brittany murphy

In botanica vengono identificate come miceti, esattamente come i funghi del bosco, ma le muffe che possono formarsi nelle case non sono certamente commestibili e, anzi, possono provocare seri danni sia alle cose, sia alle persone che trascorrono del tempo in luoghi infestati da questi organismi. Addirittura, nei casi più gravi, si può anche morire come purtroppo è capitato a una promettente star di Hollywod, Brittany Murphy, che solo pochi anni fa è deceduta insieme con il marito a causa di una muffa particolarmente insidiosa presente nell’abitazione dell’attrice.

Senza arrivare a questi casi limite, è comunque opportuno non sottovalutare il problema dei danni alla nostra salute provocate dalle muffe in casa. E a confermare che si tratta di temi importanti, è l’opuscolo informativo che la direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della salute ha pubblicato lo scorso anno dal titolo “Umidità e Muffe” e alla cui lettura rimandiamo.

“È dimostrato”, si legge nel documento, “che l’esposizione alle muffe e/o all’umidità domestica si associa alla maggiore prevalenza di sintomi respiratori, asma e danni funzionali respiratori”. Ancora più di recente, nel mese di dicembre di quest’anno, la Società Italiana di Medicina Ambientale ha tenuto un convegno presso la Camera dei Deputati, durante la quale è stato illustrato il Decalogo per migliorare la Qualità dell’Aria Indoor.

Qualche consiglio per la prevenzione


Come recita il vecchio adagio “Prevenire è meglio che curare” e, in effetti, esistono alcuni accorgimenti molto semplici da mettere in pratica tutti i giorni per evitare il formarsi di pericolosi ristagni di umidità con il conseguente rischio di formazione di muffe in casa.

Si va dalla corretta manutenzione degli impianti di raffescamento (umidificatori, condizionatori d’aria, sistemi di ventilazione meccanica controllata, ecc.) all’accortezza di non lasciare i panni stesi in ambienti chiusi per lungo tempo, senza aerare il locale.

Occhio ai rimedi casalinghi

Abbiamo chiesto qualche altra delucidazione a Marco Argiolas, esperto del settore, che da trent’anni si occupa di danni alle costruzioni, in particolare da quelli provocati dall’umidità, e che ha pubblicato diversi volumi, ultimo dei quali Muffe e Condense nelle Abitazioni – Diagnosi e Sistemi correttivi (Pag. 200, Maggioli Editore).

“Anzitutto mettiamo in guardia i lettori da un falso mito purtroppo molto diffuso in rete”, esordisce Argiolas, riferendosi alla credenza che soluzioni miste di acqua, aceto e limone siano in grado di bonificare la casa ed eliminare le muffe sui muri (sui forum ognuno ha la sua peculiare “ricetta miracolosa”). “In realtà, l’impiego di questo procedimento, oltre a non risolvere il problema, può causare un peggioramento delle condizioni”, dice Argiolas che aggiunge: “l’ambiente acido dovuto alla presenza del limone non è di per sé dannoso ai miceti e, anzi, può provocare delle micro abrasioni che facilitano l’aggrappo delle muffe”. E se questo non fosse già abbastanza, risulta anche che sia l’aceto che il limone presenti in questi intrugli forniscono delle sostanze nutrienti utili agli organismi invasori. Insomma, oltre al danno (le muffe non scompaiono), anche la beffa!

Per le situazioni più semplici da controllare, dice ancora l’autore del libro, è sufficiente mettere in pratica azioni quotidiane e di buon senso come aerare spesso i locali dove si soggiorna e si cucina (“più che tenere aperte le finestre a lungo per una sola volta”, aggiunge, “è meglio arieggiare per tempi più brevi più volte nell’arco della giornata”), tenere accesa la cappa aspirante della cucina durante la preparazione dei pasti e assicurarsi che i depuratori d’aria eventualmente presenti siano dotati di filtri adeguati per trattenere le spore fungine (che andranno poi eliminate con una adeguata e periodica manutenzione).

Per maggiori informazioni si consiglia il seguente volume:

Muffe e condense negli edifici

Muffe e condense negli edifici

Marco Argiolas, 2016, Maggioli Editore

La formazione di muffe e condense negli edifici è causa di preoccupazione crescente, sia per la salute degli occupanti, che per i danni alle cose contenute nelle abitazioni.Nonostante il problema sia noto da tempo, i fenomeni che ne stanno alla base, sono spesso sconosciuti o...




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