In materia di condominio e di impianti di riscaldamento condominiale centralizzato, nell’affrontare le tematiche della contabilizzazione individuale del calore l’attenzione viene solitamente posta su aspetti quali l’entità degli investimenti richiesti, i benefici che ne possono derivare, l’importanza della progettazione, i vantaggi legati ai dispositivi tecnologicamente allo stato dell’arte, e via dicendo.

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Raramente, o meglio quasi mai, il focus si sposta sul fatto che l’adeguamento al decreto 102/2014 costituisce il più veloce e radicale cambiamento nella storia del riscaldamento degli edifici.

L’affermazione può sembrare azzardata se la memoria corre ai vari e profondi mutamenti avvenuti in passato: basti pensare a ciò che ha comportato nel secolo scorso la sostituzione delle stufe a carbone con l’impianto di riscaldamento basato su una caldaia centralizzata.

In realtà, oggi, siamo di fronte a cambiamenti di tipo sostanzialmente differente.

COSA CAMBIA PER IL SINGOLO CITTADINO?

L’aspetto più importante riguarda l’approccio totalmente innovativo che viene ora richiesto a ciascun cittadino nell’utilizzo del riscaldamento dei locali. Entro il 2016, decine di milioni di italiani dovranno cambiare radicalmente usi e abitudini riguardanti il comfort termico degli ambienti.

È questa l’innovazione sostanziale.

QUALI EFFETTI PER GLI UTENTI?

Gli effetti più importanti della contabilizzazione individuale del calore sono quelli di fornire a ciascun utente gli strumenti sia per regolare al decimo di grado la temperatura di ogni locale, sia per sapere quanta energia sta consumando perché pagherà proprio in base ad essa, non più con logiche quali i millesimi.

Ciò rende inoltre facilmente applicabile il D.P.R. 16 aprile 2013 n. 74, che fissa i valori massimi di climatizzazione invernale degli ambienti.

Tutto questo obbliga quindi ciascuna persona a livelli di responsabilità e di consapevolezza che in passato erano impensabili.


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