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Opzione donna 2019 confermata: requisiti, domanda e novità

Chiara Arroi

Tra tutte le novità in tema Pensioni che la nuova Legge di bilancio sta per introdurre, mediante i decreti attuativi attesi in questi giorni, per i cittadini italiani stanchi di lavorare, c’è anche Opzione Donna 2019. È infatti ufficiale: la sua proroga è stata inserita nella Manovra e nella prima bozza di decreto attuativo circolante in questi giorni.

Il decreto in questione è quello che si occupa di definire le modalità di attuazione delle due misure bandiera di Movimento 5 stelle e Lega: reddito di cittadinanza e quota 100. La Legge di bilancio specifica infatti solo i fondi messi a disposizione, ma null’altro.

La misura è stata inserita in un più ampio quadro che il Governo ha dipinto sul tema pensioni, con l’obiettivo di un superamento della Legge Fornero e di un suo graduale ma inesorabile smantellamento. Quota 100 ne è il primo risultato.

In questo quadro quindi, con l’approvazione della Legge di bilancio 2019 targata Lega-5Stelle, l’anticipo pensionistico pensato per le donne – Opzione donna – sarà riconfermato e la misura verrà prorogata anche nel 2019.

Tutte le novità sulle Pensioni 

Per capire le modalità effettive con cui verrà prorogata occorre attendere la pubblicazione dei decreti attuativi, corredati alla Legge di bilancio, dove saranno inseriti i dettagli veri e propri.

Vediamo ora qualche dettaglio in più, sbirciando dalla bozza di decreto.

Opzione donna 2019: cosa prevede

Si tratta di un regime agevolato pensionistico introdotto Legge 243 del 2004 (Legge Maroni) in via sperimentale, per consentire ad alcune tipologie di lavoratrici donne del settore pubblico e privato di anticipare l’età di uscita dal lavoro di qualche anno, a patto di accettare un assegno pensionistico interamente calcolato secondo il sistema contributivo: una decurtazione di circa il 20-25 per cento dall’assegno.

La riforma Fornero del 2011 aveva poi confermato l’Opzione fino al 31 Dicembre 2015 e dopo ancora un’altra riconferma dalla legge di bilancio 2017.

Opzione donna: i requisiti precedenti

La possibilità di optare per il regime sperimentale era riconosciuta nel 2018 a tutte le lavoratrici iscritte alla previdenza pubblica obbligatoria (dipendenti del settore privato; pubblico impiego e lavoratrici autonome) in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995. A seguito delle modifiche apportate dall’articolo 1, comma 281 della legge 208/2015 e dall’articolo 1, co. 222 della legge 232/2016 possono esercitare l’opzione le lavoratrici dipendenti in possesso di:

  • 57 anni di età per le dipendenti e 58 per le autonome, e
  • 35 anni di contributi

Con la proroga al 2019 della misura la platea è stata in pratica alzata di un anno l’età per andare in pensione con questa Opzione.

Opzione donna 2019: le novità in arrivo

Il decreto attuativo (che oltre al reddito di cittadinanza contiene anche il pacchetto pensioni) prevede uno specifico articolo focalizzato sulla proroga di Opzione donna: l’articolo 16, dove viene chiarito che il diritto al trattamento pensionistico anticipato secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal decreto legislativo 30 aprile 1997 n.180, è riconosciuto nei confronti delle lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1959, e delle lavoratici autonome nate entro il 31 dicembre 1958, le quali abbiano maturato un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni.

In sostanza quindi i requisiti previsti per il 2019 sono questi

Ribadiamo che i nuovi requisiti sono:

  • lavoratrici dipendenti nate entro il 31 dicembre 1959
  • lavoratici autonome nate entro il 31 dicembre 1958
  • maturazione di 35 anni di contributi o più, al 31 dicembre 2018.

L’età è stata alzata di un anno rispetto al 2018.

Opzione donna o Quota 100: cosa conviene

In realtà Opzione donna è pensata dal Governo per tutte quelle lavoratrici che non riescono (con i requisiti maturati) ad accedere a Quota 100. È dunque una valida alternativa, una possibilità in più.

È bene però ricordare che l’assegno pensionistico percepito sarà di importo inferiore rispetto a una normale pensione, perché si basa sul sistema di calcolo contributivo, e i contributi versati per chi va in pensione anticipata sono meno. Il taglio dell’assegno può arrivare al 20-30 per cento.

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19 COMMENTI

  1. Una presa in giro per noi donne, ho sei comunale regionale o statale sempre tutelata ed arrivi ai 40 o come io e tante private con una vita lavorativa spezzata tra un cambiamento e un’altro, e con figli e famiglia che porta molta fatica.
    La politica in Italia fa schifo siete solo schiavisti.

  2. Si infatti perché se la legge dice 58 anni per le lavoratrici private, possono fare domanda solo quelle nate entro il 31/12/1959 che nel 2019 compiono quindi 60 anni e non 58?

  3. io non posso credere ai miei occhi, che peima dite una cosa e poi ne fate un’altra non è giusto a deludere le persone, pesone come le donne che fanno piu lavori: donne di casa, lavoro,accudire la famiglia e che cavolo deve restare a 57 anni per le dipendenti, e senza tagli che è questa buffonata ma……….. volete che le donne non vi votano più, come sapete le donne sono vendicatrici fate attenzione.

  4. Noi donne siamo sicuramente più penalizzate degli uomini perché dobbiamo occuparci dei figli e della famiglia magari anche dei genitori ormai anziani, non si potrebbe fare uno sforzo e toglierci un’anno di lavoro per ogni figlio?o devono andare avanti solo le donne extracomunitarie a fare dei figli? Viste le percentuali degli ultimi anni.

