DS3 è stata, per certi versi, la vettura simbolo della rinascita del marchio di prestigio francese. Ora che le due lettere sono di fatto divenute un brand a sé stante, era giusto recidere anche gli ultimi legami con Citroen.

La DS3 perde il classico double chevron, e si presenta con un frontale ridisegnato, più filante, meno mascolino nelle linee, che strizza decisamente l’occhio al gentil sesso. Non si riscontrano grossi cambiamenti con il passato per quanto riguarda i gruppi ottici, quasi immutati rispetto all’ultimo restyling della vettura.

Novità interessante per gli interni, che traggono diretta ispirazione dalla sorella maggiore DS4. Il touchscreen da 7” posto al centro della plancia regala una maggior pulizia al quadro comandi, ora sgombro di una ventina di tasti fisici. L’infotainment, denominato MirrorScreen, raggruppa Apple CarPlay e MirrorLink. Interessante l’aggiunta dell’Active City Brake, un sistema che attiva la frenata d’emergenza sino ad una velocità massima di 30 km/h.

Salgono a 78 le combinazioni cromatiche disponibili, con la possibilità di aggiungere una decina di adesivi applicabili al tetto. E proprio il tetto è per certi versi una novità per DS3, dal momento che sarà disponibile anche la variante en-plain-air.

Le motorizzazioni, otto in totale, sono divise tra le cinque a benzina – due THP a quattro cilindri e tre PureTech a tre cilindri – e le tre BlueHDI. Oltre ai classici cambi manuale e robotizzato, fa il suo ingresso l’automatico a convertitore di coppia.

Interessante debutto della DS3 Peformance. Dotata di autobloccante Torsen, questa variante è ribassata di 15 mm rispetto alle sorelle più tradizionali. I dischi dei freni sono maggiorati, mentre il propulsore THP da 1.6 litri è capace di 208 cavalli e 300 Nm di coppia. La Performance si riconosce per via dei cerchi diamantati neri, doppio scarico, pinze dei freni anch’esse nere e per i sedili in pelle e Alcantara.

da: automoto.it

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