Buone notizie per chi si avvicina alla pensione e vuole uscire prima dal mondo del lavoro. Le ultime revisioni alla legge di Stabilità 2016, infatti, hanno previsto la possibilità di un pensionamento anticipato di oltre 2 anni, per i dipendenti delle aziende che hanno contratti di solidarietà espansiva.

CONSULTA IL TESTO DELLA LEGGE DI STABILITA’ 2016

La misura, peraltro già prevista dal Decreto di riordino degli ammortizzatori sociali, consente, come detto, un anticipo della pensione di 2 anni rispetto ai requisiti ordinari stabiliti dalla Legge Fornero (Decreto Salva-Italia).


Con le modifiche al ddl di Stabilità, ora, l’agevolazione ha subito un’estensione con la previsione di  un anticipo del trattamento superiore ai 24 mesi.

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CHI PUO’ BENEFICIARE DEL PENSIONAMENTO ANTICIPATO?

Quei lavoratori che possiedono un minimo di 20 anni di contribuzione (ad eccezione di determinati casi in cui ne bastano 15), per i quali l’accesso alla pensione debba avvenire entro 2 anni, hanno diritto a chiedere la pensione anticipata per contratto di solidarietà.

In vista, però, dei recenti ritocchi alla manovra finanziaria il prepensionamento potrà essere richiesto anche da parte di chi matura i requisiti per l’accesso alla pensione dopo 2 anni.

Potranno, invece, pensionarsi con 15 anni di contributi le seguenti categorie di lavoratori:

1) i possessori di almeno 15 anni di contributi versati prima del 31 dicembre 1992 (in base alla Deroga Amato);

2) i possessori dell’autorizzazione al versamento dei contributi volontari precedentemente al 31 dicembre 1992 (sempre in base alla Deroga Amato);

3) i possessori di almeno 25 anni di anzianità contributiva, 15 anni di contribuzione effettiva da lavoro dipendente e 10 anni non interamente lavorati (sempre in base alla Deroga Amato);

4) coloro i quali scelgono il ricalcolo contributivo dell’assegno (in base alla Legge Dini);

5) coloro i quali usufruiscono del cumulo nella Gestione Separata (sempre in base alla Legge Dini).

COME FUNZIONA IL PREPENSIONAMENTO SOLIDARIETA’?

I dipendenti, per poter godere dell’uscita anticipata dal lavoro, devono risultare i destinatari di un contratto di solidarietà espansiva presumente una riduzione oraria pari ad almeno la metà dell’orario lavorativo, in sostanza il contratto deve prevedere un part-time al 50% o in percentuale più bassa.

Invece dell’integrazione salariale, l’INPS erogherà la pensione direttamente al dipendente interessato che avrà modo di cumulare la pensione e lo stipendio diminuito, potendo così uscire dal lavoro in maniera graduale.

COME FUNZIONA IL CONTRATO DI SOLIDARIETA’ ESPANSIVA?

Si tratta di un accordo collettivo che implica  la riduzione dell’orario di lavoro dei dipendenti allo scopo di incoraggiare nuove assunzioni aziendali. Per ogni nuovo assunto, infatti, l’Istituto di previdenza accorda all’azienda, per il primo anno di lavoro, un contributo del 15% della retribuzione lorda, mentre per il secondo del 10% e, infine, per il terzo un contributo del 5%.

L’azienda, in alternativa a questa agevolazione, nei confronti dei soggetti assunti con contratto a tempo indeterminato che hanno tra i 15 e i 29 anni, può versare gli stessi contributi ridotti che sono previsti per gli apprendisti, per un periodo massimo di 3 anni, e non oltre il compimento del 30esimo anno di età del lavoratore.


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