referendum costituzionale sì o no

Se questa è la precisione di chi intende riformare la Costituzione, verrebbe da dire che forse un briciolo di preoccupazione è legittima. Proprio quando la campagna elettorale in vista del referendum del 4 dicembre inizia a farsi infuocata, il Partito democratico – e in generale l’intero fronte del Sì – mette a segno un clamoroso autogol.

Nei giorni scorsi, benché le cronache fossero dominate dalla tempesta Donald Trump, in tema di riforma costituzionale si è discusso dei 4 milioni di lettere spedite dal Pd – con ovvia benedizione del segretario e premier Matteo Renzi – ai cittadini italiani residenti all’estero, allo scopo di attirare nuove preferenze alla riforma che porta il suo nome assieme a quello del ministro Boschi.

I più sarcastici hanno notato come al governo, di fronte ai sondaggi stabilmente favorevoli al No – non restasse che cercare i voti fuori confine. Quasi una mossa disperata, ultimo atto di una strategia di attacco, specie nell’ultimo periodo, che fa il paio con le affissioni a tappeto su tutto il territorio nazionale dei manifesti “Basta un Sì” e l’occupazione sistematica delle tribune dei talk show. Proprio come avvenuto ieri sera con l’intervista del presidente del Consiglio a “Che tempo che fa” di Fabio Fazio.


Questa volta, però, qualcosa è andato decisamente storto. Nelle buste recapitate ai residenti in Paesi stranieri con passaporto italiano, infatti, è stata inserita una brochure in cui sono illustrati gli effetti della riforma che, a detta dei suoi sostenitori, renderebbero migliori e più snelle le istituzioni. Fin qui, niente di sconcertante. Senonché, in calce al documento inviato, è stato inserito il sito web di riferimento con un lampante errore di battitura: così, il nome evidenziato si è trasformato inavvertitamente in “www.bastausi.it”.

Una svista grave, di cui hanno prontamente approfittato i sostenitori del No, i quali non hanno perdonato l’errore, registrando immediatamente il dominio e facendo sì che l’indirizzo rimandasse automaticamente a un sito dei comitati a difesa della Costituzione. Così, ora, digitando lindirizzo diffuso dal Pd nell’opuscolo pro riforma, www.bastausi.it, vi ritroverete in un lampo alla pagina www.costituzionebenecomune.it in cui, invece, vengono difese a spada tratta le ragioni del No.

Insomma, un vero e proprio boomerang per il governo, che finisce dritto nel museo degli orrori di comunicazione, insieme alle campagne per il Fertility day del ministero della Salute o alle “cattive compagnie” neanche troppo velatamente razziste, sempre suggerite nei leggendari volantini by Bea Lorenzin.

Uno dei propositi di Matteo Renzi è da sempre quello di rompere con la sinistra ambigua del passato, comunicando i concetti in maniera semplice, “smart” e moderna. Se questi sono i risultati, allora, viene spontaneo chiedersi se l’innovazione fine a se stessa sia davvero un bene e, in ultima analisi, una stringente necessità.


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