gestione rifiuti sicilia

Il governo delle società d’ambito per la gestione integrata dei rifiuti in Sicilia, travagliato dai noti fatti ed oggetto delle più recenti audizioni della competente Commissione Parlamentare, dovrà fare i conti anche con la sopravvenuta legislazione in materia di società a partecipazione pubblica introdotta con il d.lgs n. 175/2016, con particolare riferimento all’ipotesi, prima prevista solo dal diritto vivente, di accesso alle procedure concorsuali.

Programmi di valutazione del rischio di crisi aziendale

Rispetto a tale prospettiva, sia le liquidande società d’ambito che le costituende società di regolamentazione dei rifiuti (SRR), dovranno predisporre specifici programmi di valutazione del rischio di crisi aziendale, informandone l’assemblea dei Sindaci soci nell’ambito della relazione sul governo societario annualmente predisposta a chiusura dell’esercizio sociale.

Cosa devono fare in pratica le società pubbliche?

Tali società, dovranno quindi valutare l’opportunità d’integrare gli strumenti di governo societario,

  • a) con l’attivazione di un ufficio di controllo interno strutturato secondo criteri di adeguatezza rispetto alla dimensione e alla complessità dell’impresa sociale, che collabora con l’organo di controllo statutario, riscontrando tempestivamente le richieste da questo provenienti, e trasmettendone periodicamente all’organo di controllo statutario apposite relazioni sulla regolarità e l’efficienza della gestione;
  • b) con l’adozione di codici di condotta propri, o adesione a codici di condotta collettivi aventi ad oggetto la disciplina dei comportamenti imprenditoriali nei confronti di consumatori, utenti, dipendenti e collaboratori, nonché altri portatori di legittimi interessi coinvolti nell’attività delle medesime società;
  • c) con l’adozione di programmi di responsabilità sociale d’impresa, in conformità alle raccomandazioni della Commissione dell’Unione europea.

Al fine di tutelare gli interessi pubblici alla cui cura sono congiuntamente preposti i Comuni soci nonchè i creditori interessati dall’eventuale promozione di una procedura concorsuale, le società pubbliche in questione, che risultano già costituite alla data di entrata in vigore del Testo Unico in materia di società a partecipazione pubblica, hanno dovuto adeguare i propri statuti alle su indicate disposizioni entro il prossimo 31 dicembre 2016.

Assicurare il massimo livello di trasparenza

Il rispetto di tali adempimenti sarà valutato anche dai cittadini nel conteso della nuova funzione sociale ad essi riservata dalla più recente normativa. Le società a controllo pubblico sono infatti tenute ad assicurare il massimo livello di trasparenza sull’uso delle proprie risorse e sui risultati ottenuti, secondo le previsioni del d.lgs. n. 33/2013.

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