bandiera UE

Matteo Renzi parla nella sua veste ufficiale di presidente del consiglio, ma alle sue spalle c’è solo la bandiera italiana. E quella europea dov’è finita?

Esporre la bandiera europea è un obbligo. L’Italia è uno dei Paesi fondatori della comunità europea, che ha realizzato in parte il progetto politico europeo di Giuseppe Mazzini e Altiero Spinelli.

Non si tratta di una semplice, anche se grave, dimenticanza. Ma di un segnale politico preciso. Con esso Matteo Renzi si comporta come Umberto Bossi.


Il fondatore e capo storico, leader carismatico della Lega Nord, era solito celebrare un rito di sua invenzione, il rito dell’ampolla. Che consisteva nell’attingere l’acqua dalle sorgenti del Po, per poi portarla in pellegrinaggio a Venezia, dove Umberto Bossi teneva un discorso conclusivo sulla laguna.

Ma durante il comizio una signora veneziana esponeva sempre la bandiera italiana. Un anno Bossi perse la pazienza e tuonò: “signora, la bandiera italiana la metta nel cesso!”

Che fine farà la bandiera europea?

Adesso tocca all’arcitaliano Matteo Renzi mettere la bandiera nel cesso, anche se si tratta della bandiera europea.

In risposta al “me ne frego dell’Italia!” pronunciato dal presidente della commissione europea Jean Claude Juncker, spazientito per il tira e molla di Matteo Renzi sui conti pubblici.

Una strizzata d’occhio ai grillini?

Ma la scomparsa della bandiera europea dalle occasioni ufficiali del presidente del consiglio può essere letta anche come una strizzata d’occhio ai grillini, piuttosto euroscettici.

Non dimentichiamo che Beppe Grillo in passato ha proposto un referendum sulla permanenza dell’Italia nella zona euro.

Forse Matteo Renzi spera di guadagnare qualche voto in più al referendum costituzionale. Matteo Renzi invita in silenzio l’Italia ad uscire dall’Europa.

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Non propone un referendum, ma mette il Paese quasi davanti al fatto compiuto. E, come da sua abitudine, senza discussione. Almeno Beppe Grillo ha proposto un referendum per esprimersi sulla permanenza o meno dell’Italia nell’euro.

Matteo Renzi invece dà per acquisita la cosa, e toglie la bandiera europea.

L’Europa e il referendum costituzionale

Se la riforma costituzionale è come il pitale lanciato da Gabriele D’Annunzio contro il parlamento, il gesto di togliere la bandiera dell’Europa dalle occasioni ufficiali del presidente del consiglio è un pitale lanciato contro l’Europa.

Con pazienza il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrebbe spiegare a Matteo Renzi che lui è il presidente del consiglio, non un Masaniello che aizza gli elettori con messaggi in codice. Se è contro l’Europa e contro l’euro lo dica apertamente.

Con questo segnale Matteo Renzi dà un’altra pugnalata alla schiena a Romano Prodi e offende la memoria di Carlo Azeglio Ciampi, che si spesero per far sì che l’Italia entrasse da subito nell’euro, contro i soliti veti tedeschi.

Con questa uscita Matteo Renzi conferma di essere un demagogo populista come Matteo Salvini e Beppe Grillo, che propongono l’uscita dall’euro.

Per carità, si può fare un referendum, ma spiegando bene quali sono i rischi di una simile soluzione per un paese gravato da più di 2200 miliardi di debito pubblico.
E giocando a viso aperto, senza lanciare messaggi in codice.


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