Se consideriamo il panorama italiano dal punto di vista “digital” è evidente che nelle zone metropolitane c’è  un’ottima copertura a banda larga e la velocità di connessione arriva fino a 20Mbits. Lo stesso, però,  non si può dire delle zone rurali che presentano una minore densità di popolazione; in tali luoghi la diffusione della banda larga risulta più difficile anche a causa dei possibili problemi legati alle condizioni geo-morfologiche e ai costi troppo elevati delle infrastrutture.

Proprio a questo scopo è nata recentemente a Torino una Federazione di promozione sociale, “Senza Fili, Senza Confini”, creata da Daniele Trinchero, Professore del Politecnico di Torino. Si tratta del primo operatore italiano gestito direttamente dai cittadini senza scopo di lucro.

Questa Federazione ha l’obiettivo di portare il Wi-Fi in quelle zone rurali dove internet non arriva e gli operatori tradizionali non hanno intenzione di intervenire. Già nel 2010 nei laboratori iXem del Politecnico di Torino (specializzati in tecnologie wireless), Trinchero e la sua equipe furono in grado di portare il Wi-Fi in zone come il Monte Rosa, l’Amazzonia e le isole Comore. L’obiettivo era anche quello di portare tali risultati (con costi contenuti) nei territori di appartenenza come a Verrua Savoia, piccolo paese del Monferrato a 60km da Torino.


A tal proposito si è espresso anche il vice-capogruppo in Regione Piemonte di Forza Italia, Franco Graglia, il quale sostiene che “la Regione Piemonte ha dei fondi dedicati alla connettività nei Comuni montani che rischiano di andare persi”.

“Ho presentato un’interrogazione per reimpostarli e destinarli alle amministrazioni comunali delle zone rurali, alle imprese e ai privati cittadini per la creazione di punti free Wi-Fi”, ha aggiunto Graglia sottolineando come “sarebbe utile un’azione regionale di sostegno e promozione dell’offerta gratuita di accesso al Wi-Fi in alcune zone dedicate, come servizio al turista. Proprio per tale ragione ho domandato un impegno concreto della Giunta – ha concluso – per reimpostare a questo scopo le risorse avanzate dal bando del 2013 all’interno del bilancio previsionale 2015”.


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