Il Consiglio dei Ministri, riunitosi mercoledì scorso, 10 febbraio 2016, su proposta del Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha dato il proprio via libera ad un disegno di legge delega al Governo volto a prevedere la riforma organica delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza.

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La procedura fallimentare, l’esdebitazione e l’insolvenza

La procedura fallimentare, l’esdebitazione e l’insolvenza

Domenico Posca - Junio D’Amico - Davide Grasselli, 2015, Maggioli Editore

Il volume, con FORMULARIO, è aggiornato al D.L. 132/2014 convertito con modifiche in L. 162/2014 che, con l’art. 20, ha introdotto nuove norme per il monitoraggio delle PROCEDURE CONCORSUALI e per il deposito degli ATTI CON MODALITÀ TELEMATICHE. Si illustra anche il decreto...



CRISI DI IMPRESA E INSOLVENZA: COSA CAMBIA CON LA RIFORMA DEL DIRITTO FALLIMENTARE?

Nello specifico, come specificato dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Claudio De Vincenti, il disegno di legge di recente approvazione si inserisce nella direziona tracciata dal processo di riforma inaugurato con il D.L. n. 83 del 2015 (conv. dalla L. n. 132 del 6 agosto 2015), adottato per supportare, in via d’urgenza, l’attività delle imprese in crisi, allo stesso tempo, incentivandone l’accesso al credito.

Tramite il disegno di legge delega, la prospettiva riformatrice sembra quindi subire un’evoluzione: ci si lascia alle spalle, infatti, l’opzione di un intervento urgente pa favore invece dell’implementazione di un disegno di riforma maggiormente organico del diritto dell’insolvenza.

In aggiunta a ciò, nel disegno di legge di riforma del diritto fallimentare si prevede:

1) l’eliminazione dell’espressione “fallimento”, privilegiando i concetti di gestione della crisi ed insolvenza;

2) la semplificazione delle regole processuali mediante la riduzione delle incertezze interpretative, oltre che di applicazione, al fine di snellire e rendere più veloci le stesse procedure concorsuali;

3) l’inserimento di norme specifiche per revisionare le amministrazioni straordinarie, innalzando le soglie per accedere alla procedura e, parallelamente, stabilendo che la scelta dei commissari vada fatta da un apposito albo per favorire, in questo modo, la continuità produttiva ed occupazionale delle imprese tutelando i creditori.

COME AFFRONTARE LA CRISI AZIENDALE?

La premessa alla base del provvedimento è che un’azienda in crisi corre il pericolo di trascinare con sé anche altre imprese, tra cui fornitori di beni e servizi o gli stessi intermediari finanziari, andando avanti a contrarre obbligazioni che la stessa, poi, non sarà in grado di soddisfare.

Riuscire a far fronte in maniera tempestiva ai casi di crisi aziendale è estremamente utile, non soltanto perché permette di limitare le perdite del tessuto economico per quanto attiene alla dimensione più strettamente imprenditoriale, ma anche perché consente di farlo dal punto di vista della dimensione finanziaria.

Inoltre, permette di risanare l’azienda in crisi, anche con benefici di natura occupazione, e più in generale, salvaguardandone il tessuto economico confinante.

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