Il disegno di legge sul contrasto alla povertà e sul riordino delle prestazioni assistenziali, che ha appena ottenuto il via libera del Consiglio dei Ministri ed è ora in Commissione Lavoro, mentre da un lato predispone alcuni aiuti ulteriori nei confronti delle famiglie, dall’altro, apporta una sforbiciata significativa a diverse prestazioni.

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ALLARME PENSIONI DI REVERSIBILITA’: DI COSA SI TRATTA?

Mediante la razionalizzazione degli interventi assistenziali, infatti, viene stabilito che tutte le prestazioni (quindi assegno sociale, maggiorazione, quattordicesima, e così via) vengano legate all’indice ISEE, inclusa la pensione ai superstiti, di reversibilità e indiretta, la quale verrà qualificata come una prestazione di assistenza, e non di previdenza.

A dare l’allarme è stato lo Spi-Cgil, precisando come la considerazione delle pensioni di reversibilità quali prestazioni assistenziali, ancorandole quindi all’ISEE, corra il forte rischio, in futuro, di limitarne pesantemente il numero, acconsentendone l’erogazione soltanto a soggetti con un reddito molto basso.

PENSIONE DI REVERSIBILITA’: COME FUNZIONA OGGI?

Ad oggi, la pensione di reversibilità rivela certamente dei limiti, causati, in particolar modo, dal numero dei familiari e dal rispettivo ammontare. Quest’ultimo, infatti, è pari a:

– 60% della pensione del familiare deceduto nel caso vada soltanto al coniuge;

– 80% nel caso in cui vi sia anche un figlio;

– 100% qualora vi siano due o più figli.

In aggiunta a ciò, la pensione è ridotta di:

– 25% nel caso in cui il reddito superi 1.500 euro mensili (dunque tre volte la pensione minima);

– 40% se supera i 2mila euro (quindi 4 volte la pensione minima);

– 50% nel caso ecceda i 2.500 euro.

PENSIONE DI REVERSIBILITA’: COSA CAMBIERA’ CON IL NUOVO DDL?

Grazie al ddl approvato dal Consiglio dei ministri alla fine di gennaio scorso, tuttavia, tutto si rivoluziona. Quello che si prevede, infatti, è una “razionalizzazione delle prestazioni di natura assistenziale, nonché di altre prestazioni anche di natura previdenziale, sottoposte alla prova dei mezzi”.

Se ne deduce, quindi, che a giustificare l’erogazione delle pensioni di reversibilità non saranno più i contributi versati durante tutta la vita lavorativa da parte del lavoratore, il quale avrebbe avuto diritto all’assegno se non fosse morto in maniera prematura, bensì lo stato di bisogno dei rispettivi familiari.

PENSIONE DI REVERSIBILITA’: QUALI SONO LE CRITICHE?

Fonti di Palazzo Chigi, hanno fatto sapere ieri che le nuove norme verranno ad applicarsi esclusivamente alle pensioni future, non coinvolgendo quelle già in essere. La precisazione, tuttavia, non ha attenuato la pioggia di critiche che si è abbattuta sul nuovo provvedimento, arrivate tanto dall’opposizione quanto da alcune componenti della stessa maggioranza.

“Se ci saranno interventi di razionalizzazione saranno solo per evitare sprechi e duplicazioni”, hanno cercato di rassicurare da Palazzo Chigi. Per il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, “la polemica sulle pensioni di reversibilità è totalmente infondata”. E’ parere del ministro, infatti, che la delega del Governo lasci “esplicitamente intatti tutti i trattamenti in essere. Per il futuro non è allo studio nessun intervento sulle pensioni di reversibilità; tutto quello che la delega si propone è il superamento di sovrapposizioni e situazioni anomale”.

Guida pratica alla pensione dell’avvocato

Guida pratica alla pensione dell’avvocato

Salvatore Esposito - Rocchina Staiano, 2015, Maggioli Editore

Il testo, aggiornato con il Regolamento attuativo pubblicato in G.U. nell’agosto 2014, espone le argomentazioni riguardanti i contributi da versare alla Cassa Forense e soprattutto gli aspetti previdenziali per l’avvocato. Si illustrano, con taglio operativo, le questioni più...




