Pensione anticipata

Quota 41 per tutti senza vincolo anagrafico, proroga dell’Opzione Donna, stabilizzazione dell’Ape e soluzione definitiva per gli esodati: questa la ricetta per le Pensioni dell’ex ministro del Lavoro Cesare Damiano per i vincitori delle Elezioni 2018 che si appresteranno a formare un nuovo Governo tra poche settimane.

Durante la campagna elettorale Damiano si era schierato contro l’abolizione della Legge Fornero, proposta dalla Lega, a favore di un lavoro di correzione della riforma sulle Pensioni iniziato con l’introduzione delle 8 salvaguardie, dell’Opzione Donna e dell’APE social durante la precedente legislatura.

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Secondo l’ex ministro il nuovo Governo dovrebbe continuare quest’opera di modifica della Legge Fornero, rimettendo in discussione la soglia di uscita dal mercato del lavoro e completando il lavoro già iniziato.
Ecco la lista degli interventi da mettere in atto secondo Cesare Damiano:

  • rendere strutturale l’anticipo pensionistico a 63 anni (scade a fine 2018),
  • ampliare il numero delle categorie dei lavori usuranti che beneficiano della normativa sui lavori gravosi (attualmente 15);
  • introdurre la nona salvaguardia per risolvere definitivamente il problema degli esodati;
  • proseguire la sperimentazione di Opzione Donna;
  • rendere possibile l’accesso alla pensione con 41 anni di contributi e indipendentemente dall’età, cancellando i paletti attualmente previsti dall’Ape.

Secondo Damiano con queste misure si potrebbe agevolare la pensione per circa 250mila lavoratori e recuperare circa 20 miliardi di euro.

Leggi chi votò a favore della riforma Fornero.

La lista proposta coincide solo in parte con i programmi elettorali delle forze vincitrici di queste ultime Elezioni 2018. Non resta che aspettare la formazione del nuovo Parlamento per capire quale sarà il destino della Riforma Fornero.

Prima di tutto si dovrà capire se si riuscirà a formare un esecutivo di lunga durata che potrà quindi mettere in atto un programma di misure a lungo termine, oppure un governo di breve durata che servirà per riformare la legge elettorale e alcune misure prioritarie per poi tornare al voto.

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11 COMMENTI

  1. Penso che ci voglia una legge chiara per tutti .Non vogliono mandare in pensione chi ha lavorato per 41 anni , va bene fate 42 , 42 e 5 mesi ma basta semplice e chiaro per tutti chiaramente indipendente dall’età anagrafica e una parentesi per i lavori usuranti .Basta pensare che siamo solo un costo visto che abbiamo versato migliaia di euro per quasi una vita di lavoro e basta far pagare tutto ad ogni singolo lavoratore visto che è la cosa più semplice ,ogni anno in più per singolo lavoratore sono 15 mila euro risparmiati per le casse dello stato e 6 mila euro di tasse guadagnati non possono giocare con le vite umane per far quadrare i conti dello stato.

  2. Se si vuole inserire nel mondo del lavoro i nostri figli, penso che con 35 anni di contributi e 57 di età anagrafica siano più che sufficienti.

  3. ho 57 anni , sono nel pubblico impiego dal 1992, laurea , militare, 1 anno d’impiego a tempo determinato e , quindi , con la legge attuale forse riesco ad andare in pensione a 68 anni; non si condivide la disapplicazione da parte della Legge Fornero dell norma del d.lgs. vo n. 3/1957 che prevedeva il collocamneto obbligatorio a 65 anni per i pubblici impiegati . No si tiene conto neanche delle condizioni di salute andrebbero considerate nei singoli casi e non solo nei lavori c.d. usuranti. 41 anni li raggiungerei solo tra 10 anni. Quindi , a mio parere , occorrerebbe valutare i singoli casi in quanto l’aspettativa di vita si differenzia secondo la condizi9one deggli oragnismi.

  4. Ho 63 anni., 38 anni di contributi.
    La Ditta per cui lavoravo ha cessato l’attività il 31/12/2012.
    Non riesco a trovare lavoro perchè “troppo vecchio”. Sono ” disoccupato”.
    Ho fatto per ben 3 volte la domanda per l’ APE social, che no ho capito perchè non è mai stata accettata, mi dica il Sig, ex Ministro cosa devo fare.

  5. Ho più di 40 anni di contribuzione pagata e tanti problemi fisici… Sono una di quelle persone che non godono di nessuna tutela (artigiana) e se non cambiano la legge ho ancora più di 2 anni di contributi da pagare. Ho iniziato il lavoro con una legge che riconosceva i 35 anni di contribuzione per poi passare a 38, poi 40 e ora 43 e 10 mesi… Vi siete mai chiesti se un privato cambiasse le carte in tavola come loro cosa succederebbe? Intanto io mi trascino al lavoro consapevole che se domani non ce la faccio nessuno mi tutela e mio figlio ogni 3 mesi deve perderci la testa per trovare qualcosa da fare perdendo vita e futuro…

  6. La quota 41 non risolve a mio parere il problema dell’occupazione giovanile perche non credo che ci siano troppi under 65 anni a poter vantare tale traguardo. Sono sufficienti qualche anno in nero qualche anno non lavorato per non arrivare a questo limite prima dei 66/67 anni. Vedo allora più indicata una quota 102 ad esempio (perché pare che nella quota 100 rientrerebbero troppi lavoratori) con limiti di 62 anni di età o 37 di contributi. È quindi 62 e 40, 63 e 39, 64 e 38, 65 e 37. Insomma con quota 41 di contributi il cosìdetto ricambio generazionale non avverrebbe perché troppi lavoratori arriverebbero al traguardo dei 41 anni intorno ai 70 anni, mentre con la quota 102 secondo il mio modesto avviso il ricambio generazionale potrebbe avere successo.

  7. Se e quando sarà abolita o riformata la Fornero io avrò già subito interamente la legge in questione e andrò in pensione fine anno 2019 con 43,3 anni di contributi. Sarò contento per gli altri ma questi 2,3 anni in più sono stati tolti alla mia vita. Mi auguro almeno che sappiano quello che fanno, perchè se un domani facessimo la fine della Grecia dove tutte le pensioni sono state drasticamente ridotte di 1/3 a me si aggiungerebbe anche il danno oltre la beffa.

  8. CESARE DAMIANO, continua a proporre…ma basta…vai tu in pensione visto che tutte le tue proposte ci tengono comunque e sempre incatenati al posto di lavoro!!!

  9. Senza voler essere facile profeta, avendo pronosticato la sconfitta del PD già due mesi fa, suona ancora una volta strano, sentir dire a Damiano che è possibile arrivare alla quota 41 per tutti indipendentemente dall’età, ora che al massimo può fare lo spettatore, mentre IERI poteva essere il protagonista di quella modifica “ORA POSSIBILE”. Comunque manca ancora un tassello importante. Favorire l’uscita dal lavoro con la quota 41 deve essere accoppiato con il ricambio generazionale, anche in un rapporto di 1/1, specialmente nella P.A. dove l’età media dei dipendenti si attesta poco sotto i 50 anni. Purtroppo non riesco ad essere ottimista sulla formazione di un nuovo governo con due vincitori in contrapposizione, e uno stuolo di perdenti –“gli elettori dei due schieramenti”–.

  10. E’ ormai da tempo che si parla di questa soluzione…….mandiamo in pensione chi ha già lavorato 41 anni e liberiamo il posto ai nostri figli che hanno la necessità di cominciare a crearsi un futuro.

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