Entro tre anni l’auto potrà capire, grazie ad uno speciale software inserito nei suoi sistemi di gestione elettronica della sicurezza, se l’automobilista è distratto o addirittura“assente” con il pensiero e corre dunque gravi rischi durante la guida.

Lo ha annunciato al Salone di Tokyo la Mitsubishi Electric Corporation – azienda diversa da quella produce automobili ma che fa parte della stessa holding finanziaria, la più grande del Giappone – che ha sviluppato una tecnologia che utilizza un algoritmo di apprendimento automatico, più noto come Deep Learning.

Questo software può analizzare una serie di dati comprese le informazioni relative al veicolo (sterzo, velocità, ecc.) e al guidatore (frequenza cardiaca, orientamento del viso, ecc) segnalando le situazioni potenzialmente pericolose. L’algoritmo di apprendimento automatico incamera infatti una serie di parametri su quella che viene riconosciuta come ‘guida normalè.


Ciò permette al sistema di accorgersi delle distrazioni cognitive quando le azioni del conducente differiscono drasticamente dalla previsione – fatta dall’intelligenza artificiale dell’auto – rispetto a quello che sarebbe appropriato. La Casa giapponese, che sta studiando anche applicazioni del Deep Learning nel settore delle ferrovie e delle metropolitane, ha annunciato che questo dispositivo potrebbe arrivare nella produzione automobilistica di serie attorno al 2019. ( Ilmessaggero.it)


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