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1 COOMENTO

  1. TAGLIO PENSIONI DI REVERSIBILITA’: ECCO COSA SUCCEDE NEGLI STUDI MEDICI E NEGLI OSPEDALI.
    Marco: Lino… anche tu qui al Centro Unico Prenotazioni esami dell’ospedale? Come mai?
    Lino: mia moglie, a mia insaputa, s’è recata dal nostro medico di famiglia – che tra l’altro è anche il tuo – per farmi prescrivere tutta una serie di esami.
    Marco: che disturbi hai?
    Lino: veramente mi sento bene.
    Marco: e allora?
    Lino: tu, caro Marco, lo sai che mia moglie è stata da sempre casalinga. Non voglio affatto dire che non abbia lavorato! Anzi, forse ha lavorato più lei che alcune sue amiche che andavano in fabbrica.
    Marco: come la mia. E non poteva essere diversamente per entrambe. Tre figli avete messo al mondo voi e tre figli abbiamo messo al mondo noi. E’ ovvio che hanno dedicato tutte le loro energie alla famiglia. Ma ancora non ho capito cosa c’entri tutto questo con le visite che ti ha prescritto il medico.
    Lino: c’entra, eccome! Ascolta e capirai. Mia moglie, non avendo, come ti dicevo, mai lavorato non gode di alcuna pensione. Però, con la mia pensione e qualche risparmio che negli anni abbiamo messo da parte, non posso lamentarmi e viviamo dignitosamente.
    Marco: caro Lino, siamo amici da una vita e certe cose ce le possiamo dire. Anche la mia situazione familiare è identica alla tua. Però ancora non riesco a capire il perché di queste visite mediche.
    Lino: le dichiarazioni di autorevoli esponenti del Partito Democratico e di esponenti del Governo Renzi sull’intenzione di eliminare le “pensioni di reversibilità” l’hanno seriamente preoccupata.
    Marco: se è per questo altrettanto preoccupata è mia moglie. L’altra sera anche mio cognato Rodolfo, che come tu sai lavora al C. A. F., ci spiegava che la proposta governativa , se approvata, renderà di fatto molto difficile per una vedova usufruire della pensione di reversibilità: sarà infatti legata al reddito familiare e all’indicatore I. S. E. E. che tiene conto anche della proprietà della casa dove si abita. Con il disegno di legge del Governo, così com’è attualmente formulato, sarebbero penalizzate le nostre mogli dal momento che entrambi siamo proprietari della casa dove abitiamo. Scusa se ti ho interrotto.
    Lino: non ti preoccupare, tanto il display ci avverte che davanti a noi ce ne sono quaranta. Ti stavo dicendo che mia moglie proseguendo il suo discorso con tono pacato ma deciso mi ha detto: “caro Lino, immaginiamo per un attimo che tu da un momento all’altro dovessi venire a mancare; ebbene, se Renzi realizza il suo progetto io non saprei di cosa vivere. E tutto ciò dopo 49 anni di dedizione assoluta alla famiglia, alla crescita dei nostri tre figli. Tu in 40 anni di lavoro sei stato assente dal posto di lavoro per malattia o per motivi di famiglia non più di 40-50 giorni. E questo sicuramente anche per merito mio che mi son dedicata alla famiglia 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno, compreso il trecentosessanteseiesimo degli anni bisestili. Stai sicuro che se io fossi andata a lavorare le cose per te sarebbero andate diversamente, nel senso che, per motivi di famiglia avresti dovuto fare molte più assenze .Vedi, mio caro Lino, io che oggi vivo con la tua pensione dopo la tua morte come farei a pagare la T.A.R.I. la luce, l’acqua, l’ascensore la televisione, il condominio per non parlare delle spese mediche…etc. etc.. In altri termini a vivere. Marito mio è meglio che ti curi per bene così da essere tu a campare più a lungo di me”.
    E così mi ha consegnato queste tre ricette mediche dove sono prescritti altrettanti esami clinici. Ed è per questo, mio caro Marco, che mi trovo qui.
    Marco: ho l’impressione che quelle due vecchie volpi (scusami, volevo dire amiche) delle nostre mogli si siano messe d’accordo.
    gcastronovo.blogspot.it

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