Semaforo verde per il tanto atteso Decreto dignità. Il provvedimento passa dalla stanza del Consiglio dei ministri di ieri sera e ne esce con il timbro di approvazione. Al via così la stretta sui contratti a termine, sui licenziamenti – che se illegittimi prevedono ora un indennizzo  fino a 36 mensilità, e tutte le altre misure già annunciate nelle bozze diffuse negli scorsi giorni: redditometro, spesometro, split payment, stretta sul gioco d’azzardo e delocalizzazioni.

Decreto dignità: scarica qui la bozza

Di una vera rivoluzione ha parlato proprio di Maio, che ha salutato l’approvazione del documento parlando di una vera “Waterloo” e affermando: “Avevamo promesso di fare una guerra al precariato, alla burocrazia, al gioco d’azzardo e alle delocalizzazioni e l’abbiamo fatto”, aggiungendo: “è la Waterloo del precariato, è finita l’epoca del precariato senza alcun tipo di ragione”.

Un po’ meno entusiasta è il ramo leghista del Governo Conte, che ha votato il decreto, ma espresso qualche dubbio sulle misure anti-precariato. Si dicono quindi pronti a eventuali ritocchi.

Un testo composto di 12 articoli Vediamo cosa prevede il Decreto dignità in dettaglio.

Decreto dignità: maxi indennizzi per licenziamenti

Si parla innanzitutto di un inizio di smantellamento del Jobs act, e così sembra in tema di licenziamenti. Viene previsto un maxi indennizzo per i licenziamenti ingiusti. Si impenna infatti l’ammontare delle indennità in caso di licenziamenti illegittimi, che possono anche arrivare a 36 mensilità.

Decreto dignità: stretta sui contratti a termine

Per quanto riguarda invece  i contratti a termine, si passa dalla durata di 36 mesi a 12 mesi senza causale, dopo i quali si può rinnovare (soltanto per un massimo di altri 12), ma con obbligo di inserire la causale, e a ogni rinnovo costeranno lo 0,5% in più.

Sembra che queste misura non sia valide per la Pubblica amministrazione.

Decreto dignità: stretta sulle delocalizzazioni 

Qualunque azienda italiana (o estera che operi in Italia) che abbia beneficiato di aiuti di stato e decida prima dei 5 anni dal beneficio di lasciare il Paese per de localizzare in uno stato estero, perde il contributo ottenuto, con multe da 2 a 4 volte il beneficio percepito. Il beneficio andrà restituito con interessi maggiorati fino a 5 punti percentuali e la penalizzazione si riferisce a qualunque forma di aiuto statale: finanziamento agevolato, garanzia, contributi, crediti d’imposta e altri aiuti fiscali.

Decreto dignità: stop alla pubblicità del gioco d’azzardo

È vietata la pubblicità di giochi e scommesse con vincite in denaro su qualsiasi mezzo. Nel testo si precisa che lo stop non vale anche per “i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli”. Confermate le sanzioni, che si applicheranno “de futuro”, al 5% del valore ma con un minimo di 50mila euro.

Decreto dignità: spesometro e split payment

Il pacchetto fisco viene alleggerito con ritocchi al redditometro, slittamento della scadenza dello spesometro al 28 febbraio (dal 30 settembre) e stop allo split payment solo per i professionisti, resta invece per le imprese. Il redditometro non viene in realtà abolito. Viene solo prevista la necessità di un nuovo decreto ministeriale per gli accertamenti dal 2016 in avanti.

Decreto dignità: le deleghe al Turismo e Terra dei Fuochi 

Novità anche su alcune deleghe. In particolare, come già circolava da tempo, la delega al Turismo passa dalle mani del Ministero dei beni culturali al Ministero dell’Agricoltura, guidato dal leghista Gian Marco Centinaio. Inoltre la delegata questione “Terra dei fuochi” passa sotto competenza del ministero dell’Ambiente – Sergio Costa – che si è detto “molto soddisfatto. Ora ho il potere di produrre tutti gli atti consequenziali in materia di messa in sicurezza e bonifica”.

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