pensione anticipata ape

L’anticipo pensionistico Ape, come noto, entrerà in vigore a partire dal 1° maggio 2017. L’Ape “volontaria”, in particolare, che viene esercitata su richiesta del lavoratore, permette di andare in pensione a 63 anni tramite un anticipo che dovrà poi essere restituito a rate in 20 anni. Ma come funzionerà nella pratica il pagamento delle rate, e quanto verranno a incidere sulla pensione netta del lavoratore?

Scopriamo insieme con alcuni esempi il costo medio dell’anticipo pensionistico.

I requisiti per accedere all’Ape volontaria

LApe volontaria permette ai lavoratori dipendenti e agli autonomi iscritti alla gestione separata di accedere alla pensione anticipata a 63 anni, quindi fino a un massimo di 3 anni e 7 mesi prima rispetto alla normale pensione di vecchiaia, se questi possiedono anche ameno 20 anni di contributi.

Oltre ai requisiti di età e di contribuzione, per accedere all’Ape i lavoratori dovranno aver maturato una pensione netta pari ad almeno 1,4 volte il minimo dell’Inps, ovvero circa 700 euro al mese.

Infine, non si può richiedere il prestito per un periodo di durata inferiore a 6 mesi. Il limite massimo, come detto, è di 3 anni e 7 mesi.

A quanto ammonta l’Ape volontaria?

Quale sarà l’importo massimo ottenibile tramite Ape?

Non è ancora possibile dare una risposta precisa a questa domanda, dato che la cifra esatta sarà definita da un decreto attuativo di prossima pubblicazione e dipenderà in ogni caso dai mesi di anticipo richiesti del lavoratore. Quasi sicuramente, tuttavia, l’importo massimo che sarà possibile richiedere si aggirerà tra l’85% e il 95% della pensione netta futura.

Quanto costa ogni anno l’Ape?

L’Ape volontaria, ed è questo il punto più importante e controverso della riforma, funzionerebbe appunto come un anticipo e non come un prepensionamento. L’anticipo pensionistico, infatti, dovrà essere restituito a rate in 20 anni non appena si saranno raggiunti i requisiti maturati per la pensione.

Il Governo stima che le rate da pagare per l’assegnazione dell’Ape saranno pari in media al 4,6 o 4,7% dell’importo netto della pensione per ogni anno di anticipo richiesto. Tale percentuale, però, è calcolata appunto solo sulla media dei venti anni; volendo essere più precisi, le rate sono in realtà più care in percentuale nei primi anni (5,4%) e meno negli ultimi (si arriva al 4% il ventesimo anno).

Il costo dell’Ape: l’esempio fornito dal Governo

Per capire meglio esattamente a quanto ammonta il costo dell’Ape, seguiamo l’esempio fornito dal prospetto del Governo in allegato all’articolo.

Ipotizzando una richiesta di anticipo dell’85% dell’assegno pensionistico per tre anni e un tasso di interesse annuo del 2,5%, un lavoratore che ha maturato una pensione lorda di 1.000 euro (circa 865 euro netti) si vedrebbe detrarre dall’importo 140 euro al mese.

L’Ape richiesta, infatti, sarebbe pari a 736 euro (l’85% della pensione netta): tale cifra determina una rata di 173 euro. Da quest’ultima somma va però tolta la detrazione fiscale del 50% di quota interessi e premio, ovvero in questo caso 33 euro. La somma da pagare sarebbe quindi 140 euro, e la pensione netta 725 euro.

Questo determina, come accennato, un’incidenza media della rata sulla pensione netta del 4,6% per ogni anno di anticipo richiesto.

Il costo dell’Ape per le pensioni più alte

Il costo medio delle rate dell’Ape per chi percepisce una pensione più alta è in percentuale leggermente più elevato.

Il prospetto del Governo pone a tal proposito un altro esempio, sempre alle condizioni sopra ipotizzate: richiesta di anticipo dell’85% dell’assegno per tre anni e tasso di interesse del 2,5% all’anno. Un lavoratore che ha maturato una pensione lorda di 1.615 euro (1.286 euro netti) pagherebbe in questo caso 209 euro al mese, ovvero 258 euro di rata meno 49 euro di detrazioni. La trattenuta media sull’assegno pensionistico equivarrebbe quindi al 4,7% per anno di anticipo richiesto.


