Secondo una recente giurisprudenza emessa dal TAR Veneto in data 11/11/2015 sentenza n. 1194/2015, per il giudice amministrativo è sufficiente vedersi recapitare 3 contravvenzioni da cinque punti ciascuna nell’arco di un anno, per far sì che il conducente sia obbligato alla revisione della patente e al conseguente esame di idoneità tecnica.

Nel caso di specie un conducente era stato multato diverse volte dalla polizia stradale, nell’arco dello stesso anno, per aver omesso di indossare la cintura di sicurezza, aver guidato a una velocità pericolosa e aver effettuato manovre pericolose in autostrada. Una negligente recidiva che all’automobilista è costato l’obbligo di revisione della patente nonostante il ricorso al giudice.

È opportuna una riflessione su quanto dettato dalla circolare del Ministero dell’Interno, la 300/A/341/14/109/55 del 15 gennaio 2014, che prende in esame l’accertamento contemporaneo di più violazioni e decurtazione dei punti dalla patente di guida.

La medesima circolare si esprime in ordine all’interpretazione di cui all’art. 126 bis comma 1bis, che prevede: “Qualora vengano accertate contemporaneamente più violazioni delle norme di cui al comma 1 possono essere decurtati un massimo di quindici punti. Le disposizioni del presente comma non si applicano nei casi in cui è prevista la sospensione o la revoca della patente”, a seguito di una esplicita richiesta atta alla conoscenza del predetto limite il quale può essere superato anche in caso di violazioni che prevedono la sospensione della patente solo in caso di recidività, a prescindere dal verificarsi dei presupposti che consentono l’applicazione della sanzione amministrativa accessoria.

Nella parte finale della medesima circolare, si leggeva che se trattasi di casi di sospensione immediata della patente e non già di quelle ipotesi in cui la misura consegue alla seconda violazione, il cumolo materiale dei punti può essere disposto solo qualora sia noto all’operatore di polizia che ha accertato la violazione che esistono i presupposti che giustificano l’applicazione della sanzione amministrativa accessoria, cioè che sia stata commessa, nel biennio precedente, analoga violazione, già definita. Il limite di 15 punti, infatti, può essere superato solo in occasione della seconda violazione della quale consegue la sospensione immediata della patente di guida.

Ritornando alla Sentenza già riportata, in essa si legge che il conducente è stato sanzionato perché nell’arco di un periodo ci circa 4 mesi, lo stesso ha commesso tre violazioni diverse, tutte con decurtazione dei punti per un totale di 22.

Per questa fattispecie il Giudice amministrativo ha rigettato il ricorso.


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