pensione news

E’ in programma per domani, martedì 27 settembre, il primo incontro della cosiddetta seconda fase di negoziati tra Governo e sindacati in tema di Riforma pensioni.

Tra i temi caldi rimangono ancora da definire le modalità di accesso alla pensione anticipata.

Per saperne di più si consiglia lo speciale su PENSIONE ANTICIPATA 2016: ULTIMI AGGIORNAMENTI


Quali sono, quindi, le opzioni per accedere alla pensione anticipata? Quali sono i modelli che potremmo prendere ad esempio, attualmente operativi negli altri Stati europei?

Di seguito si riporta una guida, per punti, sulle diverse prospettive relative a requisiti, anagrafici e contributivi, e penalizzazioni per accedere alla pensione anticipata vigenti nei sistemi di welfare di alcuni paesi UE.

Dove si può andare in pensione prima senza rimetterci?

Tra gli Stati dell’Unione Europea, ad oggi, sono 23 quelli in cui è consentito andare in pensione prima. Sembrerà strano, visti gli inasprimenti su requisiti anagrafici e contributivi della Riforma Fornero, ma tra i Paesi in cui è ammesso l’anticipo pensionistico figura anche l’Italia.

Gli Stati nei quali sussiste la flessibilità in uscita dal lavoro sono 14: andare prima in pensione prevede, però, una penalizzazione sull’assegno.

Pensione anticipata: modelli a confronto

Requisiti anagrafici

– In Austria, per accedere alla pensione anticipata sono richiesti 62 anni per uomini e donne, con almeno 40 di assicurazione.

Per i lavori usuranti sono richiesti non meno di 60 anni, a condizione che il lavoratore abbia lavorato almeno 10 anni durante gli ultimi 20 ed abbia un totale di 45 anni di assicurazione;

– In Belgio, sono richiesti 61 anni per uomini e donne, a seguito di 39 anni di attività professionale (60 anni nel caso in cui e nei abbiano 40 di attività);

– In Slovenia, si può andare in pensione anticipata a 60 anni di età con 40 di assicurazione, tuttavia, similmente all’Italia, è stata prevista una stretta graduale sulle condizioni, con un periodo transitorio che nel 2018 decade.

Penalizzazioni

– In Francia chi decide di accedere alla pensione anticipata ha una penalizzazione media sull’assegno pari al 5%.

I lavoratori precoci (con inizio del primo lavoro a 16 anni) hanno la possibilità di chiedere la pensione anticipata per “lunga carriera”, anche se sono richiesti requisiti molto stringenti.

I lavoratori che hanno svolto mansioni usuranti possono chiedere l’anticipo a 60 anni.

Chi è, infine, disabile o portatore di handicap può uscire dal mondo del lavoro a partire dai 55 anni, solo però se sussistono alcuni specifici requisiti.

– In Germania chi ha 35 anni di contributi può accedere alla pensione anticipata a 63 anni di età, con una penalizzazione dell’assegna pari al 3,6% all’anno. L’anticipo, invece, non implica penalizzazioni se si hanno 45 anni di contributi, il requisito anagrafico pensionabile, però, arriverà a 67 anni entro il 2027.

Alle lavoratrici che sono nate prima del 1952, con però 15 anni di contributi, è stato concesso di poter uscire dal mondo del lavoro a 60 anni.

I disoccupati, infine, possono andare in pensione prima, a condizione che sussistano determinate condizioni, a 63 anni di età.

– In Spagna, se si hanno almeno 35 anni di contributi, si può andare in pensione a 63 anni. L’età pensionabile salirà a 67 anni entro il 2027 e l’età minima per l’anticipo salirà a 65.

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Pensione anticipata: dove non è prevista?

I sistemi previdenziali in cui, invece, non è prevista la possibilità del pensionamento anticipato in Europa sono 6. Paesi. La pensione anticipata infatti non è prevista in:

– Regno Unito;

– Irlanda;

– Paesi Bassi;

– Olanda;

– Norvegia;

– Svezia.


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7 COMMENTI

  1. Ma io non capisco una cosa se questa maledetta l. Fornero, è sbagliata, perchè è sbagliata andiamoo al Referendum…. caspita ci siamo andati per le trivelle e altre” sciocchezze percheè non andare per le nostre vite???????????????????????????????????????????

  2. siamo stanchi di lavorare.stanchi di alzarci alle 5 del mattino,di correre ,di mangiare in fretta e furia e soprattutto di lavorare con problemi di pressione,di diabete di ernia iatale di problemi circolatori ,di nervoso ,di stress ,fateci andare a casa in pensione.la vita e’ una ruota che gira per tutti.

  3. auguro alle loro madri di lavorare fino a 65 anni e piu’

    ma non nei posti priveligiati con tutti gli acciacchi dell eta’.

  4. Angela credo che si debba votare NO al Referendum se non si approva il cambiamento di una parte della legge costituzionale del ’46 e non per fare un dispetto al governo Renzi. Teniamo separati gli argomenti e facciamoci un’idea personale dei contenuti. Non diamoci la zappa sui piedi due volte…

  5. condivido in pieno quanto sopra riportato, il loro modo operante è una vergogna senza confini, che tende a schiacciare sempre di più coloro che operosamente per una vita hanno contribuito e collaborato positivamente per la Patria. Perciò se non cambierà positivamente il discorso delle pensioni, voterò NO !! Nella speranza che chi succederà a Renzi tenga conto di chi per 40 anni ha lavorato e contribuito evitando lo strozzinaggio ventennale proposto nell’accordo tra Banche, Assicurazioni, INPS e Governo,,,

  6. la MALEDETTA LEGGE FORNERO continuerà a fare disastri tra la gente per tanto tempo ancora, perché i politici tipo Cazzola affermano, con una facciatosta ed una presunzione fuori del normale, che la “legge Fornero ci qualifica agli occhi dell’Europa”….io, invece, vorrei aggiungere che sono i loro privilegi, i vitalizi e le pensioni d’oro (percepite senza contributi o versati in minima parte) che sicuramente ci squalificano agli occhi del mondo intero, ma quanto detto, per quella faccia di Cazzola e per questo governo di furbi, non conta nulla….. infatti ci propongono l’imbroglio/truffa dell’APE……… a noi resta soltanto la speranza che renzi e il suo governo di furbi (se hanno ancora un poco di dignità) possano andare a casa se perdono il REFERENDUM COSTITUZIONALE…. tutti i poteri forti: Ambasciatore Americano, Banche, Assicurazioni ecc.. ci chiederanno di votare si… ma per RENZI A CASA è sempre più necessario votare NO al REFERENDUM COSTITUZIONALE

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