riforma pensioni

Dal 2019 l’età per andare in pensione sarà 67 anni sia per gli uomini sia per le donne. L’Istat ha confermato l’innalzamento a 20 anni e 7 mesi della speranza di vita a 65 anni, 5 mesi in più rispetto alla stima del 2013. Seguirà a questo punto anche l’adeguamento dei requisiti per accedere alla pensione che dal 2019 sarà 67 anni anni sia per gli uomini sia per le donne, mentre nel 2018 resterà a 66 anni e 7 mesi. Per la pensione anticipata la soglia sarà a 42 anni e 3 mesi (43 anni e tre mesi per gli uomini).

Con un decreto direttoriale dei ministeri di Economia e Lavoro sarà sancito l’adeguamento e il conseguente aggiornamento dei coefficienti di trasformazione per il calcolo delle pensioni future.

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Il nuovo adeguamento peserà maggiormente sulle donne lavoratrici che già nel 2018 dovranno lavorare un anno in più per raggiungere l’età pensionabile a 66 anni e 7 mesi.

La reazione dei sindacati e del mondo politico non si è fatta attendere. Le tre Confederazioni chiedono quindi “il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita previsto per il 2019 e l’avvio del confronto per una modifica dell’attuale meccanismo per superare e differenziare le attuali forme di adeguamento, tenendo conto anche delle diversità nelle speranze di vita e nella gravosità dei lavori”.

Cgil, Cisl e Uil spiegano che “l’adeguamento automatico dell’età pensionabile all’aumento di cinque mesi dell’aspettativa di vita, certificato oggi dall’Istat, porterebbe l’età pensionabile degli italiani a 67 anni, requisito che, a normativa vigente, si sarebbe dovuto raggiungere, nel 2021”. “Quindi – proseguono – non si tratta, come affermato scorrettamente da alcuni professori e esponenti delle istituzioni, di minare la tenuta finanziaria del sistema previdenziale ma, al contrario, di garantirne nel tempo la sostenibilità anche sociale”.

Il Governo si è dichiarato disponibile ad intervenire per eventuali correttivi, visto che manca ancora 1 anno allo scatto, anche se i tecnici di Palazzo Chigi segnalano che bloccare l’adeguamento al livello attuale fino al 201 comporterebbe un aumento della spesa previdenziale fino a 5 miliardi tra il 2019 e il 2020.

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3 COMMENTI

  1. COME POSSIAMO LASCIARE IL NOSTRO POSTO DI LAVORO AI GIOVANI SE DOBBIAMO ANDARE A LAVORO FINO A QUELL’ETA?
    INOLTRE DI CHE ASPETTATIVE DI VITA PARLIAMO? PENSIAMO ALLA QUALITA’ DELLA VITA OVER 60 CON TUTTE LE MALATTIE CHE CI COLPISCONO.
    QUESTO E’ UNO STATO CHE NON METTE AL PRIMO POSTO IL BENESSERE DEL CITTADINO MA CONCEDE AI POLITICI DI SALVAGUARDARE IL LORO .

  2. L’Istat ha confermato, con l’aggiornamento dei dati, la crescita delle aspettative di vita, sarà un decreto direttoriale a decidere l’adeguamento

  3. Non può l’ISTAT decretare l’innalzamento dell’età oppure altro! L’ISTAT fornisce dati.

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