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Reddito di cittadinanza: tutti gli incentivi per chi assume. Importi e modalità

Paolo Ballanti
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Sgravi contributivi per le imprese che assumono a tempo pieno e indeterminato i beneficiari del Reddito di cittadinanza. È quanto prevede il Decreto legge che dà il via libera al sussidio statale e a Quota 100, le due misure-simbolo dell’esecutivo Lega-Cinque Stelle, approvato il 17 gennaio scorso.

In attesa della pubblicazione in Gazzetta ufficiale e dell’entrata in vigore, il Decreto, firmato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prevede due diversi incentivi:

  • Datore di lavoro che comunica la disponibilità di posti vacanti e in base a questi assume i beneficiari del sussidio a tempo pieno e indeterminato (incentivo mensile per l’azienda fino a 780 euro);
  • Datore di lavoro che assume a tempo pieno e indeterminato il destinatario del Reddito che ha svolto un percorso formativo o di riqualificazione professionale (incentivo mensile per l’azienda fino a 390 euro).

Vediamo nel dettaglio tutti gli incentivi e le modalità con cui saranno erogati.

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Reddito di cittadinanza e incentivi alle imprese: “sgravio 780 euro”

Il Decreto legge prevede uno sgravio contributivo ai datori che assumono soggetti destinatari del Reddito di cittadinanza a tempo pieno e indeterminato, anche con l’ausilio delle agenzie per il lavoro.

Per accedere all’incentivo l’azienda deve comunicare alla piattaforma digitale dedicata al Reddito di cittadinanza la disponibilità di posti vacanti. Se queste scoperture vengono colmate con assunzioni a tempo pieno e indeterminato il datore beneficerà di un abbattimento dei contributi INPS a carico suo e del lavoratore:

  • Per un importo pari al sussidio mensile percepito dal soggetto, comunque non superiore a 780 euro mensili;
  • Per un numero di mesi pari alla differenza tra 18 mensilità e quanto già goduto dal beneficiario, comunque non inferiore a 5 mensilità.

Nei casi di rinnovo del Reddito lo sgravio è concesso nella misura fissa di 5 mensilità.

L’esonero (che non si estende ai premi e ai contributi INAIL) non può comunque eccedere il totale dei contributi previdenziali ed assistenziali a carico dell’azienda e del lavoratore. Questo significa che se lo sgravio ipotetico mensile è pari a 780 euro ma l’ammontare dei contributi dovuti all’INPS è di 650 euro, l’importo effettivo del beneficio non potrà eccedere i 650 euro.

Una volta assunto, il lavoratore ex destinatario del Reddito non potrà essere licenziato salvo che per giusta causa o giustificato motivo. In caso contrario, l’azienda dovrà restituire l’intero incentivo goduto.

Il Decreto concede al datore, contestualmente all’assunzione, la possibilità di stipulare con il Centro per l’impiego un patto di formazione che preveda un percorso formativo o di riqualificazione professionale.

Leggi anche “Reddito di cittadinanza al via: a chi spetta, importo, domanda, patto di lavoro. Tutte le novità”

Reddito di cittadinanza e incentivi alle imprese: “sgravio 390 euro”

La seconda tipologia di sgravio è per le imprese che assumono i beneficiari del Reddito in ragione del percorso formativo o di riqualificazione professionale che questi hanno svolto nell’ambito del Patto di formazione, stipulato con gli Enti di formazione accreditati e presso i Centri per l’impiego o le agenzie per il lavoro.

Se dopo il percorso formativo, il soggetto viene assunto a tempo pieno e indeterminato per una mansione coerente con la formazione prevista nel Patto, al datore è riconosciuto un abbattimento dei contributi INPS a carico suo e del lavoratore, con esclusione di quanto dovuto all’INAIL.

Lo sgravio previsto:

  • È pari alla metà dell’ammontare mensile del Reddito percepito, comunque non superiore a 390 euro;
  • Opera per un periodo pari alla differenza tra 18 mesi e quanto già goduto dal beneficiario stesso, comunque non inferiore a 6 mensilità.

In caso di rinnovo del Reddito, lo sgravio è concesso nella misura fissa di 6 mensilità.

La restante metà del sussidio (massimo 390 euro mensili) fruito all’atto dell’assunzione, è riconosciuta all’Ente di formazione accreditato che ha stipulato con il beneficiario il Patto di formazione. L’incentivo opera sotto forma di sgravio contributivo su quanto dovuto dall’Ente per i propri dipendenti, con le stesse modalità previste per l’azienda che assume il beneficiario del Reddito.

Anche in questo caso:

  • L’incentivo non potrà comunque eccedere l’ammontare totale dei contributi INPS a carico dell’azienda e del lavoratore;
  • In caso di licenziamento del lavoratore (salvo che per giusta causa o giustificato motivo) l’azienda dovrà restituire l’incentivo goduto.

Reddito di cittadinanza e incentivi: regole generali

Entrambe le tipologie di incentivo sono riconosciute a condizione che il datore realizzi un incremento occupazionale netto, con riferimento ai soli dipendenti a tempo indeterminato.

È richiesto inoltre il rispetto:

  • Della normativa comunitaria in materia di aiuti “de minimis”;
  • Delle condizioni fissate dalla legge (art. 1 comma 1175 L. n. 296/2006 e art. 31 Dlgs. n. 150/2015) per le altre tipologie di sgravio contributivo, tra cui possesso del DURC e rispetto dei contratti collettivi nazionali ovvero di secondo livello.

Gli sgravi sono infine interamente cumulabili con il bonus previsto per i datori di lavoro che nel 2019 e nel 2020 assumono a tempo indeterminato under 35 ovvero soggetti con almeno 35 anni di età e privi di impiego da almeno 6 mesi, nelle regioni Abruzzo, Molise, Sardegna, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Qualora in forza del predetto bonus il datore abbia esaurito gli esoneri contributivi, l’incentivo previsto per i beneficiari del Reddito è riconosciuto sotto forma di credito d’imposta (sulle cui modalità di accesso si attende un apposito decreto).

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