non ho diritto all’anno contribuzione figurativa, avendo già avuto due colloqui con funzionario Inps ho riscontrato dubbi e contrarietà a controllo presente documentazione, volendo accedere a Quota 100 questa situazione mi blocca perché non mi fa accedere a sistema retributivo,vogliate darmi consiglio, grazie.

  8. salve sono Lorenzo nel 1979 ero apprendista sono stato assente dal lavoro per 7 settimane a causa di malattia per ricovero in ospedale nell” estratto conto non risultano queste settimane ne ho diritto?

  9. Salve volevo sapere se posso fare la domanda di disoccupazione agricola essendo stato in infortunio inail quindi con contributi figurativi in quanto disoccupato dopo l’infortunio grazie

  10. salve,dopo aver preso la mobilita’ per 4 anni dal 16/12/2013-al -24/12/2017.Ho anni 57,si puo richiedere ora che sono dissocupato e invalido con il 67% l’nvalidita contributiva,ho anche delle patologie come il diabete e depressione con ansia,si puo sempre farne una richiesta? Spero in una VOSTRA presto risposta.GRAZIE.

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