Referendum costituzionale

Dopo la schiacciante vittoria del NO al referendum costituzionale (59% per il NO, 41% per il sì) c’era attesa per quello che sarebbe successo sui mercati finanziari.

Speciale: Referendum Costituzionale

Uno degli argomenti collaterali a sostegno del sì alla riforma costituzionale era che con la vittoria del NO ci sarebbero state crisi di borsa.


Ebbene, per oggi le perdite sono contenute, -0,13%, secondo quanto registrato da Ansa alle 12.30.

I titoli bancari soffrono, in particolare quello di Mps, la banca al centro di una crisi finanziaria che sembra senza fine e che non dipende dal NO al referendum costituzionale, ma dalla cattiva gestione di Mussari.

Insomma, nessuna novità, vedremo in quanto tempo gli operatori di borsa metabolizzeranno la sconfitta di Renzi, ma se entro breve Mattarella darà l’incarico a Pier Carlo Padoan, non ci sarà nessuna tempesta.

Il ministro dell’economia sarebbe il candidato ideale alla guida di Palazzo Chigi in questa fase di transizione.

È lui il ministro dell’economia del governo Renzi, è lui che ha definito la legge di stabilità, è di lui che le istituzioni dell’Unione europea si fidano a garanzia dell’europeismo dell’Italia.

Pier Carlo Padoan dovrebbe anche essere più gradito di Matteo Renzi: è un tecnico che non deve cercare il consenso sull’onda del populismo, o contestare l’Unione europea con gesti di stizza come il veto sul bilancio Ue.

Infine il Pd non potrebbe votare contro un governo del suo stesso ministro dell’economia, sarebbe incomprensibile.

La scelta di Pier Carlo Padoan frenerebbe le perdite dei titoli bancari e aiuterebbe a tenere a bada lo spread, il differenziale di rendimento tra i titoli di stato tedeschi e quelli italiani, in particolare tra bund e Btp.

In conferenza stampa Matteo Renzi ha ammesso la sconfitta, ha detto che la responsabilità è tutta sua, ha confermato la volontà di dimettersi e probabilmente non accetterà un re-incarico.

Secondo fonti della maggioranza, Matteo Renzi avrebbe già incontrato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella per un colloquio informale.

Oggi pomeriggio ci sarà l’ultimo consiglio dei ministri e poi Matteo Renzi salirà al Quirinale per rassegnare le dimissioni.

Il 7  dicembre incomincerà la resa dei conti nel partito democratico: è prevista una riunione per discutere della sconfitta del Pd al referendum  costituzionale: riuscirà Matteo Renzi a conservare almeno la carica di segretario del Pd?
In ogni caso un congresso straordinario sarebbe davvero necessario.

Intanto Lega e M5S, le principali forze politiche schierate per il NO al referendum costituzionale, chiedono di andare subito al voto.

Ma sembra più che altro una mossa scontata, sia la Lega che il M5S sanno benissimo che, fino a quando il Parlamento è in grado di esprimere una maggioranza politica a sostegno di un governo, il Capo dello Stato non può sciogliere le Camere e mandare il Paese ad elezioni politiche anticipate.

Inoltre, essendo stata bocciata la riforma costituzionale abbiamo una legge elettorale valida per la Camera, ovvero l’Italicum, e una legge elettorale valida per il Senato, dopo che la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionale il porcellum.


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