Obiettivo creare una gamma completa di vetture con motorizzazioni alternative e in arrivo la nuova Q7 e-tron ibrida plug-in per misurarsi ai vertici della categoria – Il modello

di MASSIMO TIBERI per repubblica.it

Audi

L’impegno era già forte prima dell’alluvione “dieselgate”, con una evidente accelerazione da un paio d’anni a questa parte, ma ora lo slancio del gruppo Volkswagen nel campo delle motorizzazioni alternative assume un valore, e un ruolo per il futuro del colosso tedesco, decisamente di rilievo, anche al di la dei numeri produttivi che certo non potranno essere eclatanti nel breve e medio periodo.


La strategia, definita un po’ in ritardo rispetto a rivali pionieri come la Toyota, ha però via via prospettato la creazione di una sorta di vera e propria gamma, parallela ai modelli normali, a 360 gradi (bi-fuel, ibride, elettriche pure, fino alle fuel cell)  con il coinvolgimento dei vari marchi. E naturalmente, Audi, per la sua vocazione premium e le grandi ambizioni sul fronte tecnologico, non poteva non essere in primo piano nella partita. L’offerta “eco” della casa degli Anelli è dunque in espansione e già numerosi tasselli del mosaico sono a posto.

IL MODELLO NEL DETTAGLIO

Si spazia così dalle compatte A3 g-tron (benzina-metano, apprezzate in Italia dove dal lancio ne sono state vendute oltre 3.000) e A3 e-tron (ibrida benzina-elettrica plug-in),  alla A6 e-tron passo lungo destinata soprattutto al mercato cinese e, guardando oltre, ai prototipi A7 h-tron a idrogeno e alla bella concept e-tron quattro, una crossover sportiva a trazione integrale mossa da tre motori elettrici (435 Cv e 500 km di autonomia dichiarati) che prefigura, anche nello stile, le tendenze Audi per il domani.

Intanto, ai piani alti della gamma, arriva la nuova Q7 e-tron, versione ibrida plug-in della grossa SUV 4×4 di Ingolstadt che affianca un V6 turbodiesel tre litri ad un elettrico per un consistente abbattimento di consumi ed inquinanti, oltre alla possibilità di percorrere un massimo di 56 km ad emissioni zero. Nel rispetto delle norme in vigore e con la sinergia della doppia propulsione, parliamo di 1,7 l/100 km di gasolio in media e di appena 46 g/km di CO2, ma nel concreto, comunque, di buoni risparmi utilizzando una macchinona lunga più di cinque metri e, seppure appesantita da un generoso pacco batterie, in grado di mettere a disposizione 373 Cv e una coppia da…camion (700 Nm ben gestiti dal cambio automatico a otto rapporti). Su strada, i kg in più penalizzano un po’ la maneggevolezza e la dinamica sportiva, senza d’altra parte influenzare troppo le prestazioni (225 km/h di velocità, 0-100 in 6 secondi e 130 km/h di massima in elettrico) considerando il comfort aspetto predominante. E, sotto quest’ultimo profilo, la Q7 e-tron è ai vertici della categoria: una “grand routier” che permette di scegliere fra quattro modalità di marcia oltre all’effetto veleggio (totalmente eco, ibrida, conservativa o rigenerativa per la capacità delle batterie), selezionare fino a sette diverse configurazioni di comportamento e con un apparato di navigazione ad assistenza “predittiva” che adegua automaticamente alle caratteristiche del percorso il comportamento della vettura ottimizzandone l’efficienza. Completano il quadro, un abitacolo a cinque comodissimi posti “veri” (non è possibile la terza fila di sedili per l’ingombro del sistema ibrido), un vano bagagli ampio, ogni sorta di accessorio per la sicurezza e la facilità di guida  e la tradizionale accuratezza Audi per la qualità costruttiva e i dettagli di finitura. La tecnologia di ricarica, inoltre, consente di avvalersi di una potenza di 7,2 kW e di completare il processo, con una presa industriale, in meno di due ore e mezza, mentre con lo smartphone è possibile controllare, fra le varie funzioni, lo stato delle batterie o la climatizzazione.

In primavera sul nostro mercato, con prezzi da 83.700 euro, la nuova Q7 e-tron arricchisce la gamma della mega SUV Audi e occupa un posto a se stante nella sua categoria top: unica ibrida diesel a confrontarsi con rivali come la BMW X5 40e o la Volvo XC 90 Twin Engine, per arrivare alla “cugina” Porsche Cayenne. Una esclusiva nicchia, complessivamente di qualche centinaio di unità ripartite un po’ fra tutti i marchi premium, in un ambito però che sta crescendo anche in Italia: nei primi sei mesi di quest’anno sono state vendute da noi circa 13.400 ibride, a fronte di 21.500 dell’intero 2014.


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