Alla Volkswagen lo scandalo ribattezzato dieselgate potrebbe costare davvero caro. Infatti, secondo voci provenienti dallo stesso colosso tedesco saranno necessarie circa 10.000 diverse soluzioni per intervenire con successo sugli 11 milioni di auto coinvolte. Intanto, molti paesi Ue sarebbero contrari alle nuove normative per evitare in un futuro uno scandalo del genere imposte dalla Commissione europea.

La riparazione dei motori coinvolti nel dieselgate sarà molto più costosa di quanto sinora previsto. Secondo fonti interne al marchio di Wolfsburg, i tecnici dovranno lavorare a circa 10.000 diverse soluzioni per intervenire con successo sugli 11 milioni di auto coinvolte, a causa dell’ampio numero di varianti del motore. Le differenze riguardano le cilindrate (2,0 come 1,6 e 1,2 litri), le trasmissioni del cambio (automatico, 5 o 6 marce) e le differenti marche (Seat, Audi, etc.), fino all’anno di produzione dei modelli.

Intanto, la maggioranza dei governi dei paesi Ue, Italia inclusa, è contraria al giro di vite proposto dalla Commissione europea per assicurare il rispetto dei limiti delle emissioni di ossidi d’azoto (NOx) dai veicoli a motore, anche in risposta allo scandalo Volkswagen. La proposta di Bruxelles imporrebbe, a partire dal settembre 2017, di effettuare i controlli di conformità dei veicoli non più in base a test di laboratorio ma in condizioni di guida reali. Secondo la proposta, per dare all’industria il tempo di adattarsi, vi sarebbe comunque una tolleranza di due anni per “sforamenti” non superiori al 60% dei valori massimi previsti dalla norma Euro 6 (80 mg per km), che sarebbe applicata pienamente solo a partire dal settembre 2019.


fonte: motorionline.com


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