Pensione-anticipata

È polemica in questi giorni per la possibilità di alzare l’età della pensione a 67 anni a partire dal 2019 a seguito dei recenti datti Istat sull’aumento della speranza di vita. La decisione andrà formalizzata entro fine anno dal Governo Gentiloni, ma sia i sindacati sia una parte della maggioranza hanno protestato contro questa ipotesi, prevista da una legge del 2011 del Governo Berlusconi.

Il tema sarà al centro dell’incontro previsto oggi tra Governo e sindacati assieme alla pensione minima garantita per i giovani precari e alla detassazione di quella integrativa. In questi giorni il premier Gentiloni è tornato a parlare dell’Ape volontaria. Il provvedimento compreso nella Riforma Pensioni 2017 è rimasto bloccato, ma secondo il premier verrà approvato entro l’estate.

Ape volontaria, cos’è e come funziona

L’anticipo pensionistico volontario è una sorta di prestito che il lavoratore restituirà al momento della pensione, in 20 anni con rate di ammortamento mensili graduali. La domanda di APe volontaria va associata quindi ad una polizza assicurativa che permette di coprire la restituzione anche in caso di decesso.

I requisiti per presentare la domanda per l’Ape volontaria sono i seguenti:

  • 63 anni di età;
  • 20 anni di contributi versati;
  • non più di 3 anni e 7 mesi al raggiungimento della pensione di vecchiaia;
  • assegno pensionistico maturato pari ad almeno 1,4 volte il minimo (circa 700 euro al mese lordi).

 

Vediamo ora quali sono le possibilità previste ora per andare in pensione in anticipo.

Leggi anche Pensioni: dal 2019 si dovrà aspettare i 67 anni?

Ape social, già oltre 40mila le domande

A due settimane dal via sono oltre 40mila le domande inviate all’Inps per l’Ape social riservata ai lavoratori disoccupati o con familiari disabili a carico. Probabile il superamento della soglia prevista dei 60mila. Per il 2018 previsto il doppio delle risorse, ma qualcuno ipotizza che già dopo l’estate il Governo aumenterà ulteriormente i fondi a disposizione.

L’inps ha stabilito che chi è più vicino alla pensione vera e propria passerà davanti e, a parità, chi ha presentato prima la domanda. Chi resta fuori slitterà al prossimo anno con il pagamento degli arretrati.

I Precoci con 41 anni di contributi

Per rientrare nella categoria dei Precoci bisogna possedere i seguenti requisiti:

  • aver versato almeno 12 mesi di contributi prima di compiere 19 anni anni di età,
  • aver 41 anni di contributi,
  • rientrare nelle categorie di disoccupati o con familiari disabili a carico, o aver svolto negli ultimi 7 anni mansioni gravose per almeno 6 anni.

Leggi anche Pensioni, come fare domanda per Ape Social e Precoci

Opzione Donna con riduzione del 30% dell’assegno

Resta valida l’Opzione donna, ovvero la possibilità per le lavoratrici dipendenti che entro il 31 luglio 2016 hanno compiuto 57 anni e 3 mesi e le autonome 58 anni e 3 mesi, di andare in pensione in anticipo, ma con un assegno calcolato solo con il sistema contributivo, ovvero con una perdita in media del 30% sull’assegno. È stata richiesta la proroga fino al 2018 per questa opzione, anche se finora le richieste sono state poche centinaia.

Per approfondimenti consulta la nostra sezione Riforma Pensioni.

La pensione integrativa può fare da ponte

Chi è disoccupato da almeno 4 anni, è iscritto ad un fondo di previdenza complementare, e  è a non più di 5 anni dall’età pensionistica, può chiedere in anticipo un assegno come forma di rendita temporanea, che sarà da scalare al momento della pensione vera e propria.

 

Volume consigliato:

Previdenza 2017

Previdenza 2017

Gabriele Bonati - Pietro Gremini, 2017, Maggioli Editore

Il volume rappresenta un vero e proprio instant book, che ha l’obiettivo di offrire un quadro generale e di immediata intuitività circa le ultime novità intervenute nel sistema previdenziale italiano, oggetto di numerosi provvedimenti, di cui alcuni ancora in corso di...




CONDIVIDI
Articolo precedenteDa oggi addio al Libretto al Portatore, cosa fare per chi ne ha uno
Articolo successivoDdl concorrenza è legge: le novità per i professionisti e le assicurazioni

6 COMMENTI

  1. Io ho 60 anni e 33 di contributi e non sto bene di salute e vorrei andare in pensione mi sembra ke bastano sia la mia eta ke i contributi per riposarci ke per curarci

  2. BISOGNA RIVEDERE TUTTO IL PROGRAMMA PENSIONISTICO E CERCARE DI MIGLIORARLO NO AUMENTANDO L’ETA’ E IL MERITO CONTRIBUTIVO,, 42 ANNI DI CONTRIBUTI SONO TROPPI SPECIALMENTE PER CHI LAVORA NELLA METALMECCANICA DOVE SI USANO TUTTI I TIPO DI ATTREZZATURE CHE DISTRUGGONO OPERAIO PRIMA DI ANDARE IN PENSIONE .SE SI MANDA IN PENSIONE A 67 ANNI NON CI SARA’ MAI UN FUTURO LAVORATIVO PER I GIOVANI LAVORANO SOLO GLI ANZIANI, LA VECCHIA LEGGE DEI 37 ANNI DI CONTRIBUTI E UNA ETA’ MINIMA DI 57 ERA DEL TUTTO GIUSTA..VOI SINDACATI COSA STATE HA FARE NON AVETE PER NIENTE VOCE IN CAPITOLO NON VI FATE RISPETTARE DAI GOVERNANTI PERCHE’ FANNO SEMPRE QUELLO CHE DICONO LORO.MANDATE IN PENSIONE PER CHI HA GIA FATTO I 37 ANNI DI CONTRIBUTO E ASSUMETE I GIOVANI AL LORO POSTO,,,,

  3. spiegatemi come mai si voterà in primavera e non si è votato prima ……inutile spiegare ….3.200 euro di vitalizio al mese per 600 parlamentari si trovano e saranno già in pensione anche a 30 anni. noi cittadini rispettiamo le direttive europee, quelle dure, ma in europa si va in pensione a max 65 anni e 60 le donne. ma noi ereditiamo solo spazzatura ? trovatemi delle spiegazioni perchè ormai non ci capisco piu niente.

  4. STIAMO ASSISTENDO IN QUESTI GIORNI ANCORA UNA PAGLIACCIATA DELLA TRIPLICE SINDACALE CON IL GOVERNO…TANTO GIA’ TUTTO DECISO..QUESTI SINDACATI LE SCONFITTE LE CHIAMANO VITTORIE

  5. Bella roba, usare la pensione integrativa per andare via prima, che avrebbe dovuto servire a coprire le pensioni basse

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here