Sale il numero di persone che potranno beneficiare del Reddito di inclusione (Rei), strumento cardine di contrasto alla povertà, voluto dal precedente Governo, che ha preso il posto dell’Assegno di disoccupazione e il sostegno all’inclusione attiva. Dallo scorso 1° luglio la platea che potrà accedere al Rei aumenta e si attesta a circa 2 milioni e mezzo di cittadini in difficoltà economica. Questo perché non è più necessario avere in famiglia un minore, un disabile, una donna in stato di gravidanza o una persona disoccupata over 55 , per poter beneficiare del sussidio statale.

Il reddito di inclusione è da ora accessibile a tutte le famiglie con un Isee dimostrato non superiore a 6 mila euro, calcolati in circa 700 mila nuclei e 2 milioni e mezzo di persone. La misura sarà differenziata a seconda del numero dei componenti della famiglia e sarà proporzionato: ai single spetterà un massimo di 187, 5 euro, per arrivare ai nuclei familiari composti da 6 persone che potranno percepire al massimo 539, 80 euro.

Consulta qui le misure previste dalla legge di stabilità 2018

Oltre al limite massimo di 6 mila euro di Isse, il nucleo deve possedere anche un patrimonio immobiliare – al di là della casa in cui abita – non superiore a 20 mila euro. Il sussidio potrà essere percepito per un massimo di 18 mesi, trascorsi i quali si potrà chiedere il rinnovo solo una volta trascorsi 6 mesi.

Attenzione però, perché il Reddito di inclusione di inclusione non è cumulabile con la Naspi. Per cui o Rei o disoccupazione. Nessun problema invece per chi svolge nel frattempo un lavoro, perché il Rei è assolutamente compatibile con un’altra attività lavorativa.

Intanto da ieri, ancora più famiglie potranno accedere alla domanda per ottenere il beneficio economico, come annunciato anche dall’ex premier – Paolo Gentiloni – che su Twitter ha esultato e lanciato una frecciatina al nuovo esecutivo penta stellato firmato Conte: “Da oggi il reddito di cittadinanza si rafforza. Come previsto dalla nostra legge di bilancio, arriva a coprire 2,5 milioni di persone in condizioni di povertà. Si può e si deve fare di più, magari in una pausa fra annunci e comizi”.

Gli ultimi dati diffusi dicono che nel primo trimestre 2018, quasi 900 mila persone hanno usufruito di qualche misura di contrasto alla povertà, e quelle che hanno beneficiato del Reddito di inclusione sono state oltre 300 mila.

Reddito di inclusione: come fare domanda

Una circolare dell’Inps ha chiarito le modalità con cui presentare domanda per il Rei. Deve essere effettuata presso i Comuni (o altri punti decisi sempre dagli stessi Comuni), presentando un modulo di domanda predisposto dall’Inps, compilato e consegnato. Il modulo di domanda è reperibile sul sito dell’Inps e del Ministero del lavoro.

Una volta consegnata la domanda, il Comune si prende 15 giorni di tempo per verificare la sussistenza dei requisiti (quelli di competenza comunale), trasmettendo, in caso di esito positivo, la domanda all’Inps. Se è tutto in regola, il cittadino riceverà il Reddito di inclusione attraverso la carta Rei (una carta di pagamento elettronica).

Per maggiori approfondimenti consultare, Reddito di inclusione: come ottenere la carta Rei

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