L’Europa e l’assicurazione obbligatoria: quante frodi e quanti furbi  primi in assoluto i greci, seguiti da Italia e una sorprendente Norvegia (ma i veri campioni siamo noi e i cugini dell’Egeo)  Come si combattono le frodi all’estero. In Belgio, vorrebbero il contrassegno che noi abbiamo abolito
di Lorenzo Borselli
asaps

Quanti sono i veicoli che circolano, in Europa, senza assicurazione? Tanti, ma il record sembra assolutamente nostrano, sia in termini proporzionali che numerici: infatti, a fronte di un parco veicolare di circa 45milioni di veicoli (il più alto dopo quello della Germania, che conta quasi 54milioni di immatricolazioni), ben 4 milioni e 50mila di essi circolano senza polizza (fonte ANIA), pari al 9%. Un disastro vero e proprio e non possiamo certo consolarci se i primi classificati di questa poco onorevole hit-parade non siamo noi. In Grecia, infatti, hanno raggiunto il 14%: secondo i dati dell’EAA, istituto ellenico delle assicurazioni, i veicoli circolanti senza assicurazione sono 840mila, con un parco nazionale di 6milioni.

Al terzo posto, ma molto distaccati dal Belpaese, ci sono – inaspettatamente – i Norvegesi, sulle cui strade circolerebbero – secondo le valutazioni di Finans Norge – 128.700 targhe non assicurate, con un rapporto relativamente al numero di mezzi immatricolati (in tutto 3milioni e 90mila) pari al 3.3%. Da qui in poi, le percentuali assumono valori più normali, visto che dal terzo posto della Norvegia al quarto del Regno Unito, dove la percentuale di non assicurati secondo la DVLA (Driver and Vehicle Licensing Agency) è del 2,8%,  la differenza è minima: qui parliamo di 996.800 su 35 milioni e 600mila.

Nel Regno Unito le sanzioni per chi sgarra sono molto simili a quelle italiane: 300 sterline e 6 punti dalla patente (che ha un totale di 12 crediti), ma se il caso finisce davanti al tribunale – magari a seguito di incidente stradale o di altro crimine stradale – la sanzione perde il suo limite massimo e diviene, a discrezione del giudice, un’ammenda quantificata rispetto all’infrazione o al reato commesso, così come la disqualification from driving, decisa anch’essa dal togato e che potrebbe arrivare anche alla perdita definitiva del diritto alla guida. Ciò che differenzia la politica inglese da quella italiana, è senz’altro l’efficacia dei controlli: infatti, se nel 2005 i veicoli senza RC erano 2 milioni, nel 2013 sono scesi a 1 milione e 200mila, divenuti poi meno di 1 milione nel corso di quest’anno. I controlli elettronici e l’interazione con le pattuglie su strada, danno al veicolo non assicurato poche chances di farla franca.


Il quinto posto è condiviso a pari merito tra Francia, Belgio e Repubblica Ceca, dove il tasso di trasgressione è pari al 2%. I dati del Belgio sono stati diffusi da Assuralia e parlano di 120mila targhe non assicurate sulle 6milioni circolanti: secondo la compagnia P&V, gli incidenti provocati dai sans-assurances sono ogni anno circa 8mila, cifra aumentata dello 0,9% tra il 2014 e il 2013, con un costo per il fondo vittime (Fonds Commun de Garantie Automobile) di 22 milioni e mezzo di euro. Paradosso: mentre in Italia la smaterializzazione ha fatto sparire il contrassegno assicurativo dai nostri parabrezza, in Belgio pensano di istituirla, con il preciso scopo di aiutare la polizia nel contrastare le frodi.

In Repubblica Ceca i veicoli senza assicurazione sarebbero, secondo il CKP (Czech Insurens Bureau), poco più di 157mila, pari come già detto al 2% del parco circolante, che qui arriva a 7milioni e 851mila veicoli, mentre in Francia, l’ultimo paese a condividere la quinta posizione con i partner europei di cui abbiamo appena parlato, i veicoli senza copertura sono 760mila (con un parco di 38milioni), anche se il dato non è considerato estremamente preciso. Il FGAO (Fonds de Garantie des Assurances Obligatoires de Dommages) parla di cifra oscillante tra i 370 e i 740mila, mentre altri studi pubblicati da Le Figaro sono più pessimisti. Il dato è in aumento del 31% dal 2008 e qui è stato attentamente studiato: si è scoperto, ad esempio, che gli incidenti mortali causati da conducenti privi di assicurazione è sceso da 192 casi del 2013 a 176 nel 2014, ma aumenta il loro coinvolgimento negli eventi con feriti e in quelli con soli danni a cose (10% nel 2014, 9,6% nel 2013). Oppure, si è scoperto che i non assicurati sono spesso conducenti con altri comportamenti a rischio, come guida in stato di ebbrezza, sotto l’effetto di stupefacenti e comunque trasgressiva del codice.

In Polonia, che troviamo al sesto posto virtuale, il tasso di infrazione alla norma sulll’assicurazione obbligatoria è stato calcolato da parte del PIU (Polish Insurance Association, letteralmente ) è dell’1%. Facile e intuitivo il calcolo, visto che il parco auto nazionale polacco è di 21milioni e 300mila mezzi registrati: i mezzi senza RC sono 213mila.
Seguono Finlandia, in cui secondo il Finnish Motor Insurance Center si registra un tasso di trasgressione dello 0,8% (50.200 veicoli su 6milioni e 51mila), Portogallo, in cui i dati dell’APS (Associação Portuguesa De Seguradores) attribuiscono all’illecito assicurativo in materia di circolazione stradale un coinvolgimento di 51.800 veicoli, lo 0,7% dell’intero numero di immatricolazioni, pari a 7milioni di targhe. Al penultimo posto c’è, secondo il dato dell’UNESPA, la Spagna, forte di un tasso di trasgressione che non va oltre lo 0,35%: qui i veicoli senza RC sono poco meno di 116mila, mentre il numero di targhe rilasciate e circolanti supera di poco i 34 milioni. Infine la Germania, dove la German Insurance Association (GDV) ci dice che i patentati che potrebbero circolare senza assicurazione – e il condizionale è davvero d’obbligo, nonostante la figuraccia rimediata con il caso Volkswagen – sarebbero poco meno di 21.500, lo 0,04% di 53 milioni di targhe immatricolate.

Mentre le forze di polizia attendono ancora la tecnologia per combattere l’evasione assicurativa – ricordiamo che le pattuglie della Polstrada dotate dell’innovativo sistema Sirio sono ancora pochissime, a fronte di forniture più generose a Volanti e Reparti Prevenzione Crimine – nei media è passata la news che per i trasgressori si attendono “tempi duri”.
Beh… Noi vorremmo crederci, ma le informazioni che abbiamo sono altre… (ASAPS)


Una interessante panoramica sulle frodi assicurative in Europa. (ASAPS)


CONDIVIDI
Articolo precedenteCodice della Strada: controlli automatici vietati fuori dalle città
Articolo successivoLocazione senza conducente

SCRIVI UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here