cloud Imprese PMI

Si è tenuto a Milano, presso il Campus Bovisa, il Convegno Cloud: è arrivata l’età della ragione?, durante il quale sono stati comunicati i dati relativi all’evoluzione dell’offerta e i modelli di adozione di tale modello nelle aziende di grandi, medie e piccole dimensioni, coinvolgendo oltre 900 CIO e responsabili IT di imprese italiane. Il Convegno, promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano, è giunto alla sesta edizione ed è frutto dello studio dell’Osservatorio Cloud & ICT as a Service, che ha registrato un ulteriore forte incremento di questo mercato, stimato per il 2016 intorno al 18%, e che lo porterà a raggiungere un valore di 1,77 miliardi di euro.

Approfondisci con il seguente volume

Big Data

Big Data

Alessandro Rezzani, 2013, Apogeo Education - Maggioli Editore

Ogni giorno nel mondo vengono creati miliardi di dati digitali. Questa mole di informazione proviene dal notevole incremento di dispositivi che automatizzano numerose operazioni - record delle transazioni di acquisto e segnali GPS dei cellulari, per esempio - e dal Web: foto, video, post,...



Inoltre, cresce significativamente il Public Cloud, stimato in crescita del 27% dal 2015 e che con buona probabilità arriverà a 587 milioni di euro; crescono anche gli investimenti dedicati alla Cloud Enabling Infrastructure, ovvero quelli destinati ad aggiornare il patrimonio infrastrutturale e applicativo già esistente in azienda per l’adozione del Cloud, che arriveranno a valere complessivamente 1,185 miliardi di euro.

Mariano Corso, responsabile scientifico dell’Osservatorio, afferma che “il trend di crescita del nostro Paese appare in linea con quello che gli analisti internazionali fotografano come un fenomeno sempre più pervasivo e inarrestabile a livello globale. In riferimento al solo Public Cloud, Gartner stima a livello mondiale una crescita per il 2016 di poco meno del 26%, per un valore complessivo di 64,7 miliardi di dollari. In un orizzonte temporale più ampio, IDC stima che il mercato Public Cloud passerà dai 70 miliardi di dollari del 2015 a più di 141 miliardi di dollari nel 2019, con un tasso di crescita composito del 19,4%. Segnali confortanti per l’Italia arrivano anche dal recente studio Global Cloud Computing Scorecard di BSA – The Software Alliance che, nell’evidenziare alcuni passi in avanti fatti dal nostro Paese nella creazione dei presupposti per lo sviluppo del Cloud, colloca l’Italia all’ottavo posto a livello mondiale, due posizioni più in alto rispetto al precedente studio del 2013”.

Potrebbe interessarti anche:

Digital revolution

Digital revolution

Inder Sidhu con T.C. Doyle, 2016, Maggioli Editore

Le innovazioni digitali stanno trasformando il nostro modo di vivere, l’istruzione, il commercio, la sanità, i trasporti (si pensi al dirompente fenomeno Uber), le città che diventano sempre più “smart”. Tecnologie ormai consolidate (il cloud...



Settore manifatturiero

Per quanto riguarda i diversi settori della spesa in Public Cloud, il settore manifatturiero copre  la parte più ampia della spesa, con il 23% del mercato; le iniziative maggiormente adottate sono quelle relative alla gestione della supply chain, dei trasporti e dei portali e-commerce.

Settore bancario

Al secondo posto si colloca il settore bancario (21%): lo sperimenta in ambiti di ottimizzazione di prezzi di strumenti finanziari, nei servizi di e-learning e per quanto riguarda le piattaforme di calcolo per gli ambiti Big Data Analytics.

Media e telecomunicazioni

Telco e media raggiungono il terzo posto con una quota del 14% e in questo caso il Cloud viene utilizzato sopratutto per i servizi di streaming video, di gestione dell’advertising e di gestione delle infrastrutture.

Servizi

I Servizi ottengono una quota del 10% e si concentrano su gestione delle flotte e dei ricavi.  Nel settore GDO e retail, che si attesta al 9%, vi sono esempi di utilizzo di soluzioni per il facility management degli store e per la gestione dei dati multimediali.