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9 COMMENTI

  1. Tutti a definire la legge Forniero una truffa ai lavoratori! Ma all’atto revisione dei termini pensionistici (e all’atto della firma del contratto di lavoro i termini presenti erano diversi) hanno pensato bene a sacrificare i lavoratori per salvaguardare i loro benefici (parlamentari e sindacalisti) no flop ma truffa. Io con 65 anni passati, 36 anni di contributi e problemi cardiaci debbo sperare di sopravvivere altri 15 mesi… ci sono persone che al di fuori del contributivo incassano 30.000 euro al mese! Vergognatevi tutti voi che rappresentate gli interessi dei cittadini!

  2. Ape volontaria e sociale una mostruosità partorita da soggetti che considera i cittadini di questo paese delle nullita della serie “noi siamo noi e voi non siete un ca……” soggetti che hanno trovato un grande alleato IL SINDACATO. All’ Onorevole Damiano tutta la mia stima.

  3. Non esistono parole per stigmatizzare il decadimento politico che ha partorito insieme ai sindacati traditori questa mostruosità che lascia morire centinaia di pensionati nei posti di lavoro ……schifo!! la storia vi giudicherà……………….

  4. Purtroppo siamo govenati da gente che non abbiamo votato ma che si sono imposti. Sarebbe ora di tornare alle urne ,per ristabilire la democrazia ed i diritti acquisiti anche per i cittadini. Per i politici proporrei la legge Fornero.

  5. VERISSIMO IO 62 ANNI E 40 DI CONTRIBUZIONE AVEVO SPERATO IN QUALCOSA DI NUOVO E CONTAVO DI POTER ANDARE IN PENSIONE UN PO’ PRIMA (VERAMENTE CI SAREI DOVUTO GIA’ ESSERE SE NON FOSSE INTERVENUTA LA COCCODRILLA) MA QUESTA LEGGE MI SEMBRA DA PREISTORICI E FARA’ UN VERO E PROPRIO FLOP COME IL PARTE TIME A 63 ANNI RICHIESTO DA 200 PERSONE E IL TFR IN BUSTA PAGA,MA SI RENDONO CONTO DI QUELLO CHE FANNO O NO?????? O FANNO TANTO PER DIRE QUALCOSA ,L’UNICA PROPOSTA SERIA ERA QUELLA DI DAMIANO 857 MA ANCHE LUI SI E’ FATTO TRASCINARE DAL FIUME IN PIENA E HA RITIRATO IL TUTTO ,MENTRE ERA PIU’ GIUSTO LOTTARE PER QUELLO CHE AVEVA PROPOSTO.
    DIMENTICAVO UNA COSA,MA I SINDACATI DOVE SONO ? NON SONO QUELLI CHE DEVONO DIFENDERE I DIRITTI DEI LAVORATORI O DELLA LORO SACCOCCIA??? A VOI LA RISPOSTA.

  6. 62 anni 41 di servizio turnista in corsia ospedale e come me tanti altri e giovani infermieri a casa o fuori italia a lavorare dirvi incompetenti e buffoni solo un complimento degni rappresentanti di un governo spazzaturai

  7. Buon pomeriggio a tutti,
    in un precedente commento ho dato un appellativo improprio ai politici Poletti e Nannicini, ai quali chiedo scusa.
    Un saluto a tutti i lettori

    Lucio casadio

  8. E’ veramente incredibile, a me sembra un sogno, ma come è possibile concepire una complicazione del genere quando il Ministro Damiano che di pensioni se ne intende aveva presentato una proposta di legge che prevedeva una leggera riduzione dell’assegno per ogni anno di anticipo della pensione. Quella era una proposta seria che nel tempo portava anche ad un congruo risparmio per la spesa pensionistica. Purtroppo un gruppo di veri incompetenti tra cui Nannicini e Poletti sono i capicordata hanno confezionato una cosa che inevitabilmente porterà ad un drammatico flop esattamente come per il part-time.
    Buona giornata a tutti

  9. tutta fatica sprecata per un altro flop. Ritiratevi; avete ingessato il sistema, incrementato la disoccupazione, lasciato allo sbando anziani obbligati a fare notti in ospedale…possibile che non capite nulla

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