risarcimento danni

Se il cane provoca danni a persone o cose il proprietario è tenuto al risarcimento ad eccezione che il danno sia causato da un fattore esterno imprevedibile e inevitabile. Tribunale di Vicenza, sezione civile  sentenza n. 240/ 2016.

IL CASO

Una signora nell’aprile 2012 passeggiava a Thiene in provincia di Vicenza col proprio cane tenuto al guinzaglio che viene aggredito da due cani di grossa taglia che erano, invece, liberi e senza guinzaglio.

La signora, nel tentativo di difendere il proprio cane, viene a sua volta aggredita dai due cani mentre il loro  padrone si limita a richiamarli senza prestare soccorso. La padrona del cane al guinzaglio, che al momento dell’evento era in compagnia di un’amica, si è recata in seguito al Pronto Soccorso dell’ospedale dove le viene diagnosticata una prognosi di sei giorni a causa del morso dei cani.

A novembre 2012 la vittima si rivolge al Tribunale di Vicenza citando in giudizio il padrone dei cani aggressivi, che non si presentava nemmeno al processo, per ottenere l’accertamento della sua responsabilità e la condanna al risarcimento del danno. Nel corso del procedimento veniva disposta una consulenza tecnica che riconosce il danno fisico  e l’esistenza di un danno psichico della vittima causato dal forte trauma subito.

Il Tribunale di Vicenza, con sentenza del 12 dicembre 2015, accoglie la domanda risarcitoria della vittima aggredita affermando che:

  • La responsabilità prevista dalla legge per il danno provocato da animali esiste per il solo nesso fra l’azione dell’animale e l’evento cui il proprietario è chiamato a rispondere.
  • La presunzione di colpa può superarsi solo dando la prova del caso fortuito, ovvero, a causa di un fattore esterno imprevedibile e inevitabile.
  • Nel caso specifico nessuna prova è stata data dal padrone dei cani aggressivi che, al contrario, è rimasto estraneo al processo.
  • Le circostanze e i danni lamentati dalla vittima sono stati confermati sia dai testimoni, sia dalla consulenza tecnica disposta dal Giudice.

Il Tribunale di Vicenza, dunque, richiamando l’orientamento costante, ha accolto la domanda di risarcimento riconoscendo sia il danno patrimoniale sia il danno non patrimoniale, condannando il padrone dei due cani, peraltro contumace, al rimborso delle spese legali sostenute dalla signora.

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