  5. Buongiorno Sn nata a febbraio 1961 ho 39anni e 4 mesi di contributi, Sn vedova ho dovuto lasciare il mio lavoro, “prettamente maschile caricavo camion – mulettista” 5 anni fa x accudire la mia mamma (Xké x una legge nn scritta figli e genitori invalidi toccano alle DONNE) cerco lavoro ma Sn vekkia….. A me è alle migliaia di donne cm me ki ci pensa??????

  6. Care signore pensate come mi trovo invece io uomo gay che ho 58 anni e 36 anni di contributi dovrò aspettare altri 4 anni per la quota 100!!! Oltretutto Voi donne avete un aspettativa di vita di 5 anni maggiore di noi uomini!!! È una vera ingiustizia, altro che parita’!!

  7. Daniela-
    Io non capisco che gioco è, sono nata il 3 ottobre 1960 ho 36 anni di contributi; se per le dipendenti del settore privato la regola è: 58 anni + 35 di contributi ne ho diritto anche io, altrimenti si deve parlare non di 58 ma 59 anni; non solo credo bisognerebbe fare il calcolo con il sistema misto, e con una decurtazione” sicuramente giusta” ma decrescente man mano che si arriva all’età pensionabile sancita dalla legge.

  8. Scusate io ad oggi ho 57 anni e 7 mesi ea dicembre 2015 avevo 36 anni di contributi.posso accedere ad opzione donna, visto che sono anche una precoce.grazie

  9. Sono d’accordo con la signora Monica: LE DONNE NATE ENTRO IL 31/12/1959 QUEST’ANNO COMPIONO 60 ANNI
    E QUINDI E’ UNA BALLA CHE SI PUO’ USUFRUIRE CON 58 ANNI DI ETA’
    ALL’OPZIONE DONNA…BENSI’ A 60 ANNI!

  10. Che delusione!
    Mille dichiarazioni sulla proroga opzione donna e poi hanno peggiorato la precedente.
    In pratica bisogna avere 60 anni! Che ragalone ci hanno fatto.
    Io ho quasi 58 anni e 36 di contributi e al momento sono disoccupata e se non troverò più una nuova occupazione dovrò aspettare la pensione di vecchiaia nel 2029!
    Essere donna, madre, moglie figlia ,lavoratrice non è sufficiente per i nostri politici , che cosa dobbiamo fare ancora per meritare di andare in pensione quando ancora siamo autosufficienti?

  11. io maturo 35 anni di contributi il 1 marzo 2019 e sono nata nel 1959….. non ho diritto a niente per 2 mesi!!!!

  12. Buongiorno, con tanta amarezza mi trovo qui a commentare. Questa opzione, può essere esclusivamente prerogativa delle donne benestanti, tanto vale che cambi nome o lo riporti per esteso. Non è una proposta equa ne intelligente. Non favorisce le donne, anzi, le umilia. Non vi è nessuna proporzionalità tra l’aver dato e il ricevere sul piano economico lavorativo, è soltanto un escamotage per ridonare libertà dal mondo del lavoro, a chi non ne aveva neanche bisogno. Le donne che possono permettersela, ora, sono le stesse che potevano fare a meno di lavorare prima. Cari ministri, esperti, economisti che tanto sbandierate le pari opportunità e l’uguaglianza tra i due generi, non insultate la nostra intelligenza, ma quando vi vengono certe idee, andatevene in vacanza : fate meno danni.

  13. LE DONNE NATE ENTRO IL 31/12/1959 QUES’ANNO COMPIONO 60 ANNI
    E QUINDI E’ UNA BALLA CHE SI PUO’ USUFRUIRE CON 58 ANNI DI ETA’
    ALL’OPZIONE DONNA…BENSI’ A 60 ANNI!

  14. Non capisco!! Perché per poter avanzare domanda per opzione donna nel 2019 le lavoratrici dipendenti settore privato devono essere nate entro 31/12/1959. Vuol dire che queste donne hanno già compiuto 60 anni.
    Resto in attesa di cortese riscontro.
    Distinti saluti.
    CV

  15. Bene per questo rinnovo con i nuovi requisiti, con la possibilità per le donne che non possono accedere a quota 100 è una valida alternativa. Bisognerebbe valutare lo stesso meccanismo di calcolo per qiota 100 in modo da non penalizzare ulteriormente, visto che l’assegno sarà comunque più leggero per il valore attribuito a meno anni di contributi. In questo caso sarebbe davvero perfetta.

  16. Sono d’accordo con Nunziata. Se la decurtazione non superasse il 10 % un pensiero lo farei. Noi donne abbiamo famiglia e genitori anziani a cui pensare. Nessuno tiene in considerazione le nostre necessità.

  17. Mi chiedo perchè chi è nato entro maggio può usufruire di opzione donna, ed io che ho compiuto 58 anni a Ottobre con 37 anni di contributi non posso accedere ne ad opzione donna( 37 anni a contatto con i malati è dura non dimenticandosi di essere moglie , madre e figlia) Ne a quota 100 perchè anche se avrò maturato i 38 anni non ho raggiunto i 62. E comunque è scandaloso avere delle decurtazioni del 20% o 35% che sia, visto che si calcola solo contributivo…se proprio devono che non superi 10%.

  18. almeno per opzione donna cavoli contate anche tutti i figurativi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! io ho 42 anni di contributi ma non pieni per i 35 o 64 anni e al momento disoccupata!!!!!!!!!!!!!!!! portate i contributi come ape sociale dove volgono tutti i figurativi!!!!!!!!!!!!!!!!

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