NUOVO CODICE APPALTI

Il Nuovo Codice Appalti reca importanti novità per i beni culturali: nello specifico si tratta di 3 cambiamenti significativi (articoli 145-161 del decreto legislativo 50/2016 e dall’articolo 1, lettera o) della legge delega 11/2016).

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Vediamo di seguito la guida alle principali novità.

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1) REQUISITI SPECIFICI PER LA PARTECIPAZIONE A BANDI DI GARA

Si tratta degli articoli 145 e 147: per l’esecuzione di lavori nel settore sono richieste le qualifiche di cui agli articoli 9-bis e 29 del codice dei beni culturali e del paesaggio ed è imposto al partecipante l’obbligo di non avvalersi di altri.

In sede di progetto di fattibilità è richiesta la redazione di una scheda tecnica contenente le caratteristiche del bene culturale su cui si deve intervenire. La scheda deve essere redatta appunto da restauratori qualificati e corredata da ricerche preliminari, relazioni illustrative e calcolo sommario di spesa.

Gli interventi su beni culturali mobili devono essere appaltati in base a un progetto esecutivo che contiene un piano di monitoraggio e manutenzione e il progetto definitivo deve individuare i fattori di degrado e i metodi di intervento.

La direzione dei lavori, il supporto tecnico e l’organo di collaudo devono essere integrati con la partecipazione di un restauratore qualificato cioè da professionisti individuati tra i soggetti che hanno caratteristiche richieste all’articolo 9-bis del codice dei beni culturali e del paesaggio, con esperienza almeno quinquennale.

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2) VINCOLO DI CONTENERE LE VARIANTI IN CORSO D’OPERA

Si tratta di un vincolo di contenimento delle varianti in corso d’opera nel limite del 20% in più dell’importo contrattuale (articolo 149).

Il responsabile unico del procedimento può prevedere, nei limiti della copertura economica, l’integrazione della progettazione in corso d’opera, se viene accertato che la natura e le caratteristiche del bene o il suo stato di conservazione non consentano l’esecuzione di analisi/rilievi esaustivi;

3) VALORIZZAZIONE DEI CONTRATTI DI SPONSORIZZAZIONE E AFFIDAMENTO CONGIUNTO DEI CONTRATTI

In tal caso il riferimento è all’articolo 148, in base al quale non possono essere affidati congiuntamente a altre categorie di opere scavi archeologici, lavori sui beni culturali mobili, superfici decorate di beni architettonici e materiali storicizzati di beni immobili e interventi su ville, parchi e giardini di interesse storico artistico.

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