Riparte oggi, dopo la pausa estiva, il confronto tra Governo e sindacati sui temi della previdenza, la fase II della riforma Pensioni. L’appuntamento è fissato alle 12 presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e sarà il primo degli incontri in calendario.

All’ordine del giorno ci sarà la pensione di garanzia per le nuove generazioni. Nei mesi precedenti si è parlato di una pensione minima di 650 euro per i giovani con 20 anni di contributi. Il trattamento di garanzia sarebbe destinato ai giovani e a tutti coloro che sono stati assunti dal 1° gennaio 1996, in particolare se con carriere discontinue, che quindi non beneficiano delle integrazioni al minimo previste dal sistema retributivo.

in calendario sono previsti anche gli incontri del 1° settembre sul mercato del lavoro e il 7 settembre sulla rivalutazione delle pensioni.

Resta comunque caldo il tema dell’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni, per effetto dell’adeguamento all’aspettativa di vita, una misura che ha scatenato varie polemiche.

Leggi anche Riforma Fornero, proposta per modificare l’età pensionabile

Tra gli argomenti da discutere resta anche quello legato al pensionamento delle donne, in ballo ci sono le proposte di prorogare l’opzione donna che permette alle lavoratrici di andare in pensione a 57 anni con 35 anni di contributi ma con una penalizzazione sull’assegno, oppure di attivare l’Ape rosa social riservato alcune categorie di lavoratrici che potrebbero anticipare l’uscita dal lavoro, ma senza penalizzazioni, con un’età minima di 63 anni e con 27 o 33 anni di contributi.

“Bisogna eliminare le disparità di genere che penalizzano pesantemente le donne, – ha commentato il segretario generale Uil in vista dell’incontro di oggi – definire interventi per le future pensioni dei giovani, rilanciare la previdenza complementare estendendo la fiscalità incentivante anche ai lavoratori pubblici, ripristinare la perequazione dei trattamenti pensionistici, varare la riforma della governance Inps e separare la spesa previdenziale da quella assistenziale per dimostrare alla UE che la spesa per pensioni in Italia è sotto la media europea”.

La UIL ha sempre portato avanti contemporaneamente le problematiche dei giovani, dei lavoratori e dei pensionati – ha aggiunto -. La presunta contrapposizione che periodicamente viene avanzata strumentalmente tra giovani e i pensionati non riguarda l’azione e la proposta del Sindacato italiano. Sull’insieme di questi temi è possibile continuare, come si è cominciato a fare con l’ultima legge di bilancio, a reintrodurre elementi di equità e flessibilità nel nostro sistema previdenziale con chiari vantaggi per i giovani che potranno beneficiare di una ripresa del turn over del mercato del lavoro”.

Consulta lo speciale Riforma Pensioni


CONDIVIDI
Articolo precedenteReddito di inclusione, via libera del Governo: a chi spetta e come richiederlo
Articolo successivoEsame Avvocato 2017, prove scritte dal 12 al 14 dicembre. Come prepararsi

2 COMMENTI

  1. Il problema è proprio questo: ci impongono di andare in pensione a 67 anni con un rischio enorme x i lavoratori di essere lasciati a casa prima del termine senza stipendio e senza pensione. E i giovani rimangono al palo. Ma qualcuno ha pensato al panorama sociale catastrofico che questo produrrebbe?

  2. Le disoccupate nate nel 1960 sono penalizzate in quanto pur avendo più di 35 anni di contributi restando accantonate.
    Da un lato troppo giovani per la pensione e dall’altro lato vecchi per trovare occupazione

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here