In riferimento allo scottante tema degli esodati, al centro delle trascorse e future manifestazioni di piazza che uniscono sindacati e fronti politici, il ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il ministero del Lavoro, lo scorso 15 settembre aveva diffuso un comunicato stampa in cui faceva sapere che il Governo sta valutando una specifica soluzione, in sostanza un nuovo provvedimento di salvaguardia che abbia un’ adeguata copertura finanziaria. Lo stesso ministro Padoan, durante l’ampio question time alla Camera del 16 settembre scorso, ha ribadito l’impegno ad agire con urgenza per sanare le situazioni di disagio degli esodati rimasti senza tutela.

Ciò che emerge, dal punto di vista tecnico, è che non è possibile destinare alla nuova salvaguardia le risorse non utilizzate per quelle precedenti, considerando che la normativa non permette la fruizione di somme andate in economia senza prevedere contestualmente un’opportuna copertura finanziaria. A ciò si aggiunge poi la mancata certezza degli eventuali risparmi a partire dal 2013, dal momento che non è stata ancora ultimata la procedura prevista dalla legge per la loro certificazione, anche grazie alla complessità degli accertamenti che richiedono le sei salvaguardie già concluse.

Come sintetizzato dal rapporto fra spesa pensionistica e PIL contenuto nelle recentissime Tendenze di medio lungo periodo elaborate dalla Ragioneria Generale dello Stato, stando alla vigente normativa risultano salvaguardati dall’applicazione dei nuovi requisiti di accesso al pensionamento (come stabiliti dalla legge 214/2011) tutti i soggetti che al 31 dicembre 2011 hanno maturato i requisiti sanciti dalla previgente norma e, entro un certo numero, tutti coloro che, benché maturino i requisiti successivamente a tale data, siano prossimi al pensionamento, manifestino palesi difficoltà alla permanenza nel mercato del lavoro e rientrino in categorie specificatamente stabilite dal legislatore. In questo caso, è infatti previsto un decreto ministeriale che possa sancire nel dettaglio le procedure amministrative di attuazione della disposizione.


Già lo scorso 9 settembre è stato disposto un disegno di legge dalla Commissione Lavoro della Camera che dovrebbe fare riferimento ad una platea di 26mila ulteriori lavoratori, e che in sostanza riflette l’impianto della sesta salvaguardia (legge 147/2014). Da questa si discosta soltanto per lo slittamento in avanti del termine richiesto per maturare la decorrenza della prestazione pensionistica (dal 6 gennaio 2016 al 6 gennaio 2017) e per un allargamento delle categorie dei lavoratori “tutelati”. Quantitativamente parlando interviene poi l’aggiornamento al 10 settembre del Report Salvaguardie, recentemente diffuso dall’Inps. Dal Rapporto emerge come il numero limite dei soggetti salvaguardati previsto dalla legge ammonta a 170.230; in relazione sono 115.967 le domande accolte, 51.518 quelle non accolte, 5.566 le certificazioni giacenti e 83.396 le pensioni liquidate.


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