referendum 2016

Per mesi Renzi, Boschi e Verdini ci hanno spiegato che la riforma costituzionale (clicca qui per sapere di più su Referendum costituzionale) serve a ridurre i costi della politica, per mesi hanno raccontato la frottola che chi vota NO è un ottuso trinariciuto che condanna il paese all’immobilismo.

Ora questo inganno è stato scoperto dal M5S: martedì di questa settimana si discute in parlamento la proposta dei grillini di dimezzare gli stipendi dei parlamentari.

Gli stipendi dei parlamentari dimezzati?

Matteo Renzi, come fa sempre quando non sa che cosa dire, la butta in caciara, e provoca: paghiamo i parlamentari in base alle presenze: Di Battista è presente per il 37%, quindi lo paghiamo il 37%.


Ma chissenefrega di Di Battista: con la proposta grillina Di Battista, anche col 100% delle presenze prenderebbe il 50%. E così tutti gli altri. Punto.

Il referendum e i costi della politica: nessun risparmio?

Come hanno sempre detto i sostenitori del NO, per ridurre i costi della politica non serve sfasciare la Costituzione e il senato, è sufficiente una legge ordinaria. Come dimostra la proposta grillina.

Sono ora evidenti a tutti quali sono gli scopi della riforma costituzionale: obbedire alla grande finanza internazionale, rappresentata dalle 3 famigerate agenzie di rating ( Moody’s, Standard&Poors, Fitch) che hanno provocato la crisi economica del 2008, e alle grandi banche d’affari, come JP Morgan, che in un suo studio accusava le costituzioni dei paesi mediterranei di essere troppo antifasciste, socialiste, troppo inclini alla rappresentanza e alla sovranità popolare.

Missione compiuta: la riforma costituzionale Renzi, Boschi e Verdini viene incontro alle esigenze del grande capitale finanziario, del pensiero unico neoliberista; con il suo viaggio negli Stati Uniti Matteo Renzi ha ritirato il suo premio Nobel per l’economia e per il pensiero unico neoliberista dal massimo esponente dei medesimi, il presidente degli Stati Uniti.

Non importa se ora alla Casa Bianca c’è il liberal nero Barack Obama: gli Usa difendono sempre e comunque la loro egemonia politica, economica e culturale, vedi ad esempio la proposta del TTIP e del CETA, per creare mercati unici globali che facciano a pezzi l’economia locale e di qualità.

Non è vero che la sfida è tra chi vuole cambiare e chi vuole lasciare tutto com’è.

Una riforma che si piega al capitalismo finanziario?

La sfida è tra chi non si vuole piegare alla logica del grande capitale finanziario e chi invece si è già venduto per un piatto di lenticchie a cena.

Tra chi vuole tagliare davvero i costi della politica e chi strumentalizza questo tema per togliere la rappresentanza e la sovranità del popolo italiano, calpestando la prima parte della Costituzione, quella che dicono, mentendo, che non è stata cambiata.

Seguirò giorno per giorno l’iter della proposta di legge del MSS e pubblicherò i nomi di tutti quei parlamentari che voteranno contro, e che alle prossime elezioni politiche dovranno renderne conto agli elettori, che siano per il sì o che siano per il NO.

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5 COMMENTI

  1. Articolo populista e di propaganda demagogica elevata . Si diffondono fatti senza valutazione d’insieme e rinnegando la democrazia.
    Penso, inoltre, che chi non ha formazione giuridica, o contezza del diritto ed agisca senza obblighi di coscienza, risulti molto facilitato ad una propagande qualunquiste.

  2. Condivido pienamente quanto esposto, considero questo governo una cozzaglia di persone che cercano di racimolare un po di tutto in attesa di finire il loro passaggio nel supermercato dei soldi facili… lasciando il conto da pagare ai soliti stupidi di noi italiani che lavoriamo. È necessario un reset totale se si vuole iniziare una nuova linea guida, non si riesce a scivere in un foglio già scritto ma in un foglio bianco si!! Non credo che noi italiani siamo in grado di resettare questo paese anche perché qualora si elegge con i voti qualcuno poi loro te lo cambiamo in corso d’opera per amor di denaro. …che schifezza!!!

  3. Assolutamente d’accordo . Prima prendono in giro gli italiani dicendo che la riforma costituzionale ridurrebbe i costi della politica (il che è solo un espediente per avere più Si), poi si rifiutano di votare per il dimezzamento degli stipendi ai parlamentari. Non c’è prova migliore di questa che la suddetta riduzione di cui si parla in questa apparente riforma, che di democratico non ha proprio nulla, è solo un’offesa all’intelligenza degli italiani e solo un pretesto per togliere loro il diritto di eleggere i senatori …

  4. Che senso ha quest’articolo? Così, giusto per capire… Il titolo parla del NO del PD all’abbassamento degli stipendi e questo si menziona solo in una manciata di parole. Infine si continua con il solito spicciolo populismo contro il referendum, senza neanche cercare di dare una spiegazione alle cose.
    Che facesse il giornalista chi ha studiato per farlo!

  5. Per ridurre i costi della politica basterebbe che alle elezioni politiche di camera e senato venisse riconosciuta la rappresentanza dei non votanti e delle schede bianche o nulle mediante l’attribuzione di seggi vuoti in modo proporzionale. In tal modo si darebbe validità anche al non voto di coloro che non si sentono rappresentati da questa politica.

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