affidamento condiviso

In caso di separazione, indipendentemente dalle motivazioni addotte dall’ex partner, ai genitori con diritto di visita non può essere negato di vedere i propri figli.

La Corte europea dei diritti dell’uomo, con la recente sentenza del 15 settembre 2016 (ricorso n. 43299/12), in relazione proprio al caso di una famiglia italiana, ha infatti stabilito che il proseguimento del rapporto tra genitore e figlio anche successivamente alla separazione è un diritto fondamentale riconosciuto a livello internazionale.

Il messaggio della Corte all’Italia è, quindi, molto chiaro: il nostro Paese deve fare di più.

Separazione e diritto di visita: quando deve essere garantito?


Secondo la recente sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo, l’Italia ha violato il diritto fondamentale di un padre separato a vedere il proprio figlio nel momento in cui le autorità, per ben 4 anni di fila, non sono state in grado di attuare delle misure efficaci affinché ciò si verificasse.

Dopo che le richieste dell’uomo di passare del tempo con il figlio sono state ripetutamente ritardate o disattese dalla sua ex compagna e la giustizia italiana non gli ha fornito un aiuto concreto, nel 2012 si è rivolto alla Corte europea.

Le giurisdizioni italiane, ha così rilevato la CEDU, “non hanno preso le misure appropriate per creare le condizioni necessarie alla piena realizzazione del diritto di visita del padre“; l’Italia, quindi, è stata condannata.

Diritto di visita negato? Chi può impedire ai genitori di vedere i figli

Nel caso di specie, le autorità italiane, impedendo di fatto (o comunque non essendo state in grado di garantire) ad un genitore di avere contatti significativi con il proprio figlio, hanno violato l’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

In base a tale articolo, infatti, viene stabilito che “ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare” e che “non può esservi ingerenza di un’autorità pubblica nell’esercizio di tale diritto”, salvo i rari casi di misure “necessarie alla sicurezza nazionale” o alla “protezione della salute”.

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Diritto di visita: come funziona?

A partire dalla riforma del 2006, nel nostro Paese, in caso di separazione di una coppia, i giudici devono preferire quelle forme di affidamento dei figli che prevedono un’attribuzione stabile ad entrambi i genitori.

Nel caso non vi siano cause gravi che lo impediscano, quindi, l’esercizio della responsabilità genitoriale dovrebbe essere esercitata di comune accordo. Questo affinché sia considerato il maggiore interesse del figlio e la rispettiva serenità durante la crescita.

Tuttavia, nella pratica viene spesso adottato l’affidamento esclusivo ad un solo genitore, in genere la madre. Nonostante si tratti di una misura volta a garantire una maggiore serenità al figlio, in molti casi, limita nei fatti il diritto alla vista dell’altro genitore, in genere il padre.

Diritto di visita non rispettato: come difendersi?

Nelle circostanze in cui il genitore che ha ottenuto l’affidamento impedisce o ostacola il diritto alla visita al figlio dell’ex partner, quest’ultimo ha la possibilità di rivolgersi alla giustizia.

In particolare, il genitore può ricorrere al Tribunale per i minorenni e denunciare il comportamento dell’ex partner e il reato di violazione della decisione del giudice, avendo anche la possibilità di richiedere la revisione almeno parziale delle condizioni di separazione.


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2 COMMENTI

  1. Buongiorno , sono Luigia Giglio sono un avvocato civilista , da due anni non pratico più la professione perché ho deciso di dedicarmi alla mia nuova vita con il mio compagno e suo figlio di 10.
    Il mio compagno 42 enne è un integerrimo lavoratore e svolge la professione di ingegnere.
    Ha solide base familiari ,famiglia eccezionale con principi e valori di altri tempi, onesta , correttezza e amore per il prossimo sono pane quotidiano .
    Ha contratto matrimonio alle età 31 anni nel 2005 dopo 2 anni di fidanzamento con una ragazza di 4 anni più giovane che svolgeva il lavoro di Maestra d’asilo , lavoro che ha deciso di lasciare ( mai lasciato )prima di sposarsi per dedicarsi alla famiglia .
    Vivevano nella villa di famiglia al primo piano
    Villa condivisa con i suoceri
    La ex moglie del mio compagno è eterna sognatrice e paladina della giustizia ( solo della sua )
    Dopo un anno di matrimonio nacque il loro figlio .
    La signora era sempre molto stanca nervosa , insoddisfatta , si sottraeva ai lavori domestici , non cucinava , non aveva voglia di vivere , voleva solo uscire e ritornare tardi la sera , non voleva rapporti intimi
    Dimagrì visibilmente mangiava e vomitava , incomincio ad avere atteggianti ostativi e ligiosi con lui e parenti tutti i parenti .
    Chiedeva di tornare a lavorare … ma il bimbo era piccolo .. fino a che un giorno in una lite dal motivo futile insceno una aggressione del marito e chiamo i carabinieri .
    Si allontanò da casa e da quel giorno la vita del mio compagno è un campo di battaglia .
    Denunce , tribunale , dirittodi visita mai rispettato da lei sempre pronta a soggiogare il figlio verso il padre , dopo 10 anni di cause ancora oggi no demorde , ottenendo solo il male
    Del bambino .
    Il bambino è impaurito, confuso , agitato , tanto maturo per certi versi e tanto infantile per altri .
    Ha difficoltà ad istaurare rapporti con i suoi coetanei , desidera. Giocare da solo , subisce non reagisce ad atti di bullismo , furbo malizioso ma debole .
    Scappa davanti le difficoltà , nonè spontaneo è sempre molto sulle nuvole
    Il mio compagno è ormai esausto
    Dopo 4 anni di separazioni 5 di divorzio non ancora raggiunto
    Tre Sub procedimenti per far rispettare il diritto di visita , non sa più cosa poter fare per salvare il bsmbino dalla malattia della mamma .
    Lei è egocentrica , assolutista , ha sofferto di anoressia non accetta se stessa, litigiosa , e sopratutto ostacola in tutti i modi il rapporto padre -figlio creando situazioni tali da peggiore il loro rapporto e influenza negativamente il bambino usandolo come arma contro il marito
    Il mio compagno ha possibilità di rivolgersi al tribunale dei minorenni per far sentire il bsmbino e chieder una perizia per Lei .?
    Grazie

  2. Commette reato di sottrazione del minore art.574 cp chi sottrae il minore al genitore. Commette reato di omissione l’autorità che non vigila sulla situazione( assistenti sociali, PM del trib.min.) La decisione della Corte Europea ha aperto anche la strada della responsabilità per danno che il minore ha subito. Rispondono di danno tutti coloro che hanno commesso la grave violazione( giudici, assistenti sociali e genitori e coloro che hanno la responsabilità del controllo). La materia ormai è chiara e non è possibile giocare sui sentimenti ed i diritti di un bambino, il quale non ha mai chiesto di volersi separare da un genitore. Purtroppo nel nostro PAESE la Giustizia è affidata a professionisti impreparati e poco inclini a prepararsi. Bisogna spinegere verso un tribunale specializzato.

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