liquidazione Iva

Oggi, 29 dicembre 2017, scadono i termini per regolarizzare la presentazione tardiva delle dichiarazioni ed il mancato pagamento di numerose imposte: sono coinvolte IRPEF, IVA, IRAP, IRES.

Lo strumento di cui possono avvalersi i contribuenti è il c.d. ravvedimento operoso, che permette di regolarizzare la propria posizione fiscale, mediante il pagamento di sanzioni ed interessi legali. Il loro ammontare dipende dalla tempestività con cui il soggetto passivo d’imposta ottempera ai suoi doveri fiscali.

L’elenco completo dei contribuenti interessati è riportato nel dettaglio sul sito della Agenzia delle Entrate, di cui vi riportiamo il collegamento (clicca qui).


Le modalità di pagamento raccomandate dall’Ente impositore sono due e sono le seguenti:

  • Modello F24 con modalità telematiche, direttamente (utilizzando i servizi “F24 web” o “F24 online” dell’Agenzia delle Entrate, attraverso i canali telematici Fisconline o Entratel oppure ricorrendo, tranne nel caso di modello F24 a saldo zero, ai servizi di internet banking messi a disposizione da banche, Poste Italiane e Agenti della riscossione convenzionati con l’Agenzia delle Entrate)
  • tramite intermediario abilitato.

 

 

È importante sottolineare come, ai fini della regolarizzazione, è necessario effettuare il versamento anche della sanzione ridotta, sempre salva l’applicazione delle sanzioni relative alle eventuali violazioni riguardanti il pagamento dei tributi, qualora non regolarizzate.

Scadenza 29 dicembre 2016: quali sono le tasse coinvolte?

Suscettibili di regolarizzazione, mediante ravvedimento operoso, sono:

  • la dichiarazione dei redditi UNICO PF 2016, Modello UNICO ENC 2016, Modello UNICO SP 2016, Modello UNICO SC 2016;
  • la dichiarazione dei redditi del contribuente deceduto (UNICO PF 2016);
  • il modello CNM 2016 (Consolidato Nazionale e Mondiale): il modello deve essere presentato dalla società o ente controllante in forma autonoma, non potendo essere inserito nel modello Unico SC 2016;
  • la dichiarazione Irap 2016;
  • la dichiarazione annuale Iva 2016 in forma autonoma relativa all’anno d’imposta 2015;
  • il mancato invio delle dichiarazioni presentate dai contribuenti che dovevano essere trasmesse entro il 30 settembre 2016 dagli intermediari abilitati all’invio telematico.

 


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