Pare che da oggi si debba fare molta attenzione alla catasta di multe non pagate, perché si può rischiare il pignoramento della casa, anche se confluita in un Fondo patrimoniale. Parola di Cassazione. Sembra strano che per una multa sul parabrezza insoluta ci si ritrovi alle calcagna gli agenti pronti a eseguire l’esecuzione forzata del proprio immobile. Infatti non è sempre così, e soprattutto non in tutti i casi.

Meglio specificare che per pochi euro di multa non pagati non si rischia subito di perdere il proprio nido familiare, ma quando le multe diventano tante e il debito inizia a salite, aiutato anche dalla maturazione degli interessi, il rischio si fa sempre più concreto. Attenzione quindi.

Tutto ciò è bene specificato dalla suprema Corte, che proprio pochi giorni fa, sotto il caldo sole di agosto, ha emesso una sentenza che ha per oggetto proprio questa questione, (la sentenza n.20998/18 del 23 agosto 2018).

Cerchiamo di capire allora cosa succede se non si paga una contravvenzione e analizziamo, secondo la Cassazione, quando si rischia il pignoramento di casa per multe non pagate.

Multe non pagate: entro quando si paga

Per chi non lo sapesse, è bene innanzitutto ribadire che quando si prende una multa va pagata entro 60 giorni (ovviamente con le dovute facilitazioni per pagamenti anticipati). In pratica, quando arriva a casa una contravvenzione, si può:

  • Pagarla entro 5 giorni con una riduzione del 30 per cento,
  • Pagarla entro 60 giorni (in misura ridotta),
  • Dal 61esimo giorno in poi diventa definitivo e si pagherà in modo ordinario, con una maggiorazione del 10 per cento (sono gli interessi).

Multa non pagata: cosa rischio

E se non si paga? La multa diventa definitiva dopo 60 giorni dalla sua notifica. Se non la si paga, a partire dal 61esimo giorno scattano interessi e more.

La multa non pagata verrà iscritta a ruolo dall’ente creditore, che provvederà a notificare una cartella esattoriale in cui, l’importo iniziale della multa lieviterà tra interessi e sanzioni aggiuntive.

Se decidete di non pagare la cartella esattoriale di una vecchia multa, l’ente creditore, potrà avviare un’esecuzione forzata e, non da ultimo, il sequestro di alcuni beni di proprietà compresa l’auto intestata.

Multe non pagate: si al pignoramento

E arriviamo al punto messo in luce dall’ultima sentenza della Cassazione.  Per multe non pagate si rischia il pignoramento? La suprema Corte ha detto di sì.

Essendo l’abitazione del debitore un bene pignorabile, anche un debito per multe non sanate può far si che su questa scatti l’esecuzione forzata. Ecco in quali casi:

  • il debito deve essere superiore a 120mila euro;
  • la somma del valore degli immobili di proprietà del debitore deve superare 120mila euro;
  • l’agente della riscossione deve aver iscritto ipoteca almeno 6 mesi prima;
  • il debitore non deve, nel frattempo, aver chiesto una dilazione o pagato una parte del debito sino a portarla sotto la soglia di 120mila euro.

Attenzione però perché non si pignorare la casa se questa è l’unica casa di proprietà e di sua residenza.

Così, se una persona contrae debiti per cartelle esattoriali superiori a 120mila euro, anche se dovute a multe o a tasse più multe insieme, rischia il pignoramento della casa.

Inoltre, secondo la Corte, chi ha preso una multa per violazione del codice della strada, non può difendersi con il Fondo patrimoniale, perché l’iscrizione a ipoteca per somme dovute si può fare anche sui beni costituiti a fondo patrimoniale.

In alcuni casi si può escludere il procedimento sui beni del fondo, in particolare: se il debitore prova che il mancato pagamento non sia dovuto al soddisfacimento delle esigenze familiari (estranee quindi alla destinazione d’uso del fondo). In casi diversi da questo, sarebbe invece legittimo ipotizzare che le cartelle non siano state pagate per mere finalità elusive, e quindi darebbero motivo al procedimento esecutivo.

Ai sensi del Codice civile, la sussistenza di un fondo patrimoniale costituito e annotato preclude a tutti i creditori e alla Riscossione l’esecuzione per debiti contratti fuori dei bisogni della famiglia.

Quindi, se un immobile è conferito in un Fondo patrimoniale, è pignorabile? Per la Corte assolutamente sì.

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