(Tribunale di Monza, sentenza n. 1230, del 7 Maggio 2013)

Il 22 Giugno 2017, la Cassazione con ordinanza n. 15615 ha disposto il rigetto del ricorso di alcuni condomini che avevano impugnato la sentenza emessa dalla Corte d’ Appello di Catania, quest’ ultima, ritenendo non fondate le ragioni degli attori poiché le ragioni lamentate nella specie infiltrazione di umidità erano prevalentemente da ricercarsi in cause endogene – condensazione- e solo in parte alle micro fessurazioni presenti nelle pareti esterne dell’ edificio condominiali.

Ne consegue la mancata responsabilità del Condominio e l’esclusione dal risarcimento dei danni a loro carico.

Una sentenza che si pone in contrasto con passati orientamenti giurisprudenziali secondo cui “nel caso di infiltrazioni d’acqua nella singola unità immobiliare che portano alla formazione di muffe sui soffitti è il condominio responsabile in via autonoma nei confronti del proprietario esclusivo ex articolo 2051 c.c., il quale, laddove non offra la prova del fortuito è tenuto, quale custode, a eliminare le caratteristiche lesive insite nella cosa propria e, dunque, a risarcire i danni patrimoniali e non patrimoniali scaturiti dal mancato pieno godimento dell’immobile“.

 

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