Quindici milioni di euro: è il risparmio annuale sui prezzi del carburante grazie all’installazione dei cartelli elettronici in autostrada. Quelli che anticipano i prezzi di benzina e Diesel delle quattro stazioni di servizio successive. A testimoniarlo, una ricerca condotta da Federico Rossi (Università Bocconi) e Pradeep Chintagunta (Booth School of Business) — Price Transparency and Retail Prices-Evidence from Fuel Price Signs in the Italian Motorway — sui 52 cartelloni sparsi per la rete gestita dal gruppo Autostrade su tutto il territorio nazionale (57% del network autostradale complessivo, 5.000 km circa, 5 milioni di mezzi in transito al giorno).

Un centesimo al litro: non è poco

Lo studio dimostra che, in presenza dei cartelli che li rendono «trasparenti», i prezzi medi del carburante diminuiscono di un centesimo di euro al litro, che significa un risparmio di 15 milioni di euro l’anno per gli utenti delle autostrade. L’effetto può sembrare irrisorio, spiegano gli autori, ma rappresenta comunque il 20% circa dei margini delle stazioni di servizio. «Nonostante la riduzione dei prezzi — aggiungono — l’introduzione dei cartelli sembra avere un impatto limitato sulla dispersione dei prezzi, suggerendo che l’incertezza persiste anche dopo l’implementazione della politica». In sostanza i prezzi sono più bassi, ma le differenze tra stazioni di servizio rimangono notevoli.

 

Nessuna distrazione dalla guida

Un’analisi del comportamento dei consumatori, condotta osservando i dati delle transazioni del programma a premi di una grande catena petrolifera, mostra che, nel periodo immediatamente successivo alla loro introduzione, meno del 10% dei consumatori sfrutta i cartelli elettronici in modo efficace. L’elasticità al prezzo degli automobilisti in autostrada aumenta del 50%, ma rimane comunque circa la metà dell’elasticità registrata al di fuori della rete autostradale. E se quando è passata la legge che imponeva la presenza dei cartelloni si era accesa la polemica sul fatto che potessero distrarre gli autisti, oggi i ricercatori sono convinti che la policy sia in realtà molto efficace: «I costi di manutenzione sono molto bassi — conclude Rossi — e i cartelli favoriscono risparmio e, soprattutto, trasparenza». La nuova politica evidenzia anche un buon ritorno economico (l’implementazione è costata circa 2 milioni) e sia la sua estensione, sia l’adozione di politiche analoghe in altri settori potrebbero essere efficaci nell’aumentare la concorrenza e ridurre i prezzi. da: http://motori.corriere.it

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