referendum costituzionale 2016

Domenica 4 dicembre si vota per il referendum costituzionale. Tutta Italia non parla d’altro, dibattiti, tavole rotonde e confronti si susseguono in ogni luogo pubblico. Ormai, si parla più della composizione del Senato che della formazione della Juventus. Stefano e Nicola sono due comuni cittadini che si incontrano una sera per il caffè al bar del paese: Stefano voterà Sì, Nicola invece è deciso per il No. Questo è il loro dialogo, di fronte a cornetto e cappuccino…

S: Allora, domenica si va a votare!

N: Eh già, ma questa volta non mi faccio fregare…


S: In che senso?

N: Che voterò No a questa riforma!

S: Voterai No?! Pensavo tu fossi più assennato di così!

N: Certo che lo sono. E so quello che dico, ho letto il te…sto

S: Allora l’hai letto male…

N: Non io di certo. Io so che non voglio il Senato di nominati, non voglio che una sola Camera voti la fiducia e che si torni al punto di partenza con la sussidiarietà…una volta ci si riempiva la bocca di questa parola e ora, all’improvviso, nessuno se la ricorda più.

S: Ma sai che se voterai No il Senato rimarrà lo stesso pieno di nominati? Con la differenza che saranno 315 anziché 100. E poi, con il nuovo Senato se vincerà il Sì saranno proprio i territori a essere rappresentati, grazie all’arrivo di consiglieri regionali e sindaci a palazzo Madama…

N: Ah, bella questa! Nessuno sa come verranno scelti questi sindaci e consiglieri, ma sicuramente sarà chiamato qualcuno molto caro ai palazzi romani…o forse, qualcuno a cui serve l’immunità. Perché quella resterà…

S: Ma lo stipendio dei nuovi senatori sarà pari a zero!!!

N: Sì, ma con rimborsi e diarie belle confermate…

S: Chi è che lo farebbe a proprie spese? Il risparmio di oltre duecento stipendi è innegabile, anche se fai finta di non vederlo…e questi sono tagli che colpiscono dritto la Casta. Difendi la Casta, dunque?

N: Due spiccioli di risparmio per una riforma che manderà a ramengo le istituzioni?? Ma fammi il piacere!

S: Ma sai di cosa parli? Con la riforma, le leggi verranno approvate in tempi certi, non come adesso in cui servono mesi o anni per vedere una legge arrivare in porto.

N: Le buone leggi non le fai con il cronometro, ma con una classe politica seria…se fino a oggi si sono persi molti mesi in discussioni inutili, dipende dai partiti che hanno fatto ostruzionismo quando veniva loro comodo…

S: Sicuramente sparirà il bicameralismo perfetto. Questo è un fatto. Dunque, i tempi si accorceranno per forza perché le Camere non dovranno fare le stesse cose per due volte prima di approvare un testo di legge.

N: Ma con la ripartizione di competenze come la mettiamo? I costituzionalisti come Zagrebelsky dicono che se vince il Sì i metodi di approvazione di una legge diventeranno nove, dieci addirittura tredici… alcuni di loro sostengono che si ritireranno dall’insegnamento nelle università, tanta sarà la confusione!

S: Questi sono profeti del disfattismo, sempre pronti a dire No e troppo attaccati al passato…simboli di una classe politica che ha bloccato il Paese per decenni e spera di continuare a bloccarlo anche in futuro.

N: Ma come fai ad accusare certi personaggi, presidenti emeriti della Corte costituzionale, quando non si sa cosa accadrà a partire da lunedì prossimo se vincerà il Sì?

S: Di certo sparirà il CNEL. O sei contrario anche a questo?

N: Magari se qualcuno lo avesse fatto funzionare…

S: In tutti questi anni? Non ti basta per capire che non ha mai svolto il proprio ruolo e va tolto di mezzo per ridurre i costi?

N: Il punto non è questo. Il punto è che non si sa cosa succederà tra Camera e Senato, con le leggi che saranno approvate talvolta da un ramo del Parlamento, talaltra da tutti e due…per non parlare poi delle materie concorrenti con le Regioni…e per complicare ancora di più le cose, si sono inventati la “clausola di supremazia”…

S: Il Senato sarà chiamato a redigere solo un numero ristrettissimo di leggi, una percentuale ridicola, tra cui ovviamente il comparto degli enti locali, che invece saranno più snelli. Molti degli sprechi emersi negli ultimi anni sono proprio avvenuti dalle Regioni che d’ora in avanti dovranno stare più attente.

N: Sì, però quelle a statuto speciale non le hanno mica toccate!

S: Le loro giurisdizioni sono particolari e non possono essere toccate con una riforma di questo tipo, ma caso per caso. Ma vogliamo parlare del referendum? Ora con l’abbassamento del quorum finalmente non si faranno più consultazioni a vuoto. Sai quanti soldi si sono spesi in referendum mai passati per il mancato raggiungimento del 50%? Ora invece basterà la metà più uno dei votanti alle ultime elezioni…

N: Sì, ma solo se si raccolgono 800mila firme, cosa che non avviene quasi mai. Perché, invece, non parliamo delle leggi di iniziativa popolare, il cui minimo di firme passa da 50mila a 150mila firme?

S: E perché non parliamo, allora, del referendum propositivo o di indirizzo, che finalmente vengono inseriti in Costituzione?

N: Ma se non si sa nemmeno come funzioneranno…piuttosto, si conoscono bene i disastri che produrrà l’Italicum se dovesse vincere il Sì…tutto il potere in mano a un partito, cioè a una persona sola…

S: Da settant’anni i governi durano pochi mesi, a volte settimane, C’è bisogno di stabilità e finalmente questa riforma la porta. Il governo decide e le leggi verranno approvate in fretta, questa è l’Italia che vuole modernizzarsi. Sulla legge elettorale, Renzi ha detto che è possibile verranno inserite modifiche…

N: Sì bravo, proprio lui che non è stato eletto da nessuno né si è mai candidato…meno male che con il No ce lo toglieremo dalle scatole una volta per tutte…

S: Beh, se il No vince il referendum ci toccherà Salvini o Grillo, senza contare che rischieremo di uscire dall’Europa come hanno scritto molti esperti in Italia e all’estero…dunque, mi tengo Renzi e voto Sì.

N: Tutta propaganda di banche e poteri forti, molto cari al signor presidente del Consiglio. Personalmente credo che prima toglieremo il “bomba” di mezzo e meglio sarà. Dunque voto No.

S: Non ci sono alternative serie a Renzi, mi spiace tu non lo capisca. Buona giornata.

N: Purché se ne vada, meglio chiunque. Arrivederci.

…Ma non si doveva parlare della riforma costituzionale?? (ndr)

Cambiare la Costituzione?

Cambiare la Costituzione?

Astrid, 2016, Maggioli Editore

Il referendum sulla riforma costituzionale approvata dal Parlamento nella primavera del 2016 è in Italia, oggi, al centro del dibattito. Ma l’attenzione dei media è sulle conseguenze politiche del voto referendario e sul suo impatto sull’economia del Paese. Meno si...




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1 COOMENTO

  1. Basta fare un confronto tra la costituzione renziana e quella del ventennio fascista per scoprire molti punti di contatto. Basterebbe questo per far votare no ma, senza entrare nel confronto con quella fascista, mi riferisco all’articolo 5 di quella vigente che dice “….riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principî ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento” la “renziana” promuove l’esatto contrario. quindi voto no

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