Uguale ma diversa. La rivisitata Volkswagen Sharan è praticamente identica esternamente, ma profondamente rinnovata nell’offerta dei motori,i cui consumi sono stati ridotti mediamente di oltre il 14% (mezzo litro al chilometro risparmiato, per capirci), e dell’infotainment, disponibile nella sua evoluzione compatibile con Google e Apple. Naturalmente c’è anche altro e ci sarebbero anche due versioni, Beach e Ocean (ai tedeschi il mare piace), che però in Italia non arrivano.

Misure e linee sono le stesse, perché a Wolfsburg la carrozzeria viene “maneggiata con cura”: l’obiettivo è non disorientare i clienti. L’aggiornata Sharan è tuttavia più bassa di 8 millimetri, soprattutto per migliorare l’aerodinamica, che per un modello così ingombrante (4,854 metri di lunghezza, 1,720 di altezza e 2,081 di larghezza, specchietti inclusi) e non proprio leggerissimo (da 1.700 chilogrammi in su) è un accorgimento importante. Anche se non si vede.

La generosa monovolume tedesca (fino a 2.340 litri dai capacità di carico) è ormai un veicolo adulto: è in circolazione da vent’anni ed è stata venduta in oltre 800.000 esemplari, un quarto dei quali dell’attuale generazione. Le uniche novità esteriori sono l’impronta più visibile dei fari a LED posteriori, una gamma di colori più ricca e cerchi dal design inedito. In sintesi: anche questo modello per famiglie diventa più personalizzabile.


Gli interventi di rilievo non si rilevano ad occhio nudo. I motori turbo, ad esempio. Che sono tutti Euro 6 come è naturale che sia visto che la norma sta per entrare in vigore. In Italia, a partire da settembre (la prevendita è già cominciata), ne arriveranno solo una versione a benzina (l’1.4 TSI da 150 cavalli BlueMotionTechnology, BMT, con cambio manuale a sei marce) e tre a gasolio. Si tratta delle declinazioni del TDI da 2.0 litri BMT: due da 150 cavalli (10 in più di prima), sia con cambio manuale sia con trasmissione DSG a 6 rapporti sia in versione 4Motion con cambio manuale ed una da 184 con trasmissione DSG (prima erano 177). Il listino parte da 34.100 euro (37.050 per l’entry level a gasolio) ed arriva fino a 47.650.

I 7 posti in Italia sono di serie. Già l’allestimento base di Volkswagen Sharan include non solo il sistema Easy Fold per ripiegare i sedili nel pianale, ma anche il sistema di frenata anticollisione multipla, il fatigue detection, il climatizzatore automatico e naturalmente lo start/stop con recupero dell’energia di frenata. Sul modello 4Motion c’è anche il differenziale autobloccante XDS. Le altre tecnologie sono a richiesta oppure incluse negli allestimenti più “impegnativi”.

Per la prima volta su questo modello Volkswagen offre il cruise control con regolazione automatica della distanza ACC e il Front Assist con funzione di frenata di emergenza City. Sono disponibili anche l’assistenza per le manovre in uscita di parcheggio o il monitoraggio dell’angolo cieco e altro ancora. Per la connettività occorre mettere mano al portafoglio perché se il Composition Colour con schermo tattile da 5 pollici è di serie, per il Discover Media (con navigatore) e Composition Media servono altri duemila euro. Le funzioni Guide & Inform e Car-Net App Connect possono venire integrate ed interfacciate con gli smartphone attraverso MirroLink, Android Auto (Google) e CarPlay (Apple).

Con il motore turbodiesel da 184 cavalli VW Sharan offre praticamente il meglio dal punto di vista dell’equilibrio fra prestazioni, consumi e comfort. Con una percorrenza dichiarata di quasi 19 chilometri per litro, garantisce anche un rassicurante brio (meglio sull’allungo, ma non delude nemmeno in fase di ripresa) ed una ovatta rumorosità anche alle andature più elevate. Le altre unità sono a scalare: il motore da 150 cavalli non sembra insonorizzato allo stesso modo e di sicuro non ha la stessa dinamica, mentre l’1.4 benzina (6,4 l/100 km) potrebbe “faticare” se messo a dura prova, in salita e magari a pieno carico, ma in condizioni normali è divertente da guidare. Estremamente pratica la funzionalità dei sedili: la terza fila è anche sufficientemente spaziosa per ospitare degli adulti.

da: ilmessaggero.it


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