Dallo scorso 1° luglio gli insegnanti precari della scuola italiana possono accedere alla domanda di disoccupazione – Naspi docenti -, il sussidio che spetta ai precari della scuola il cui contratto è scaduto il 30 giugno 2018.

Esattamente come tutti gli altri lavoratori dipendenti, che perdono il posto di lavoro involontariamente, anche supplenti e docenti precari possono beneficiare della nuova Assicurazione sociale per l’impiego.

Cerchiamo di capire cosa sia esattamente la Naspi docenti e come richiederla.

Naspi: cos’è

Come anticipato, la Naspi (Nuova assicurazione sociale per l’impiego) è il nuovo e unico sussidio di disoccupazione previsto per chi perde il lavoro. Ha sostituito tutte le altre forme di indennità di disoccupazione. L’ammortizzatore sociale introdotto dal Jobs act del 2015 è rivolto a tutti i lavoratori che perdano (non per loro volontà) il proprio posto di lavoro e che abbiano maturato specifici requisiti. In particolare hanno diritto alla Naspi:

  • lavoratori dipendenti;
  • apprendisti;
  • soci lavoratori di cooperative
  • personale artistico con contratto di lavoro subordinato;
  • dipendenti a tempo determinato della pubblica amministrazione.

Oltre a questi lavoratori “standard”, possono beneficiare della Naspi anche altre categorie di dipendenti:

  • chi presenta le dimissioni durante la maternità (sussidio assicurato da 300 giorni prima della data presunta del parto fino al compimento del primo anno di vita del figlio, nel caso di dimissioni per giusta causa);
  • nel caso di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro (nel caso di procedura conciliativa presso la Direzione territoriale del lavoro, nel caso di rifiuto di trasferimento in un’altra azienda distante oltre 50 km dalla sede, accettazione della proposta di licenziamento entro 60 giorni dalla comunicazione scritta);
  • chi presenta le dimissioni per giusta causa (il lavoratore è costretto a dimettersi per condizioni indipendenti dalla propria volontà, ad esempio mobbing, molestie, demansionamento, ecc).

Naspi: i requisiti per ottenerla

Assodate le categorie che possono accedere all’indennità di disoccupazione (Naspi), diciamo anche che questi devono possedere specifici requisiti per maturare il diritto a fare domanda. In particolare i lavoratori che perdono il lavoro devono:

  • perderlo involontariamente o con dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale;
  • essere in stato di disoccupazione, con l’iscrizione ai Centri per l’impiego;
  • aver maturato almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni che precedono lo stato di disoccupazione;
  • aver svolto almeno 1 mese effettivo di lavoro nei 12 mesi precedenti l’inizio dello stato di disoccupazione.

Naspi docenti: come richiederla

Esaminati i requisiti per poter ottenere il sussidio di disoccupazione, diventa chiaro come gli insegnanti precari della scuola (con contratto a tempo determinato) siano inclusi nella platea dei potenziali beneficiari.

La Naspi docenti può essere richiesta a partire dallo scorso 1° luglio da tutti i supplenti e precari della scuola che hanno visto il contratto entro il 30 giugno 2018. La scuola è finita. Le lezioni si sono chiuse e gli insegnanti possono correre a presentare domanda per la Naspi. Ma come?

Diciamo subito che la richiesta per ottenere la Naspi docenti deve essere presentata all’Inps. Bisogna però stare al passo con i tempi dell’innovazione e della digitalizzazione della Pubblica amministrazione. Ecco perché la domanda si presenta esclusivamente per via telematica (quindi online), entro e non oltre i 68 giorni decorrenti dalla cessazione del rapporto di lavoro.

I canali tramite cui presentare domanda sono:

  • collegandosi online al portale web dell’Inps. Occorre autenticarsi con il proprio codice Pin nell’area MyInps e accedere al servizio “Naspi: indennità mensile di disoccupazione
  • telefonando al Contact center dell’Inps: numero gratuito da rete fissa 803.164 oppure a pagamento da cellulare 06 164 164;
  • Rivolgendosi ai Patronati o intermediari.

Naspi docenti: quali documenti

Per essere in regola e poter consegnare la domanda occorre munirsi dei seguenti documenti:

  • Codice fiscale;
  • Documento ‘identità valido;
  • Autocertificazione della residenza
  • Modello Sr163 compilato e timbrato dalla banca o dalla posta (per ricevere l’accredito);
  • Copia del cedolino con l’indicazione dell’Iban;
  • Nome e luogo dell’ultimo datore di lavoro;
  • Data di inizio e fine contratto di lavoro;
  • Buste paghe delle ultime 13 settimane di lavoro
  • Recapito telefonico e indirizzo email.

Naspi docenti: quanto dura

La Naspi docenti, così come quella per tutti i lavoratori, può essere percepita per un massimo di 24 mesi. In ogni caso si perde in caso di rioccupazione.

Naspi docenti: quanto spetta

A quale importo può ambire un insegnante precario che percepisce la Naspi docenti? L’indennità ammonta al 75 per cento della retribuzione mensile degli ultimi 4 anni (nel caso in cui questa sia pari o inferiore a 1.208,15 euro); se invece la retribuzione supera questo limite, l’indennità sarà pari al 75 per cento della retribuzione mensile + il 25 per cento di quella eccedente.

In ogni casi l’indennità di disoccupazione non potrà superare l’importo di 1.314,30 euro mensili (questi importi vengono rivalutati di anno in anno).

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