EMERGENZA MIGRANTI

Martedì 7 giugno,  la Commissione europea e l’alto rappresentante per la politica estere dell’Unione, Federica Mogherini, hanno svelato un piano per gestire al meglio gli aspetti esterni della crisi migratoria a livello dell’Unione.

Partendo dall’Agenda europea sull’immigrazione, le proposte stabiliscono varie priorità, come il salvataggio delle vite umane in mare, la possibilità di restare più vicino ai propri paesi natali per migranti e rifugiati e, nel  lungo periodo, un aiuto allo sviluppo per i paesi terzi affinché affrontino le cause dell’immigrazione irregolare.

“Per interrompere l’inaccettabile perdita di vite umane nel Mar Mediterraneo e portare ordine ai flussi migratori, abbiamo bisogno di ripensare il modo in cui l’UE e i suoi Stati membri uniscono le loro forze per lavorare insieme ai paesi terzi,”ha detto il primo vicepresidente Frans Timmermans.


A tal fine, saranno come la Giordania, il Libano, il Niger, la Nigeria, il Senegal, il Mali e l’Etiopia, tutti paesi di origine e di transito dei migranti. L’UE prevede inoltre di aumentare il suo impegno con la Tunisia e la Libia.

Timmermans ha anche detto che la Commissione procederà con i negoziati a partire da un primo gruppo di paesi terzi prioritari e che i vari compact saranno redatti ad hoc secondo le circostanze di ciascun Paese.  Il primo Vicepresidente ha anche detto che saranno mobilitate: “tutte le nostre politiche e gli strumenti a disposizione per raggiungere questi obiettivi, dando a fondo all’influenza collettiva dell’UE, in stretta collaborazione con gli Stati Membri e concentrando  le risorse anche attraverso la rapida distribuzione di 8 miliardi nei prossimi cinque anni. Lavoreremo anche su un piano ambizioso di investimenti esterni per aiutare a creare opportunità di lavoro e affrontare le cause della migrazione”.

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