Un referendum indetto per stabilire se abrogare o meno una norma, contenuta nella legge di Stabilità 2016, che consente l’estensione delle concessioni che regolamentano l’estrazione di  gas o petrolio da piattaforme offshore già esistenti, collocate entro le 12 miglia marine dalla costa sino all’esaurimento del giacimento.

Questo, in sintesi, quello su cui siamo chiamati a votare domenica prossima, 17 aprile, per quello che è stato comunemente definito come “il Referendum sulle trivelle”.

PER APPROFONDIRE LEGGI ANCHE “Referendum 17 aprile: su cosa andiamo a votare? SI o NO alle trivelle in mare: ecco cosa sapere”

REFERENDUM TRIVELLE: SU CHE COSA ANDIAMO A VOTARE IN CONCRETO?

Si precisa, come già fatto dalla nostra Redazione, che il referendum abrogativo non riguarda le concessioni per nuove trivellazioni, peraltro vietate entro le 12 miglia, bensì la possibilità per gli impianti già esistenti di poter continuare l’attività estrattiva in corso fino ad esaurimento del giacimento stesso.

Attualmente, in Italia, le concessioni per le trivelle attive ammontano a 31, di cui 5 non produttive nel 2015.

REFERENDUM TRIVELLE: DOVE SI VOTA?

Per votare sarà necessario recarsi al proprio seggio elettorale, per intenderci quello indicato sulla tessera elettorale personale, presso il rispettivo Comune di residenza muniti di un documento valido di identità e della suddetta tessera.

Chi non dovesse più avere la tessera avrà la possibilità di avanzarne richiesta fino al giorno precedente il referendum, quindi sabato 16 aprile, presso gli uffici del proprio Comune.

REFERENDUM TRIVELLE: QUANDO SI VOTA?

I seggi elettorali saranno aperti domenica prossima, 17 aprile, dalle 7 alle ore 23, orario in cui avrà inizio lo scrutinio delle schede.

REFERENDUM TRIVELLE: CHI PUO’ VOTARE?

Potranno votare tutti i cittadini italiani che sono maggiorenni e che possiedono la tessera elettorale.

REFERENDUM TRIVELLE: COME SI VOTA?

La scheda di voto (di cui si allega il Fac-simile) è una sola ed è di colore giallo. Ovviamente per votare il cittadino dovrà fare crocettare gli spazi relativi al “sì” oppure al “no” concernenti appunto la seguente domanda:

Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, 3° periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?

DI SEGUITO SI ALLEGA IL FAC-SIMILE DELLA SCHEDA DI VOTO:

scheda-referendum-trivelle

QUANDO VOTARE SÌ?

In pratica, se si vuole limitare le attività di estrazione e abolire la norma si dovrà apporre la croce sulla casella del sì.

QUANDO VOTARE NO?

Al contrario, se si vuole mantenere la norma e lasciare che le estrazioni possano proseguire fino ad esaurimento giacimento si dovrà crocettare il no.

QUANDO IL RISULTATO DEL REFERENDUM E’ VALIDO?

Affinché il risultato del referendum sia valido bisognerà raggiungere il quorum.

In altre parole, occorrerà che si rechi a votare il 50% più uno degli aventi diritto.

REFERENDUM TRIVELLE: COSA SUCCEDE SE VINCE IL Sì?

Se il quorum viene raggiunto e dovessero vincere i sì la conseguenza è che verrà vietato l’ulteriore sfruttamento degli impianti già esistenti una volta che saranno scadute le relative concessioni.

I diretti effetti di questa scelta dovrebbero vedersi a partire dal 2018, quando i permessi per 21 delle 31 concessioni ad oggi attive in Italia arriveranno a scadenza.

REFERENDUM TRIVELLE: COSA SUCCEDE SE VINCE IL NO?

Se, invece, a prevalere dovessero essere i no (sempre raggiungendo il quorum) la normativa non subirà alcuna modifica e le estrazioni in corso potranno continuare sino a che il giacimento non verrà esaurito.

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4 COMMENTI

  1. No alle trivelle, sì alla tutela dell’ambiente. Siamo contro le catastrofi ambientali.

  2. E’ giusto votare sì per eliminare tutti i rischi per l’ambiente e per l’inquinamento in prossimità delle coste. No alle trivelle. Sì alla tutela del mare pulito. Vogliamo un ambiente rigorosamente tutelato per noi e per le future generazioni. Non vogliamo trivelle, vogliamo la tutela della salute dei cittadini e la prevenzione dalle catastrofi ambientali.

  3. Non andrò a votare, manifestando così il mio disappunto e rammarico per un referendum che poteva essere evitato e che già molti posti di lavoro a finito per tagliare.
    Sono un ex-operatore del settore, ora in mobilità per la drastica riduzione di attività nel nostro Adriatico, causata dalle insensate ragioni di questi signori che si professano difensori e rispettosi dell’ ambiente.

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