Percorrendo una strada extraurbana è possibile incappare in controlli automatici ai semafori? La risposta è negativa.

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Il Ministero delle Infrastrutture, il 18 novembre scorso, con apposito decreto dirigenziale ha deciso di estendere l’omologazione di un rilevatore di velocità e di passaggio con il rosso prodotto dalla Velocar, precisando come fuori città la funzione di controllo automatico ai semafori sia attivabile limitatamente ai tratti dove viene autorizzato, nonostante il vincolo imposto dal Codice della strada sulle strade extraurbane sia sempre rimasto inapplicato.


Con l’ampliamento dei controlli automatici introdotto con la riforma del Codice (legge 120/2010), sono state aggiunte all’articolo 201 (comma 1-bis) una serie di altre infrazioni a quelle che già rilevabili tramite apparecchi fissi non presidiati da agenti. Nel comma 1-quater, tuttavia, è stato specificato che queste stesse strumentazioni, onde scongiurare una diffusione incontrollata dei rilevatori automatici, al di fuori dei centri abitati “possono essere installati ed utilizzati solo sui tratti di strada individuati dai prefetti, secondo le direttive fornite dal Ministero dell’Interno”, dietro parere ulteriore del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Nonostante la precisazione, tali restrizioni non sono mai state effettivamente applicate e nessuna direttiva ministeriale è mai uscita. La ragione si nasconde nell’elenco delle infrazioni immesse dalla legge 120/2010, essendo infatti state inserite anche violazioni che sarebbe irrealizzabile controllare utilizzando strumenti automatici, come il numero dei passeggeri presenti su moto e scooter o la velocità non commisurata alle condizioni della strada, indipendentemente dai limiti di velocità.

La conseguenza dell’inattuabilità del rilevamento automatico di determinate tipologie di violazioni è che il Ministero delle Infrastrutture non è mai riuscito ad omologare un valido apparecchio, mentre quello dell’Interno non ha mai emanato la direttiva per i prefetti.

A dispetto della mancata applicazione del vincolo, si ricorda comunque che il comma 1-quater resta attualmente in vigore, ne deriva quindi la mancata possibilità di installare o attivare un qualsiasi rilevatore automatico su una strada extraurbana, neppure per quelle tipologie di infrazioni ritenute rilevabili e per quelle per le quali sono previsti già apparecchi omologati.

Il fatto che la restrizione ai tratti stabiliti dai prefetti sia stata inserita soltanto nel 2010 pare non avere alcuna importanza dal momento che anche gli impianti già esistenti dovrebbero venire disattivati o, al massimo, utilizzati soltanto quando sono presenti agenti.

Nonostante gli impianti automatici fuori dai centri abitati siano numericamente esigui, il decreto del Ministero delle Infrastrutture ora apre ulteriori fronti di contenzioso, dal momento che la gestione stradale italiana è talmente complessa da risultare, non di rado, molto difficile riuscire a classificare un tratto come urbano o meno.


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