Per la flessibilità in uscita il Governo sembra pronto a sganciare un miliardo di euro. Secondo fonti vicine a Palazzo Chigi, l’intento è quello di consentire di anticipare la pensione di 3-­4 anni a chi resta privo di la­voro e di ammortiz­zatori sociali, così come per le lavoratrici al fine di affievolire lo scalone previsto dalla Legge Fornero che scatterà dal 1° gennaio prossimo.

Per ogni anno di anticipo rispetto all’età di vecchiaia, la decurtazione dell’asse­gno di previdenza dovrebbe raggiungere il 3­4%, tuttavia non si esclude la possibilità che il taglio possa progressivamente calare per gli assegni di importo più basso, fino ad annullarsi per quelli che sono al disotto dei 1.500 o 1.000 euro lordi al mese.

Il ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, è tornato poi ad aprire un varco alla settima salvaguardia nella prossima manovra di Stabilità, di cui l’iter è già stato avviato alla Camera. Il numero uno di Via XX Settembre ha poi fatto riferimento anche all’abolizione delle tasse sulla prima casa, anch’essa tra le novità più attese della legge di Sta­bilità, sostenendo che «nel ca­so specifico è relativamente più efficiente», rispetto al ta­glio delle tasse sul lavoro dal momemnto che l’80% degli italiani è pro­prietario di un’abitazione. Non dello stesso avviso è la Commissione europea nel Rapporto sui sistemi fiscali dei vari Paesi membri che ha invece invitato l’Italia “a spostare le tasse dal lavoro alla casa”.


Cambiamenti si prospettano anche sul fronte dello sconto sui contributi per i con­tratti a tempo indeterminato che ha scortato il Jobs Act.  «Personalmente ­ – ha det­to ­Padoan – credo che non sia più necessario perché siamo fuori dall’emergenza. Le risorse po­trebbero essere destinate ad al­tri scopi”. In tal senso, una delle ipotesi al vaglio del Governo equivarrebbe ad un credito d’imposta per ricerca e sviluppo o per investimenti specifici. Nonostante appaia più probabile l’ipotesi che vuole che sui contributi sarà apportato soltanto un restyling, presumibilmente ristretto a donne, giovani e alle as­sunzioni effettuate nel Mezzogiorno.


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3 COMMENTI

  1. …nata ad Aprile ‘ 52 vado in pensione a fine del 2017 perche ho scoperto oggi che il “beneficio ” concesso generosamente dalla sig.ra Fornero ad uscire a 64 anni per quelle del 52, riguarda esclusivamente le lavoratrici dipendenti che alla data del 31/12/2011 erano ancora in attività , …. indi per cui per me che sono disoccupata da oltre 10 anni con 33 anni di contributi la regola dei 64 anni non vale e devo ancora aspettare …. diciamo pure che il discorso ” ..dell’aspettativa di vita” è una truffa bella e buona nei confronti di tutte le persone che hanno lavorato una vita per andare in pensione ad una età ragionevole …. ritardando tutto ciò, l’aspettativa di “morte” è molto più vicina e prossima ad essere raggiunta e tanti individui non ce la fanno neanche ad andarci in pensione; ritengo che l’aspettativa di vita debba essere e debba restare una prerogativa che ogni singolo individuo si porta avanti assieme al proprio DNA dal momento della nascita, dire e affermare che un individuo con una salute precaria possa restare al lavoro con la stessa “facilità” sino a 66-70 anni rispetto ad una persona sana è un sopruso; sopruso in entrambi i casi ma con l’aggravante nel caso dell’individuo non in salute, di viltà e di indifferenza, che ci porta inevitabilmente col pensiero ai tempi oscuri del concetto di razza perfetta. Infine non mi rendo conto e non capisco come questo concetto dell’aspettativa di vita, così meschino e abbietto, sia potuto essere stato portato avanti senza cozzare contro un qualsiasi diritto di costituzionalità o altro tribunale amministrativo . Mi piace questa cosa, per le eventuali modifiche alla famigerata legge Fornero, adesso piuttosto che…. saremmo disposti ad accettare di tutto di più, penalizzati per aver pagato contributi salati per una vita intera, praticamente minacciati di mandarci in pensione ad una età improponibile, adesso “imboniti” dal …” si ti ci mando in pensione” … in cambio sia chiaro di tagli o alleggerimenti al tuo assegno pensionistico…. grazie . Mentre per le banche centrali miliardi di euro, pronto cassa sono a disposizione per prestiti “salva stati” , così li chiamano, o per acquisti di miliardi e miliardi di titoli di stato per non far crollare sta baracca di speculatori in cravatta, noi siamo qui ad elemosinare i due o tre anni di pensione prima della nostra dipartita finale

  2. Come al solito si parla di tagli fissi del 3 o 4% sulla pensione per chi vuole la flessibilita’ perche’ costretto dall’eta’ 59 anni e dalla condizione di disoccupazione per chiusura e decentramento stabilimento. Non e’ una mia scelta fare il disoccupato , nessuno ha piu’ bisogno della mia esperienza tecnica. I grandi politici le riforme le fanno sempre sullo standard del lavoratore che ha la fortuna di lavorare in aziende sane che non licenziano, non operano mai tagli di personale in esubero, purtroppo almeno in Italia le aziende a misura d’uomo le devono ancora fabbricare.
    Detto questo voglio ricordare che non tutti hanno uno standard di vita media di 84 anni come dice la Fornero, ci sono gli invalidi come lo scrivente, che molto ma molto probabilmente si fermera’ molto prima, bisogna tenerne conto, non si puo’ sempre lavorare a statistiche, che poi se devo dirla tutta questa statistica ISTAT degli 84 anni mi puzza parecchio , perche’ l’aspettativa di vita in Croazia un paese confinante che conosco molto bene e’ di 74 anni , e non si tratta di un paese del terzo mondo, ma di un paese che negli ultimi anni ha fatto grandi progressi, ed e’ molto simile all’Italia , con qualita’ della vita a volte superiore.

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