Per la nuova riforma delle pensioni siamo agli sgoccioli. Un’apertura è arrivata, già nei giorni scorsi dai ministri dell’Economia e del Lavoro,Padoan e Poletti, ma l’accelerata definitiva è venuta dallo stesso premier Renzi che nella giornata di ieri ha dichiarato come la flessibilità in uscita sia un intervento realizzabile già con la prossima legge di Stabilità.

Chi, tuttavia, non può ancora gridare vittoria sono i lavoratori precoci, per i quali non si profila nessuna soluzione certa. Una proposta al riguardo ci sarebbe (quota 41 di Cesare Damiano), avanzata proprio dall’attuale presidente della commissione Lavoro alla Camera, ma al momento l’Esecutivo pare non prenderla in considerazione.

Il Governo nell’affrontare il problema legato alle pensioni, ha riferito il primo ministro, tiene conto prima di tutto dell’equilibrio che deve mantenersi tra spesa pensionistica, diversamente da quanto fatto dalla Riforma Fornero, e la folta platea di lavoratori che desiderano godere anticipatamente della pensione, dietro una decurtazione dell’assegno previdenziale.


Anche il ministro dell’Economia è tornato a parlare della riforma pensioni durante la festa nazionale di Scelta Civica a Salerno, dichiarando come la flessibilità in uscita non sia comunque una manovra a costo zero. Padoan ha confermato che per coloro che vorranno andare in pensione con qualche anno di anticipo si dovrà mettere in conto una parziale riduzione dell’assegno previdenziale. Bisogna ora capire quale sarà l’entità del sacrificio.

Durante il suo intervento Pier Carlo Padoan è tornato a ribadire che la Commissione Europea giudica il nostro attuale sistema previdenziale come uno dei migliori dell’Unione Europea, tanto per la stabilità quanto per la sostenibilità. Ne deriva che qualsiasi intervento che verrà scelto dal Governo nella prossima legge di Stabilità dovrà essere compatibile con i vincoli di bilancio e con i costi della flessibilità.


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6 COMMENTI

  1. Quando sono entrato nel mondo di lavoro a 11 anni e i miei primi contributi a 16 anni nel lontano 1974 il contratto dei lavoratori era che a 35 anni si andava in pensione. Ora mi chiedo questo non è un diritto acquisito o lo è solo per la loro casta. E’ una vegogna vedere sprechi del denaro pubblico e noi che abbiamo pagate le tasse più centinaia di EURO di contributi essere trattati senza dignità. Perchè all’età di 58 anni nessuno ti fa più lavorare, è inutile dare i numeri tipo lotteria 40 anni 41 anni e così via CHI NON LAVORA A QUESTA ETA’ HO LO STATO LO IMMETTE NEL MONDO DEL LAVORO OPPURE GLI DA LA PENSIONE CHE GLI TOCCA. Quindi in base ai contributi avrai la pensione punto e basta.

  2. ma mi domando x quale motivo i parlamentari non vanno a vedere di persona i vari settori industriali cosi magari si rendono conto cosa vuol dire lavoro sfruttati x 41anni non e come stare su una poltrona e pensare di come studiare a fregare il prossimo cie noi lavoratori con questo o detto tutto siamo stuffi di essere presi per i fondelli

  3. la quota 100 (contributi versati+età anagrafica) acconteterebbe sia gli esodati che i precoci e i giovani avrebbero la possibilità di entrare nel mercato del lavoro. Lo svecchiamento, anche nella Pubblica Amministrazione, è necessario e improcrastinabile. Ci vuole linfa nuova, motivata ed entusiasta.
    Dopo 40 anni di lavoro si esauriscono entusiasmo e passione.

  4. È semplicemente vergognoso sottoporre i lavoratori che vogliono esercitare un loro diritto, ad un ricatto, quello delle penalizzazioni!!soprattutto nei confronti delle donne ! A beneficio solo delle più privilegiate , come con opzione donna, che possono permettersi di andare in pensione con pesanti decurtazioni!! Per cui sarà ancora una beffa e molti dovranno continuare. A lavorare fino allo…stremo!! Una proposta di giusto compromesso potrebbe essere quota 100 a partire da 62 anni ,ovvero 62+38 e per i precoci 41 e sei mesi senza limiti di età! E i soldi si trovano riducendo privilegi, pensioni d’oro, appalti inutili, gli 80 euro elargiti anche a chi ha il coniuge o conviventi con redditi elevati e qualche aereo di rappesentanza in meno!!

  5. Buongiorno, è inammissibile e molto deludente che ad oggi il ministro (?’) del Lavoro e della Previdenza in carica non abbia ancora presentato un suo piano relativo alle modifiche (??) e non alla legge sulla previdenza. Non bisogna nascondersi dietro all’Europa ed ai conti pubblici, visto che nel 2011 è stato fatto di tutto contro i lavoratori, come abbiamo visto e provato sino ad oggi.
    Come mai il rispetto delle regole europee ed i conti pubblici li debbano considerare solo alcune categorie, ed anche essere utilizzate come una specie di BANCOMAT per le casse dello Stato ???
    Tutti e soprattutto quelli che ci governano dovrebbero essere i primi a dare il buon esempio e contribuire più di tutti .
    Grazie

  6. E’ CHIARO CHE NON SONO PRESE IN CONSIDERZIONE QUELLI NON SANNO COSA VUOL DIRE INIZIARE A LAVORARE A 15 ANNI PER BISOGNO E NON PER HOBBY E ANDARE ALLE SERALI PER STUDIARE. QUESTI MORI FAME CI PRENDONO COME DEL BESTIAME

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