BORGO PANIGALE – Ottimismo e positività fanno parte del carattere di Andrea Iannone: non stupisce, quindi, vederlo sereno, nonostante test apparentemente difficili.

Iannone

«Le sensazioni sono sempre molto positive, le aspettative molto alte: dopo un anno come quello del 2015, credo che tutti abbiano nei nostri confronti aspettative importanti. Il percorso che ho fatto io dal 2013 a oggi è quello di un progresso costante e dobbiamo farlo anche nel 2016: l’obiettivo è migliorarsi sempre. L’anno scorso ho dimostrato di crescere gara dopo gara, di andare in progressione durante tutto l’anno, con un ulteriore passo in avanti negli ultimi GP, quando abbiamo disputato delle gare incredibili. Per questo sono molto tranquillo e soddisfatto, anche se non è mai facile mantenere determinate aspettative: più vai verso l’alto e più le cose diventano difficili, ma bisogna provarci e crederci».

Durante la presentazione, Dall’Igna ha parlato di un 2015 con alti e bassi e ha indicato come obiettivo per il 2016 la costanza di rendimento: cosa ci vuole tecnicamente per riuscirci?

«Gli alti e bassi del 2015 hanno una spiegazione precisa, quella di essere arrivati in Qatar con una moto completamente nuova, sulla quale avevamo poca esperienza e molti aspetti li abbiamo scoperti solo affrontando le gare e non durante i test. A volte ci abbiamo preso subito, altre capivi solo dopo la gara quale era la direzione da seguire: ma, nel complesso, direi che abbiamo gestito abbastanza bene la situazione. Da parte mia, credo di aver dimostrato grande impegno, anche quando le cose non andavano al meglio».

Due persone dell’ambiente – il Team Principal HRC Livio Suppo, e Jorge Lorenzo, tanto per non fare nomi – hanno detto che alla Ducati mancano i piloti: cosa ne pensi?

«La Ducati ha due piloti come tutti i team: noi ci siamo! Mi sento di essere un pilota veloce, con tutto il rispetto per gli altri non mi sono mai sentito inferiore a nessuno. Ho sempre cercato di imparare, perché, come si sa, non si finisce mai di apprendere dagli altri: ho sempre avuto l’umiltà giusta quando è il momento di imparare da qualcuno. Ci sono riuscito soprattutto da quando sono in Ducati: da Dovi ho imparato la costanza, la maturità, la gestione di un campionato. In passato ho vinto, ho dimostrato di saperlo fare: dobbiamo riuscirci di nuovo, con più costanza, miscelare quello che ho imparato nel 2015 alle mie qualità che già avevo per arrivare alla combinazione perfetta. Quello che mi manca veramente rispetto ai piloti davanti a me è solo un campionato del mondo: potrei spiegare sia a Lorenzo sia a Suppo i motivi, ma entrambi sono intelligenti e sanno benissimo valutare le situazioni».

Tutti i piloti in scadenza di contratto: un pilota va in pista sereno o ha in mente il rinnovo per il 2017?

«Sono molto tranquillo sotto questo punto di vista».

di Giovanni Zamagni corrispondente per MotoGP


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