Sfatiamo subito un mito: il fatto di vedersi riconosciute determinare percentuali di invalidità non comporta affatto l’automatico diritto alla pensione di invalidità. Nel caso di accertamento di una situazione di invalidità, e quindi di un problema di salute (più o meno grave) con riduzione di capacità fisica psichica o sensoriale, lo Stato riconosce tutta una serie di agevolazioni e benefici economici, proporzionali alla percentuale che viene attribuita al cittadino.

Vediamo in dettaglio quali sono le percentuali di invalidità e a cosa si ha diritto per ognuna di queste.

Invalidità: cos’è?

Una persona è affetta da handicap se presenta una minorazione fisica, psichica o sensoriale, sia stabile che progressiva tale da minare i processi di apprendimento, le relazioni, l’integrazione nel mondo del lavoro e nella società. Questa minorazione incide negativamente nella vita della persona, tanto da essere causa discriminante in diversi ambiti. Questo ci dice la famosa Legge 104 del 1992.

Una determinata malattia può in pratica comportare per quella persona tutta una serie di problemi socio-lavorativi e di vita. Ecco perché lo Stato ha il dovere di facilitare il più possibile l’autonomia e il reinserimento socio-lavorativo del cittadino.

Inoltre, la legge n.68 del 1999 ci dice anche, in riferimento al mondo del lavoro, quali sono le categorie protette, che in qualche modo devono essere coinvolte in azioni e misure di aiuto e agevolazione da parte dello Stato e dal punto di vista lavorativo. In pratica appartengono a queste categorie:

  • Coloro che presentano una minoranza fisica, psichica o sensoriale, nonché una disabilità intellettiva che comporta una riduzione delle capacità lavorative superiore al 45%;
  • invalidi da lavoro, ed hanno una invalidità superiore al 33%;
  • non vedenti e non udenti;
  • invalidi di guerra.

Infine l’invalido civile è una persona affetta da una menomazione fisica, psichica o sensoriale, sia congenita (fin dalla nascita) che acquisita, con una riduzione della capacità lavorativa superiore ad 1/3 (pari al 33%). Chi ha raggiunto l’età di 65 anni poi è considerto invalido civile se ha difficoltà cosanti e persistenti a svolgere le normali attività quotidiane.

Percentuali di invalidità: cosa sono?

Le percentuali di invalidità sono a tutti gli effetti punteggi calcolati e attributi da una Commissione medica competente ad accertare il problema di salute di una persona affetta da un qualche tipo di invalidità.

Le procedure di riconoscimento sono diverse. La domanda di riconoscimento dell’invalidità o dell’handicap deve essere inoltrata telematicamente all’Inps. Da qui partirà tutto l’iter che porterà la commissione ad accertare la percentuale di invalidità di chi ha fatto domanda.

Leggi anche “Invalidità civile: cosa fare se il verbale della commissione medica è negativo”

Percentuali di invalidità: quali sono?

Vediamo ora quante e quali sono queste percentuali:

Si parte dalla soglia minima del 33 per cento e si arriva all’invalidità totale del 100 per cento. Sotto la soglia del 33 per cento non si è considerati invalidi. Tra queste:

  • percentuale pari al 33 per cento;
  • percentuale superiore al 45 per cento;
  • percentuale superiore al 51 per cento;
  • percentuale superiore al 60 per cento;
  • percentuale superiore al 66 per cento;
  • percentuale superiore al 74 per cento;
  • percentuale superiore al 75 per cento;
  • percentuale superiore all’80 per cento
  • percentuale massima del 100 per cento.

Percentuali di invalidità: quali benefici spettano?

Come anticipato, per i cittadini che hanno ottenuto il certificato di invalidità, spettano determinati benefici e agevolazioni, fino alla pensione di invalidità. Ovviamente questi diritti variano a seconda della percentuale di invalidità attribuita. In particolare:

  • con il riconoscimento dell’invalidità dal 33 per cento (1/3) si ha diritto al riconoscimento dello stato di invalido civile e verranno fornite gratuitamente le protesi e ausili medici previsti dal nomenclatore nazionale. Eventualmente, indipendentemente dalla percentuale, se deciso dalla Commissione si può anche avere il contrassegno invalidi;
  • con riconoscimento della percentuale tra il 46 al 66 per cento si ha diritto alla fornitura gratuita di protesi e ausili previsti nel Nomenclatore Tariffario; all’iscrizione alle liste speciali per il collocamento mirato delle persone con disabilità (ai sensi della Legge 68/1999);
  • con il riconoscimento della percentuale dal 50 per cento in su, si ha diritto a: alla fornitura gratuita di protesi ed ausili previsti nel Nomenclatore Tariffario; all’iscrizione alle liste speciali per il collocamento mirato delle persone con disabilità; al congedo per cure, sempre che queste siano connesse alla infermità riconosciuta;
  • Con la percentuale tra il 67 e il 77 per cento si ha diritto a: alla fornitura gratuita di protesi ed ausili previsti nel Nomenclatore Tariffario;all’iscrizione alle liste speciali per il collocamento mirato delle persone con disabilità;al congedo per cure; all’esenzione dal pagamento del ticket.
  • Con la percentuale sopra il 74 per cento inoltre hanno diritto assegno di assistenza per invalidità parziale concesso dai 18 ai 65 anni, il cui importo è di 279 euro mensili per il 2015, con determinati limiti di reddito. Inoltre possono accedere all’Ape sociale.
  • Con la percentuale di invalidità totale al 100 per cento si è considerati invalidi civili totali e si ha diritto all’esenzione ticket, pensione di inabilità e assegno di accompagnamento.

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