PA e sanità pubblica

Nella PA e nella sanità pubblica, con quota pari al 9%, al modello Public Cloud è spesso preferito il modello di Community Cloud, dove vengono sviluppati servizi verticali direttamente dagli Enti, mentre il ricorso a servizi Public Cloud è concentrato su servizi più standard. Nelle utility (9%) storicamente c’è stata una larga adozione di soluzioni CRM in Cloud e più di recente di soluzioni orientate al risk management. Le assicurazioni hanno raggiunto una quota del 5% e mostrano un approccio ancora standard al Public Cloud, con sperimentazioni nell’ambito dei portali, come quelli relativi ai sinistri e alla relazione con la clientela.

Alessandro Piva, direttore dell’Osservatorio, sostiene che “la componente di servizi applicativi (SaaS) è quella che sta trainando maggiormente la crescita del mercato Public Cloud: si prevede una crescita del 33% nel 2016. I servizi che crescono maggiormente sono quelli dei sistemi core e verticali per le imprese, che stimiamo possano valere quasi un quarto della spesa in SaaS nel 2016. Si osserva una specializzazione dell’utilizzo dei servizi Public Cloud da parte delle imprese, che trovano sempre più risposte ad esigenze specifiche. In questo senso si può parlare di un’età della ragione nell’utilizzo del Cloud, sebbene ci siano ancora molti passi fare”.

Infine, Stefano Mainetti, responsabile scientifico dell’Osservatorio, spiega che “con il Public Cloud ormai realtà tangibile nelle grandi aziende italiane, la sfida per le Direzioni IT è l’evoluzione verso modelli che permettano ad infrastrutture e applicazioni di integrarsi in modo veloce e flessibile con i servizi consumati dal Cloud. Questo è un passaggio fondamentale per rispondere alle esigenze di innovazione e agilità che è richiesta in modo mandatorio dai vertici aziendali”. Il primo ambito che ha beneficiato dell’effetto catalizzante del Cloud è stato quello delle infrastrutture: il 58% delle aziende utilizza ambienti di produzione, il 61% ha sperimentato o utilizza stabilmente ambienti IaaS per sviluppo e test, il 53% adotta soluzioni di backup, il 40% di disaster recovery. Per quanto riguarda l’utilizzo di applicazioni SaaS, queste vengono introdotte in azienda in affiancamento a quanto già in uso, sia per ampliare il supporto informativo (86%) sia per sfruttare singole potenzialità innovative (82%). Minore invece il numero di aziende che sfruttano le opportunità messe a disposizione da applicazioni e piattaforme Public Cloud per sostituire sistemi obsoleti (55%). Sono invece molto poche, poco meno del 5% del campione analizzato, le aziende che ad oggi hanno fatto la scelta strategica di portare la maggior parte delle proprie applicazioni in Cloud. “Se da un lato il potenziale offerto dal Cloud è ormai ben noto, il percorso di Cloud Migration per le infrastrutture e per il parco applicativo aziendale è solo ai primi passi e c’è ancora molto lavoro da compiere.

Ma proprio in questi casi è stato possibile identificare una significativa trasformazione del modo di gestire l’IT in impresa, grazie all’adozione di nuove politiche di sourcing, di modalità di gestione automatizzata delle operations (DevOps), di metodologie iterative (Agile) per la realizzazione di applicazioni e, in generale, di modalità di lavoro collaborative business-IT. Questo è il vero beneficio profondo abilitato dall’adozione del paradigma del Cloud Computing, beneficio di un ordine di grandezza superiore a quelli, pur importanti, di efficienza ed efficacia misurabili nelle singole iniziative. Si tratta di un vero e proprio cambiamento culturale nel concepire l’IT, elemento oggi fondamentale per approcciare la digital transformation richiesta alle aziende dal mercato”.

Per quanto riguarda la scomposizione della spesa tra PMI e grandi imprese, queste ultime polarizzano ancora gran parte della spesa, per il 2016 di poco superiore al 90%. Il tasso di crescita della spesa delle grandi imprese è previsto essere del 28%, mentre per le PMI è di poco sotto al 20%.

La crescita viaggia a diverse velocità in relazione alle aree geografiche: il nord-ovest è la più dinamica, nel nord-est i servizi cloud hanno maggiore diffusione; seguono, centro, sud e isole.


CONDIVIDI
Articolo precedenteBrexit, UE: Gran Bretagna OUT. Conseguenze e reazione dell’Unione europea
Articolo successivoOrdine dei Commercialisti: Revisori Enti locali, cambiano selezione e compensi?

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here