reddito di cittadinanza 2019

Il Reddito di cittadinanza 2019 rischia di essere smontato pezzo per pezzo. Mentre il vicepremier Luigi Di Maio placa i cittadini, sostenendo che il decreto sul reddito (come anche quello su Quota 100) sarà approvato entro Natale o subito dopo, arrivano le parole del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, ad ammettere che la messa in pratica della prestazione assistenziali penta stellata è un po’ complicata da attuare.

E soprattutto arrivano in questi giorni dati esterni, diffusi Svimez, Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno che, nell’ultimo rapporto pubblicato,rileva come il reddito di cittadinanza si attesterà ben al di sotto della soglia dei 780 euro per persona, sarà concentrato per la maggior parte al Sud e serviranno almeno 15 miliardi per attuarlo in pieno, come si dice.

Le novità sul Reddito di cittadinanza 2019

Reddito di cittadinanza 2019: impatto maggiore al Sud

Il rapporto dell’Associazione ha messo in evidenza come le misure previste dalla Legge di bilancio 2019, impattino al Sud per lo 0,3 per cento del Pil. Nel solo biennio 2019-20 il Sud beneficerà del 40 per cento delle minori entrate e oltre il 40 per cento delle maggiori spese previste dalla Manovra. Per cui «nelle sue linee essenziali le misure espansive andrebbero a vantaggio del Mezzogiorno».

L’impatto maggiore sarà ovviamente focalizzato sulle prestazioni sociali-assistenziali, tra cui proprio Pensione anticipata con Quota 100 e Reddito di cittadinanza.

Come evidenziato dal Report, “l’impatto dei provvedimenti contenuti nella manovra sull’evoluzione del Pil al Centro-Nord e al Sud, darebbe un impulso positivo nel Mezzogiorno di circa lo 0,3% nel 2019 sull’aumento previsto del prodotto lordo dell’1%, e di poco più dello 0,4% nel 2020 sul Pil allo 0,9% ipotizzato. Nel Centro-Nord, i valori risultano decisamente inferiori, quasi lo 0,2% nel 2019 e 0,24% nel 2020”

Reddito di cittadinanza 2019: si percepirà meno di 780 euro

Detto ciò quindi, secondo Svimez, le regioni del Sud Italia si preparano ad assorbire il 63 per cento delle misure di integrazione socio-lavorativa voluta dai 5 stelle. E c’è di più. lo scetticismo dell’Associazione deriva da dati che spiegano come agli italiani potrebbero spettare molto meno dei 780 euro annunciati.

Si stima che per i single il reddito di cittadinanza ammonterà a 255 euro, per aumentare a 700 euro per le famiglie numerose.

Se davvero venissero confermati i 780 euro iniziali, allora servirebbero almeno 15 miliardi di euro per finanziare la misura.

Numeri ben distanti dai 780 euro al mese annunciati e per cui servirebbero 15 miliardi di euro, molti di più degli 8 miliardi stanziati in finanziaria, proprio come rilevava l’Inps.

Come si legge chiaramente dalle parole del Rapporto Svimez: “con le risorse attuali, prendendo a riferimento le famiglie con Isee inferiore a 6000 euro e tenendo conto che il 50% potrebbe avere una casa, il sussidio va dai 255 euro per una famiglia monocomponente ai 712 per una con 5 o più componenti, a circa 1,8 milioni di famiglie. Il Mezzogiorno assorbirà il 63% del Reddito di cittadinanza”.

Dati che avvicinano molto di più il reddito di cittadinanza all’attuale misura presente nel sistema assistenziale italiano: il Reddito di inclusione (Rei).

Vediamo, in base a quanto sappiamo fino ad ora chi può beneficiare del Reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza 2019: a chi spetta

La famosa somma di 780 euro mensili (9.360 l’anno) andrebbero a beneficio dei soli disoccupati (senza alcun reddito).

Chi invece avesse un reddito al di sotto della soglia dei 780 euro, avrebbe diritto alla somma necessaria al raggiungimento di questa cifra: un’integrazione economica.

Per beneficiare del reddito di cittadinanza bisogna partecipare a un piano di reinserimento nel mondo del lavoro, iscrivendosi ai centri per l’impiego. Proprio come previsto dall’attuale regime del Reddito di inclusione.

Ecco i requisiti per poter beneficiare del reddito di cittadinanza 2019:

  • essere cittadini italiani o stranieri residenti in Italia da almeno 5 anni
  • avere almeno 18 anni
  • essere disoccupati o percepire un reddito inferiore alla soglia di povertà Istat (780 euro).

Inoltre:

  • essere iscritto al centro per l’impiego
  • partecipare a progetti di utilità sociale, garantendo alcune ore di volontariato
  • accettare una delle prime 3 offerte fatte. Alla terza proposta rifiutata si perde il sussidio.

I cittadini in possesso dei requisiti per ottenere il reddito ma con una casa di proprietà percepirà un assegno dimezzato: all’assegno di 780 euro sarà infatti decurtato l’affitto imputato.

Per ulteriori dettagli, compresa la data di partenza (ancora per nulla chiara), si dovrà attendere il provvedimento di attuazione della misura.

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